Influenza, vaccinare i bimbi ci aiuterà anche a gestire meglio Covid-19

Policlinico di Milano 02 Nov 2020
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Nell'imminente stagione influenzale è probabile che i virus dell'influenza classici si diffondano sovrapponendosi al nuovo coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della Covid-19. Il rischio di non riuscire a distinguere tra un'infezione e l'altra non è solo un problema per il sistema sanitario, che potrebbe andare incontro ad un inutile sovraccarico; ma ha anche un forte impatto sociale, soprattutto per i più piccoli, dato che i bambini rappresentano la fascia con il maggior indice di contagio per l'influenza. Le misure di prevenzione attuali, tra le altre cose, prevedono di sospendere le attività scolastiche in caso di sospetto contagio: una situazione che sarebbe molto problematica, anche per l’impatto che l’isolamento sociale e scolastico prolungato potrebbe avere sullo sviluppo delle competenze nei bimbi. Vaccinarsi contro l'influenza è un possibile aiuto: ne abbiamo parlato con Paola Marchisio, direttore della Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico di Milano.

 Quali sono i rischi dell'influenza nei bambini?

La diffusione dei virus influenzali generalmente raggiunge il picco all’inizio del mese di febbraio, colpendo soprattutto la popolazione in età pediatrica (0-4 anni e 5-14 anni) e, tra questi, in particolar modo i bimbi più piccoli. Molti studi hanno dimostrato che i bambini sotto i 2 anni di vita hanno un rischio aumentato di sviluppare una malattia grave, così come i bimbi colpiti da immunodeficienza e/o con malattie respiratorie croniche. Tuttavia, forme gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane.


Perché è importante prestare particolare attenzione alla fascia pediatrica?

Non solo perché è l’età maggiormente colpita, ma anche perché i bambini sono per forza di cose i maggiori vettori del virus, dato che soprattutto i più piccoli hanno bisogno di un contatto stretto e cure continue. In questo modo, però, se hanno l'influenza favoriscono la diffusione del contagio.
Nella stagione influenzale 2019-2020 il numero di casi al 24 aprile 2020 era di circa 7,6 milioni di contagiati, con un maggior numero di infezioni nella fascia 0-4 anni. In particolare, si sono ammalati il 2,3% dei bimbi tra 5 e 14 anni, il 4,5% delle persone nella fascia 15-64 anni e il 3,8% di tutti gli over 65. Nella fascia 0-4 anni si è ammalato invece il 6,4% dei bimbi, quasi il doppio di tutte le altre categorie.

 

Qual è allora l'importanza della vaccinazione nei bambini?

Studi scientifici hanno dimostrato che, quando la vaccinazione è raccomandata in età pediatrica, si verifica una riduzione del 90% delle visite mediche per sindromi simil-influenzali nei bambini, un dimezzamento delle visite mediche negli adulti e una diminuzione dell’incidenza di influenza nei soggetti non vaccinati.

Il Ministero della Salute, nelle sue raccomandazioni per la stagione influenzale 2020-2021, ha ribadito che il vaccino è raccomandato per tutti i soggetti dai 6 mesi ai 6 anni di età che non hanno particolari controindicazioni. Anche Regione Lombardia si è espressa favorevolmente alla vaccinazione antinfluenzale per tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni: la novità è rappresentata dalla disponibilità, per i bambini al di sopra dei 2 anni, del vaccino quadrivalente vivo attenuato per somministrazione con spray nasale, quindi molto più accettabile da parte del bambino e di facile esecuzione, che dovrebbe essere disponibile da metà novembre.

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