Gennaio 2022

 

È possibile scoprirne la bellezza in decine di Oasi WWF in tutta Italia dal 2 al 6 febbraio, con passeggiate, visite guidate e workshop.

 

Lagune, stagni, laghi, paludi, risorgive: sono le wetlands, aree chiave per la biodiversità e, cosa meno nota, anche per la nostra sopravvivenza. In loro onore, il prossimo 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day, WWD), data che ricorda l’adozione della Convenzione omonima per la loro tutela, firmata il 2 febbraio 1971 nella città iraniana di Ramsar. Equest’anno il WWD ha uno speciale significato, in quanto lo scorso anno è stato riconosciuto ufficialmente anche dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Lo slogan di questa edizione è “Value, Manage, Restore, Love Wetlands”: riconoscerne il valore, proteggerle e gestirle adeguatamente, ripristinarle laddove le abbiamo distrutte, e imparare ad amarle per la loro bellezza e la loro importanza, a partire dalla loro incredibile biodiversità. Ma le wetlands sono fondamentali anche per la nostra sopravvivenza grazie al loro ruolo di serbatoi di carbonio e contrasto al cambiamento climatico, azione di depurazione delle acque, protezione da inondazioni, fornitura di fibre e materiali, oltre ad ospitare migliaia di specie ad esse legate.

In Italia, dalle Alpi al Mediterraneo, sarà possibile scoprirle dal 2 al 6 febbraio in molte Oasi WWF, attraverso passeggiate, visite guidate, workshop fotografici ed altri eventi per far scoprire a tutti la bellezza e l’importanza di questi ambienti unici.

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Rifiuti plastici non pericolosi provenienti dal comparto agricolo inviati alla corretta filiera del riciclo, con la rimozione di numerose tonnellate di teli da serra, ali gocciolanti e altri materiali residui dell’attività di lavorazione dei campi.

 Il risultato dell’iniziativa progettuale promossa dal Consorzio dei rifiuti dei beni in polietilene Polieco e dal Comune di Bari Sardo, nella provincia di Nuoro, sigilla una serie di incontri e tavoli di lavoro, cui ha preso parte anche il deputato Alberto Manca, che hanno consentito l’attuazione di una buona prassi di economia circolare. Attraverso un’impresa associata del Polieco, sono stati prelevati cumuli di rifiuti che per lungo tempo erano rimasti stoccati nelle aziende agricole del territorio.

Pubblicato in Ambiente


L’analisi di una specifica sottopopolazione di cellule del sistema immunitario consente di individuare meglio i pazienti che beneficeranno maggiormente dei trattamenti immunologici e di predire l’esito clinico della terapia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research.
Negli ultimi anni l’utilizzo di terapie basate sull’inibizione di molecole regolatrici di processi chiave del sistema immunitario (Immune Checkpoint) ha completamente cambiato il percorso terapeutico e la prognosi di pazienti affetti da cancro. In particolare, sono stati sviluppati anticorpi monoclonali capaci di legarsi in maniera specifica ad alcune cellule del sistema immunitario (in particolar modo ai linfociti T) e di bloccare l’interazione con le proteine presenti sulla superficie del tumore, permettendo una riattivazione e una amplificazione della risposta anti-tumorale.

L’introduzione di queste terapie (come l’immunoterapico anti-PD1), ha messo in evidenza quanto sia importante capire il livello del benessere del sistema immunitario dei pazienti che si sottopongono a tali trattamenti per predirne l’esito clinico.

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Da quando Jair Bolsonaro è diventato Presidente del Brasile, nel 2019, la deforestazione amazzonica è aumentata del 75,6 per cento, gli allarmi per gli incendi forestali sono cresciuti del 24 per cento e le emissioni di gas serra del Paese sudamericano sono aumentate del 9,5 per cento. Lo rivela il rapporto “Dangerous man, dangerous deals”, pubblicato oggi da Greenpeace, nel quale si evidenziano i crescenti impatti negativi causati dal sistematico smantellamento della protezione dell’ambiente e dei diritti umani da parte del governo Bolsonaro negli ultimi tre anni.

“L’agenda politica del presidente brasiliano ha peggiorato le condizioni di ecosistemi preziosi per la salute del pianeta e di numerosissimi Popoli Indigeni che lottano per proteggerli. Nonostante ciò, l’Unione europea non solo ha continuato a fare affari con il Brasile, ma ha anche rispolverato l’accordo commerciale Ue-Mercosur, che rischia di inondare il mercato europeo di prodotti legati alla deforestazione e alla violazione dei diritti umani, come la carne, favorendo settori che aggravano la crisi climatica”, afferma Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia.

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Giovedì, 27 Gennaio 2022 09:25

Ancient ice reveals mysterious solar storm

 

Through analyzes of ice cores from Greenland and Antarctica, a research team led by Lund University in Sweden has found evidence of an extreme solar storm that occurred about 9,200 years ago. What puzzles the researchers is that the storm took place during one of the sun's more quiet phases – during which it is generally believed our planet is less exposed to such events.

The sun is a prerequisite for all life on Earth. But our life-giving companion can also cause problems. When there is strong activity on the surface of the sun, more energy is released, something that can give rise to geomagnetic storms. This in turn can cause power outages and communication disturbances. Predicting solar storms is difficult. It is currently believed that they are more likely during an active phase of the sun, or solar maximum, during the so-called sunspot cycle. However, the new study published inNature Communicationsshows that this may not always be the case for very large storms.

“We have studied drill cores from Greenland and Antarctica, and discovered traces of a massive solar storm that hit Earth during one of the sun's passive phases about 9,200 years ago”, says Raimund Muscheler, geology researcher at Lund University.

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The world is experiencing a huge wave of infection with the omicron variant of SARS-CoV-2. Estimates based on Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) models1 suggest that on around Jan 17, 2022 there were 125 million omicron infections a day in the world, which is more than ten times the peak of the delta wave in April, 2021.1 The omicron wave is inexorably reaching every continent with only a few countries in eastern Europe, North Africa, southeast Asia, and Oceania yet to start their wave of this SARS-CoV-2 variant. The unprecedented level of infection suggests that more than 50% of the world will have been infected with omicron between the end of November, 2021 and the end of March, 2022.1 Although IHME models suggest that global daily SARS-CoV-2 infections have increased by more than 30 times from the end of November, 2021 to Jan 17, 2022, reported COVID-19 cases in this period have only increased by six times.1, 2 Because the proportion of cases that are asymptomatic or mild has increased compared with previous SARS-CoV-2 variants,3, 4 the global infection-detection rate has declined globally from 20% to 5%.

Pubblicato in Scienceonline

Storms over the waters around Antarctica drive an outgassing of carbon dioxide into the atmosphere, according to a new international study with researchers from the University of Gothenburg. The research group used advanced ocean robots for the study, which provides a better understanding of climate change and can lead to better global climate models.

The world's southernmost ocean, the Southern Ocean that surrounds Antarctica, plays an important role in the global climate because its waters contain large amounts of carbon dioxide. A new international study, in which researchers from the University of Gothenburg participated, has examined the complex processes driving air-sea fluxes of gasses, such as carbon dioxide.

Storms bring carbon dioxide-rich waters to the surface
The research group is now delivering new findings that shed light on the area's important role in climate change.

“We show how the intense storms that often occur in the region increase ocean mixing and bring carbon dioxide-rich waters from the deep to the surface. This drives an outgassing of carbon dioxide from the ocean to the atmosphere. There has been a lack of knowledge about these complex processes, so the study is an important key to understanding the Southern Ocean's significance for the climate and the global carbon budget”, says Sebastiaan Swart, professor of oceanography at the University of Gothenburg and co-author of the study.

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Mercoledì, 26 Gennaio 2022 10:46

Pandemia a New York: come cambiano le abitudini

 

Uno studio condotto da ricercatori della Fondazione Bruno Kessler e di Cnr-Isti, pubblicato su Scientific Reports, ha analizzato i cambiamenti nei comportamenti quotidiani e la capacità di adattamento alle misure di precauzione in seguito all’insorgenza della Covid-19. È stata riscontrata una diminuzione degli ingressi nei negozi e della permanenza nei luoghi visitati
Quale impatto ha avuto sul comportamento umano il primo anno di pandemia? Come sono cambiate le nostre routine, la nostra capacità di rispettare le restrizioni e di rinunciare, almeno in parte, alle attività sociali? Intorno a queste domande, si è focalizzato lo studio realizzat o dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento in collaborazione con l’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isti) e con l’azienda Cuebiq Inc di New York.

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Già nel 2019 un italiano su tre dormiva poco, in particolare gli over 65, ed erano circa 9 milioni gli italiani che non dormivano a sufficienza, faticavano ad addormentarsi o si svegliavano non riposati. La pandemia ha notevolmente peggiorato le cose: lo studio “Lost in Italy” (Lockdown and Life Styles IN ITALY) rileva che, rispetto al 2019, vi è stata una sostanziale crescita dei disturbi legati al sonno (più 22%) e i soggetti con un sonno di qualità insoddisfacente sono più che raddoppiati. Si parla di oltre 18 milioni di individui.

Dormire poco, tuttavia, non porta solo stanchezza. Molti studi correlano i disturbi del sonno con sovrappeso, obesità e diabete. Uno studio inglese evidenzia che i frequenti disturbi del sonno sono associati a un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause e conclude che tali disturbi sono una malattia che deve essere trattata dal medico.

Data l’importanza del sonno, gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano (OGP) hanno voluto studiare quanto lo stile di vita incida sul sonno, valutando le abitudini di più di 7000 italiani per verificare il pasto serale, l’utilizzo di sostanze eccitanti e tutte quelle abitudini che possono compromettere la qualità del sonno, predisponendo a condizioni metaboliche sfavorevoli.

Pubblicato in Medicina

 

Dallo studio della composizione e delle età di cristallizzazione dei granati magmatici delle quattro principali eruzioni del Vesuvio emerge come il Vesuvio dovrebbe avere ancora circa mille anni di quiescenza, anche se non si possono escludere eruzioni più piccole. La ricerca, guidata dal Politecnico di Zurigo e a cui ha collaborato l’Università degli Studi di Milano, è stata pubblicata su Science Advances.
Il vulcano Vesuvio potrebbe rimanere in uno stato di quiescenza per altri mille anni, ma nel frattempo non possono essere esclusi episodi di eruzioni minori: questa la conclusione a cui è giunta una ricerca, coordinata dal Politecnico di Zurigo, che annovera tra i co-autori Francesca Forni, ricercatrice di Vulcanologia dell’Università degli Studi di Milano. I risultati sono stati recentemente pubblicati su Science Advances.

Pubblicato in Geologia
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