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Fondazione “CENTRO per un FUTURO SOSTENIBILE”

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Roma 21 aprile 2009. Presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, a Roma, si è svolta una interessante riunione del “Centro per un futuro sostenibile”, convocata da Francesco Rutelli, in qualità di Presidente del Centro. All’ordine del giorno è stata posta una presentazione/dibattito incentrata su due argomenti di estremo interesse e di palpitante attualità:

a. Il “Piano Casa”: come integrare sviluppo economico e qualità ambientale;
b. Le prospettive del G8 a Presidenza italiana  per il clima, l’energia e l’ambiente


Dopo una breve introduzione, il Presidente Rutelli ha presentato alcune delle personalità che avrebbero fornito il contributo di pensiero al dibattito ed ha lasciato la parola all’Arch. Firous Galdo del Comitato scientifico CFS. L’Arch. Galdo ha illustrato i dati di alcuni studi sviluppati sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, che indicano come gli investimenti pubblici rivolti verso lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile determinano una ricaduta, in termini economici, superiore di almeno tre volte rispetto aagli investimenti destinati alle infrastrutture ovvero ai servizi. La tragedia che ha sconvolto l’Abruzzo può costituire, quindi, una opportunità imperdibile per avviare lo sviluppo di una edilizia sostenibile che preveda non solo il rispetto di quanto già appreso in materia, ma che consenta di investire per sviluppare una specifica tecnologia che potrà essere esportata in un futuro assai prossimo verso quei Paesi che tra  non molto avranno bisogno di una “economia verde”.

Il concetto espresso dall’Arch. Galdo  che le crisi costituiscono delle difficoltà che devono essere superate, ma che allo stesso tempo presentano anche delle opportunità che non possono essere trascurate, è stato ripreso dal Dott. Lorenzo Bellicini, Direttore del CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia ed il territorio). Il Dott. Bellicini ha fornito un quadro complessivo della situazione edilizia nazionale ed ha auspicato che il c.d. “piano casa” venga redatto per disciplinare le attività edilizia fortemente finalizzate alla innovazione tecnologica, differenziandosi così in modo netto dal progetto del c.d. “sostegno all’edilizia” che dovrà disciplinare una ben distinta area di interventi. Anche secondo gli studi condotti dal CRESME il ritorno economico dal complesso di attività connesse con il risparmio energetico è vicino al 30 per cento. E’ evidente la necessità di riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale atteso che, solo nell’ultimo decennio, sono stati realizzati 10 miliardi di metri cubi che molto difficilmente hanno fatto ricorso alla tecnologia esitente per razionalizzare l’utilizzo di energie.

Sull’argomento è intervenuto il Prof. Marzio Galeotti, docente di “Economia dell’ambiente e dell’energia”  presso l’Università di Milano che ha evidenziato come il “piano casa” in corso di finalizzazione da parte del Governo non sia rivolto solo e semplicemente alla funzione anticongiunturale. Il piano intende stimolare  uno dei settori trainanti l’economia di ogni Paese, ma costituisce una ghiotta occasione per promuovere lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie che consentano una significativa riduzione delle emissioni. E’ evidente che un programma di ampio respiro quale quello del “piano casa” deve essere supportato da norme chiare ed univoche che ne disciplinino l’attuazione. Il Prof. Galeotti ha illustrato quindi il piano elaborato dalla Gran Bretagna e anche dalla Francia per giungere al livello di emissioni pari allo zero, evidenziando anche gli aspetti dei notevoli ritorni economici che sono attesi da tali programmi.

Ha preso la parola quindi il dott. Paolo Buzzetti, Presidente dell’ANCE (Associazione nazionale costruttori edili) che ha confermato come il patrimonio edilizio esistente risulti spesso carente di impianti ad alto contenuto qualitativo. Si avverte l’urgenza di norme chiare che consentano di operare una verifica a livello nazionale dei fabbricati esistenti, prevedendo norme ed incentivi che aiutino tale processo.

E’ intervenuto quindi il Prof. Luigi Paganetto, Presidente dell’ENEA, che ha rilevato come gli interventi precedenti consentano di parlare direttamente di problematiche di risparmio energetico, tema prioritario non solo a livello nazionale. Il settore delle costruzioni che potrà ottenere risultati di più alto impatto sarà il settore dell’edilizia residenziale che sarà in grado di utilizzare i progressi tecnologici già esistenti e che potrà costituire il traino per la successiva evoluzione.

Le conclusioni della prima parte dell’incontro sono state tratteggiate dal Presidente Rutelli che ha  evidenziato come, grazie al prezioso apporto di uno spettro di competenze tanto articolato, il Centro sia in grado ed intenda sviluppare una funzione strategica e di coordinamento delle attività nel settore dei progetti indirizzati verso la “green economy”.

La seconda parte dell’incontro è stata sviluppata dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che ha tratteggiato il complesso quadro delle attività diplomatiche  in corso, a livello internazionale, in materia di riduzione delle emissioni  di anidride carbonica. Dopo aver esposto sinteticamente il quadro storico concernente la materia, ha evidenziato le aspettative del prossimo incontro del “G8 Ambiente” che avrà luogo a Siracusa (dal 22 al 24 aprile p.v.) dove, accanto ai cambiamenti climatici si parlerà anche di tecnologie a basso contenuto di carbonio, ossia relative a fonti rinnovabili, all’efficienza energetica e allo stoccaggio del CO2. Ha evidenziato come il nostro Paese abbia recuperato notevolemente il gap esistente sul fotovoltaico, indicando che l’Italia sarà in grado di accedere al programma di investimenti per i quali l’UE ha stanziato la somma di 350 miliardi. Ma il vero progresso dei programmi di riduzione delle emissioni si potrà realizzare solo quando questi saranno redatti ad un tavolo attorno al quale prenderanno posto anche Paesi come Cina,  Brasile, Messico e India, Paesi che ben difficilemnte sarebbero disposti ad accettare programmi di riduzione delle emissioni redatti senza la loro partecipazione.



Paolo Sieni



 

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