Scienzaonline.com giornale di Scienza Online Scienzaonline.com giornale di scienza online http://www.scienzaonline.com/component/content/frontpage.html Sat, 29 Apr 2017 03:22:30 +0000 Joomla! 1.5 - Open Source Content Management it-it Scoperto nuovo gene per sclerosi multipla e Lupus http://www.scienzaonline.com/medicina/medicina-generale/3759-scoperto-nuovo-gene-per-sclerosi-multipla-e-lupus.html http://www.scienzaonline.com/medicina/medicina-generale/3759-scoperto-nuovo-gene-per-sclerosi-multipla-e-lupus.html

 

Il lavoro, condotto dall’Irgb-Cnr e Università di Sassari e cofinanziato dalla Fism, è pubblicato su New England Journal of Medicine e svela per la prima volta un importante meccanismo biologico che predispone a queste malattie, gettando le basi per nuove terapie personalizzate e per lo sviluppo di nuovi farmaci. L’individuazione di un nesso di causa-effetto diretto come quello tra una particolare forma di Tnfsf13B e il rischio di sviluppare le due patologie è un evento rarissimo in studi di questo genere. All’origine del rischio di sviluppare sclerosi multipla (Sm) e lupus eritematoso sistemico, malattie autoimmuni a carico rispettivamente della mielina del sistema nervoso centrale e di pelle, reni e altri organi, vi sarebbe anche una particolare forma di Tnfsf13B, un gene che presiede alla sintesi di una proteina con importanti funzioni immunologiche: la citochina Baff. A rivelarlo su New England Journal of Medicine, la più antica e prestigiosa rivista di medicina al mondo, uno studio di un gruppo internazionale di ricercatori cofinanziato dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) e coordinato da Francesco Cucca, direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) e professore di genetica medica dell’Università di Sassari. Alla pubblicazione italiana la rivista americana dedica anche un editoriale.

]]> info@scienzaonline.com (Irgb-Cnr, Università di Sassari e Cagliari, Fondazione italiana sclerosi multipla, CRS4 ) frontpage Fri, 28 Apr 2017 12:58:54 +0000 Looking to the Moon to better measure climate change on Earth http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3758-looking-to-the-moon-to-better-measure-climate-change-on-earth.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3758-looking-to-the-moon-to-better-measure-climate-change-on-earth.html

The moon appears in an image captured by the SEVIRI instrument on a EUMETSAT Meteosat Second Generation satellite.


When American astronaut Alfred Worden, who was the command module pilot for the Apollo 15 lunar mission in 1971, was asked what he was feeling at that time, he replied: “Now I know why I’m here. Not for a closer look at the moon, but to look back at our home, the Earth.” Those words have an interesting parallel to work being carried out today, as scientists look to the Moon to help gain an accurate understanding of the weather and climate on Earth.

]]> info@scienzaonline.com (European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites (EUMETSAT)) frontpage Fri, 28 Apr 2017 12:55:49 +0000 A material inspired by a sea worm changes according to the environment http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3757-a-material-inspired-by-a-sea-worm-changes-according-to-the-environment.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3757-a-material-inspired-by-a-sea-worm-changes-according-to-the-environment.html

Photo caption: The Nereis virens worm inspired new research out of the MIT Laboratory for Atomistic and Molecular Mechanics. Its jaw is made of soft organic material, but is as strong as harder materials such as human dentin. / Alexander Semenov / Wikimedia Commons

 

The gelatinous jaw of a sea worm, which becomes hard or flexible depending on the environment around it, has inspired researchers at the Massachusetts Institute of Technology to develop a new material that can be applied to soft robotics. Despite having the texture of a gel, this compound is endowed with great mechanical resistance and consistency, and is able to adapt to changing environments. Scientists at the Massachusetts Institute of Technology (MIT) have looked at a sea worm called Nereis virens in order to create a changing material, which has the ability to be flexible or rigid at convenience. The jaw of this worm has a texture similar to gelatin, but if the environment varies, the material may adopt the hardness of dentin or human bones.

]]> guidodonati@scienzaonline.com ( Plataforma SINC) frontpage Fri, 28 Apr 2017 12:52:30 +0000 A new study revises the development and evolutionary origin of the vertebrate brain http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3756-a-new-study-revises-the-development-and-evolutionary-origin-of-the-vertebrate-brain.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3756-a-new-study-revises-the-development-and-evolutionary-origin-of-the-vertebrate-brain.html

 

A study recently published in PLOS Biology provides information that substantially changes the prevailing idea about the brain formation process in vertebrates and sheds some light on how it might have evolved. The findings show that the interpretation maintained hitherto regarding the principal regions formed at the beginning of vertebrate brain development is not correct. This research was led jointly by the researchers José Luis Ferran and Luis Puelles of the Department of Human Anatomy and Psychobiology of the UMU; Manuel Irimia of the Centre for Genomic Regulation (CRG), and Jordi García Fernández of the Genetics Department of the University of Barcelona. The brain of an invertebrate organism, amphioxus (a fish-like marine chordate), whose place in the evolutionary tree is very close to the origin of the vertebrates, was used for the research.

]]> guidodonati@scienzaonline.com (Centre for Genomic Regulation) frontpage Fri, 28 Apr 2017 12:49:30 +0000 Così la materia soffice ‘si rilassa’ http://www.scienzaonline.com/scienza/chimica/290-chimica-inorganica/3755-2017-04-26-10-38-50.html http://www.scienzaonline.com/scienza/chimica/290-chimica-inorganica/3755-2017-04-26-10-38-50.html  

Da destra a sinistra, due immagini separate da un intervallo di tempo di 10 secondi, e il differential frame, risultante dalla sottrazione delle prime due. Le particelle che si sono mosse significativamente durante questo tempo producono nel differential frame spot accoppiati di alta (rosso) e bassa (blu) intensità, come idenziato dallo zoom. Il sistema studiato è un modello paradigmatico di materiale soffice: una densa sospensione colloidale di particelle micrometriche (sfere dure) in acqua.


Da una collaborazione tra il Cnr e il gruppo Procter and Gamble (P&G) nasce una tecnica innovativa per studiare il comportamento di una vasta categoria di materiali, dai tessuti biologici a prodotti di largo consumo come detergenti e alimenti. Prodotti di uso quotidiano come shampoo e dentifrici, alimenti come yogurt e maionese e ancora tessuti biologici, come quelli epiteliali, sono esempi di ‘materiali soffici’, con proprietà intermedie tra lo stato liquido e quello solido . Una tecnica innovativa, messa a punto tra Napoli e Cincinnati (Ohio, USA) da una collaborazione tra ricercatori dell’Istituto superconduttori, materiali innovativi e dispositivi (Spin) del Cnr di Napoli, il gruppo Procter&Gamble, l’Università Federico II di Napoli e la University of Cincinnati aiuta a comprendere come si muovono e si organizzano nel tempo le particelle che compongono questi materiali: si tratta della Differential Variance Analysis (DVA), una tecnica che consente di misurare e visualizzare l’evoluzione della microstruttura nel tempo.

]]> guidodonati@scienzaonline.com (CNR) frontpage Wed, 26 Apr 2017 10:34:09 +0000 Studio FBK sul virus Zika pubblicato dalla rivista internazionale PNAS http://www.scienzaonline.com/medicina/medicina-generale/3754-studio-fbk-sul-virus-zika-pubblicato-dalla-rivista-internazionale-pnas.html http://www.scienzaonline.com/medicina/medicina-generale/3754-studio-fbk-sul-virus-zika-pubblicato-dalla-rivista-internazionale-pnas.html

 

Nel lavoro si dimostra che l’andamento dell’epidemia è stato determinato principalmente da fattori climatici e legati alla mobilità umana ​. Altro importante riconoscimento internazionale per la Fondazione Bruno Kessler nell’ambito degli studi sulla diffusione dei virus. I risultati di un lavoro scientifico sul virus Zika condotto dai ricercatori FBK Stefano Merler e Piero Poletti, in collaborazione con la Fondazione ISI di Torino, l’Università Northeastern di Boston, l’Università della Florida e l’Università di Washington, sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), una delle più citate al mondo nel campo della ricerca. Il virus Zika è trasmesso principalmente dalle zanzare Aedes. L’infezione nell’uomo si manifesta generalmente con sintomi molto blandi, come febbre leggera, rash cutaneo o congiuntivite, ed è completamente asintomatica in circa l’80% dei casi. Ciò nonostante, ha generato molto allarme l’associazione tra virus Zika e casi di microcefalia osservati in neonati da madri infette durante la recente epidemia del 2015-2016 in Sudamerica.

]]> info@scienzaonline.com ( Fondazione Bruno Kessler) frontpage Wed, 26 Apr 2017 10:16:07 +0000 Some cows may be predisposed to subacute ruminal acidosis http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3753-some-cows-may-be-predisposed-to-subacute-ruminal-acidosis.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3753-some-cows-may-be-predisposed-to-subacute-ruminal-acidosis.html

Some cows are more at risk for SARA than others

 

Cattle with subacute ruminal acidosis suffer from a number of low-level ailments that affect productivity. A research team led by University of Illinois scientists has documented changes in pH, microbiome, and rumen epithelial cells in SARA-affected cows. Results indicate that some animals may be predisposed to SARA because of an overabundance of certain bacteria. Scientists are not sure why some cows develop the condition known as subacute ruminal acidosis, or SARA, but producers know it causes a number of minor symptoms that add up to major problems over time. “Subacute ruminal acidosis is what happens when the pH of the rumen – the large compartment of a cow’s stomach – gets too low. It’s not severe, but it’s lower than ideal. It’s difficult to detect. Because of that, we don’t have a great understanding of how it happens and what are the contributing factors,” says assistant professor of animal sciences Josh McCann.

]]> info@scienzaonline.com (University of Illinois College of Agricultural, Consumer and Environmental Sciences (ACES)) frontpage Wed, 26 Apr 2017 08:16:32 +0000 Geophagy: Eating soil could harm babies http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3752-geophagy-eating-soil-could-harm-babies.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3752-geophagy-eating-soil-could-harm-babies.html

Excessive lead concentration: nearly 5x the levels found in newborns in Austria

 

Up to 80% of people in Africa, especially women, regularly eat clayey soil – this habit is known as geophagy. A previous study conducted at MedUni Vienna has already shown that it is a form of craving. Now researchers from the Center for Public Health and the Institute of Medical Genetics at MedUni Vienna have shown that this practice can also be detrimental to health: pregnant women who consume particular types of soil display higher levels of lead contamination – as do their babies. That is the finding of a study that was produced for the dissertations of two students (Rosina Glaunach and Coloman Deweis) of MedUni Vienna and that has now been published in "Environmental Research".

]]> info@scienzaonline.com (Medical University of Vienna) frontpage Wed, 26 Apr 2017 08:14:08 +0000 Movie research results: Multitasking overloads the brain http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3751-movie-research-results-multitasking-overloads-the-brain.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3751-movie-research-results-multitasking-overloads-the-brain.html

The subjects’ brain areas functioned more smoothly when they watched the films in longer segments. Image: Juha Lahnakoski

 

The brain works most efficiently when it can focus on a single task for a longer period of time. Previous research shows that multitasking, which means performing several tasks at the same time, reduces productivity by as much as 40%. Now a group of researchers specialising in brain imaging has found that changing tasks too frequently interferes with brain activity. This may explain why the end result is worse than when a person focuses on one task at a time. ‘We used functional magnetic resonance imaging to measure different brain areas of our research subjects while they watched short segments of the Star Wars, Indiana Jones and James Bond movies,’ explains Aalto University Associate Professor Iiro Jääskeläinen.

]]> info@scienzaonline.com ( Aalto University) frontpage Wed, 26 Apr 2017 08:10:23 +0000 Al di là del DNA: scoperto un nuovo meccanismo epigenetico di trasmissione dell’eredità http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3750-2017-04-26-08-05-02.html http://www.scienzaonline.com/scienceonline/331-scienceonline/3750-2017-04-26-08-05-02.html

Le tre drosofile rappresentate nella figura hanno la stessa sequenza di DNA ma i loro occhi sono di colore differente a causa di une perturbazione transitoria del loro stato epigenetico che si traduce in una modificazione del livello di repressione, dipendente dai geni Polycomb, di un gene responsabile del colore degli occhi.

 

Il laboratorio di Giacomo Cavalli, all’Istituto di Genetica Umana di Montpellier (Università di Montpellier e CNRS), in collaborazione con l’INRA[1], ha dimostrato utilizzando la drosofila l’esistenza di un’eredità epigenetica[2] transgenerazionale. Modificando in maniera transitoria la funzione delle proteine del gruppo Polycomb, la cui funzione è essenziale nello sviluppo, i ricercatori hanno ottenuto delle linee caratterizzate da occhi di colore differente in presenza della stessa sequenza di DNA. Queste differenze dipendono da un grado variabile di repressione genica dipendente dalle proteine Polycomb, che può essere ereditato in modo stabile ma reversibile. Questa eredità epigenetica si applica a linee transgeniche ma anche naturali e può essere modificata dalle condizioni ambientali come la temperatura di crescita. Questi risultati sono pubblicati nella rivista Nature Genetics il 24 Aprile 2017.

]]> info@scienzaonline.com (CNRS (Délégation Paris Michel-Ange)) frontpage Wed, 26 Apr 2017 08:01:14 +0000