Ultimi Articoli

Cancro del seno, anche la flora batterica del tessuto mammario potrebbe predisporre alla malattia
18 Gennaio 2019

La scoperta, frutto di uno studio collaborativo tra la Fondazione...

Scoperta la vera età degli anelli di Saturno: ben più giovani del pianeta, nascono “solo” 100 milioni di anni fa, quando sulla Terra moriva l’ultimo dinosauro
18 Gennaio 2019

I dati da cui è tratto lo studio Sapienza, ora...

I BAMBINI E IL GIOCO: LE REGOLE PER CRESCERE DIVERTENDOSI
17 Gennaio 2019

Ad ogni età il gioco adatto. Nel nuovo numero di...

Senza la molecola della felicità scatta la sindrome maniacale
17 Gennaio 2019

Cosa accadrebbe se il nostro cervello smettesse di produrre la...

Il latte di asina all’olio extra vergine di oliva per i bambini allergici al latte vaccino
16 Gennaio 2019

Il particolare mix che nasce da filiera tutta toscana è...

Dai Primati lezioni di economia
14 Gennaio 2019

I cebi dai cornetti, specie separatasi dall’uomo circa 35 milioni...

Treat vitamin D deficiency to prevent deadly lung attacks
11 Gennaio 2019

Vitamin D supplements have been found to reduce the risk...

OBESITÀ: L'IDROSSITIROSOLO (OLIO D'OLIVA) MIGLIORA LE CONDIZIONI DEL FEGATO GRASSO
11 Gennaio 2019

Lo studio del Bambino Gesù pubblicato su Antioxidant and Redox...

  • 1

Mediterraneo: alta la disoccupazione per donne e giovani

Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del Cnr di Napoli (Issm-Cnr) 31 Gen 2018
1970 volte

 

Il 1° febbraio sarà presentato a Napoli il ‘Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2017’, a cura dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm) del Cnr, edito da Il Mulino. Tra i temi chiave del volume, i cambiamenti del mercato del lavoro dovuti alla perdurante crisi economica. Focus anche sulla geopolitica con il ruolo emergente di Russia, Turchia e Iran, sugli effetti della fuga di cervelli e sulle opportunità di sviluppo della green economy

 

L’edizione 2017 del Rapporto sulle economie del Mediterraneo dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm) del Cnr, che sarà presentata giovedì 1° febbraio a Napoli (Polo umanistico del Cnr, Via Cardinale G. Sanfelice 8, dalle ore 9,30), approfondisce in particolare le problematiche del mercato del lavoro, una delle questioni centrali nelle relazioni euro-mediterranee, anche per le connessioni con le spinte migratorie provenienti dalla riva sud ed est del bacino. I cambiamenti strutturali intervenuti tra il 2000 e il 2015 in tale ambito toccano soprattutto i gruppi sociali più fragili: “La disoccupazione giovanile risulta alta non solo nella sponda sud, ma anche nella sponda nord del Mediterraneo, con quattro Paesi che nel 2015 raggiungono livelli superiori al 45%: Bosnia-Erzegovina (66,9%), Libia (50%), Spagna (49,4%) e Grecia (49,2%)”, spiegano nel loro capitolo Salvatore Capasso e Yolanda Pena-Boquete. “La partecipazione femminile resta estremamente bassa nei Paesi arabi del Mediterraneo. Oltre che rappresentare un ovvio problema sociale, la disoccupazione giovanile e femminile pone una questione seria di inefficiente allocazione delle risorse”. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Nord Africa è oggetto anche del contributo di Ersilia Francesca e Renata Pepicelli, che spiegano come “nonostante l’abbassamento dei tassi di fertilità e i progressi in termini di scolarizzazione” rimanga “significativamente più bassa rispetto ad altre aree in via di sviluppo. Il tasso medio della disoccupazione femminile nel Nord Africa nel 2015 era del 20,4%, più del doppio di quello dell’Ue, che nel 2015 era al 9,5% (fonte ILO 2015). Le rivolte del 2011 hanno visto uno spiccato protagonismo di giovani e di donne, ma la fase di ‘transizione’ ha disatteso in gran parte le loro aspettative e aspirazioni”.

Il problema tenderà peraltro ad ampliarsi in prospettiva, evidenzia Barbara Zagaglia, in Algeria, Marocco e Tunisia che, “sotto l’ipotesi di un incremento continuo della speranza di vita, vedranno aumentare la popolazione in età lavorativa tra il 2015 e il 2030. Solo per mantenere costanti i già bassi tassi di occupazione, l’Algeria dovrà aggiungere ogni anno dai 126mila ai 231mila nuovi posti di lavoro, il Marocco dai 121mila ai 133mila, la Tunisia dai 281mila ai 392mila. Se questi obiettivi non saranno soddisfatti la strada della migrazione sarà assicurata”. I movimenti migratori si intrecciano peraltro con il dato secondo cui tra il 2008 e il 2015 in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia “al tramonto della lunga e intensa crisi economica, i tassi di occupazione degli stranieri sono sensibilmente diminuiti dagli 8 ai 17 punti percentuali”, come osservano Corrado Bonifazi e Salvatore Strozza. “Mentre la disoccupazione degli stranieri ha assunto dimensioni notevoli: oltre il 16% in Italia, ma più del 30% in Grecia e in Spagna”.

Francesco Carchedi e Michele Colucci hanno inoltre tracciato un quadro storico, sottolineando che “non sono solo gli Stati nazionali a pianificare politiche migratorie”, ma “occorre guardare anche alle organizzazioni internazionali, alle organizzazioni non governative, alle organizzazioni criminali”. Il legame tra politiche migratorie e sviluppo, in particolare in Nord Africa e nel Sahel, è l’oggetto del capitolo di Marco Zupi, secondo il quale “la priorità dell’Ue si è focalizzata sulle migrazioni e il loro contenimento, a scapito di sviluppo sostenibile e inclusivo”, mentre sarebbe necessario “un sistema di governance multi-livello e di politiche territoriali”. Giorgia Giovannetti, Mauro Lanati e Alessandra Venturini si soffermano sulla migrazione dei lavoratori più qualificati (la cosiddetta fuga di cervelli o brain drain), rilevando come favorisca “la crescita delle esportazioni di prodotti a più alto contenuto tecnologico”.

Il capitolo di Roberto Aliboni tocca i punti nevralgici della crisi in atto nel Mediterraneo durante il 2016, quali “l’indebolimento a livello regionale dei paesi arabi ‘moderati’, il riflusso del jihadismo, il rafforzamento dell’Iran e dei suoi alleati, il protagonismo della Turchia e il ruolo sempre più egemone e pervasivo della Russia”. Il capitolo di Desirée Quagliarotti identifica le prospettive dell’economia verde dei Paesi nella regione euromediterranea, che “devono cominciare a pensare in termini di un approccio sistemico e integrato che sappia puntare sull’innovazione, su un uso efficiente delle risorse e sulla diffusione della conoscenza. Tutti fattori che potrebbero contribuire alla crescita, alla coesione sociale e all’incremento dell’occupazione”.

Alla presentazione del ‘Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2017’, a cura di Eugenia Ferragina dell’Issm-Cnr, edito dal Mulino, interverranno: il Presidente del Consiglio Comunale di Napoli Alessandro Fucito, il direttore dell’Issm-Cnr Salvatore Capasso, il Presidente della Svimez e Presidente Emerito dell’Istituto Banco di Napoli Adriano Giannola, il docente di Geografia urbana e delle migrazioni internazionali Fabio Amato, il docente di Geografia politica della Luiss Alfonso Giordano, l’Assessore ai Fondi europei Campania Serena Angioli, il Presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale Pietro Spirito. Modera Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del Cnr.

 

Roma, 31 gennaio 2018

 

La scheda

Chi:

Che cosa: 

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Medicina

Cancro del seno, anche la flora batterica del tessuto mammario potrebbe predisporre alla malattia

Cancro del seno, anche la flora batterica del tessuto mammario potrebbe predisporre alla malattia

18 Gennaio 2019

La scoperta, frutto di uno studio collaborativo tra la Fondazione...

Paleontologia

Dai Primati lezioni di economia

Dai Primati lezioni di economia

14 Gennaio 2019

I cebi dai cornetti, specie separatasi dall’uomo circa 35 milioni di anni fa, sono...

Geografia e Storia

Una sorgente magmatica profonda sotto l’Appennino meridionale

Una sorgente magmatica profonda sotto l’Appennino meridionale

10 Gennaio 2018

I terremoti della sequenza sismica del Sannio-Matese del 2013-2014 rivelano la presenza di magma...

Astronomia e Spazio

Scienze Naturali e Ambiente

Il clima trasforma l'Artico in un 'nuovo Oceano'

Il clima trasforma l'Artico in un 'nuovo Oceano'

28 Novembre 2018

Report WWF in occasione della Conferenza Sustainable Blue Economy di Nairobi...

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery