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11 Ottobre 2021

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Reducing salt in bread without sacrificing taste

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29 Settembre 2021

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Sequencing multiple RNA base modifications simultaneously: a new era of RNA biology

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29 Settembre 2021

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The indigenous population of ancient Sicily were active traders

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Il Monte Polizzo - Photo J.L.Berry How should we relate...

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28 Settembre 2021

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A 100% French nasal vaccine against COVID-19 yields positive pre-clinical results

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20 Settembre 2021

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Scientific evidence to date on COVID-19 vaccine efficacy does not support boosters for general population, expert review concludes

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15 Settembre 2021

An expert review by an international group of scientists, including...

Settembre 2021


Un’équipe di ricercatori del Cnr-Ibbc ha identificato il ruolo anti-invecchiamento neurale e di mantenimento della produzione di neuroni svolto in vivo da questa molecola. I risultati sono pubblicati su Frontiers in Cell and Developmental Biology.
Il cervello dei mammiferi continua a generare neuroni per tutta la vita, a partire da cellule staminali neurali, in due zone specifiche dette nicchie neurogeniche: il giro dentato dell’ippocampo e la zona subventricolare. Un team dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (CnrIbbc), guidato da Felice Tirone e Laura Micheli in collaborazione con Giorgio D’Andrea e Manuela Ceccarelli, si è chiesto se vi fossero dei geni particolarmente coinvolti nel mantenimento della produzione di neuroni nell’anziano. A questo scopo i ricercatori hanno utilizzato un modello di invecchiamento in vivo, con ridotta produzione di cellule staminali e neuroni del giro dentato dell’ippocampo e conseguente riduzione della capacità mnemonica.

Pubblicato in Medicina


Un team internazionale guidato da scienziate e scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche ha letto nei composti chimici depositati nel ghiaccio l’andamento degli incendi di cinquemila anni. Il lavoro è pubblicato su Climate of the Past.
Per la prima volta, grazie all’analisi di una carota di ghiaccio prelevata nella costa est della Groenlandia, a Renland, è stata ricostruita la storia degli incendi che hanno interessato le foreste islandesi negli ultimi 5mila anni. La scoperta è di un’équipe internazionale guidata dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), che ha pubblicato i risultati sulla rivista Climate of the Past, aggiungendo un tassello fondamentale alla comprensione dei legami tra incendi, clima e azione dell’uomo.


Il ghiaccio porta infatti impressa l’impronta della storia climatica e ambientale del nostro pianeta e permette di risalire a informazioni di secoli e millenni addietro relative a temperature, eruzioni vulcaniche e anche incendi. “Analizzare i composti chimici presenti nelle carote di ghiaccio prelevate in aree polari aiuta a ricostruire aspetti climatici ed eventi atmosferici del passato”, conferma Andrea Spolaor, ricercatore del Cnr-Isp. “In questo caso parliamo di composti quali black carbon, ammonio e levoglucosano, emessi durante la combustione di biomasse. Misurando questi traccianti abbiamo scoperto che nell’alto Nord Atlantico, che comprende le coste Nord-Est, Sud-Est e Sud-Ovest della Groenlandia e l’Islanda, oltre 4.500 anni fa si sono verificati dei cali di incendi grazie a una diminuzione dell’insolazione estiva, con conseguente avanzare dei ghiacciai e diradarsi della vegetazione”.

Pubblicato in Paleontologia
Mercoledì, 29 Settembre 2021 13:34

"Chi pianta un albero pianta una speranza"

Pubblicato in Ambiente
Mercoledì, 29 Settembre 2021 12:04

Reducing salt in bread without sacrificing taste



Most people in the U.S. consume too much salt; adult Americans typically eat twice the daily amount recommended by dietary guidelines. Bread may not seem like an obvious culprit; however, due to high consumption and relatively high salt content, baked goods are a major source of sodium in the diet. A new study from the University of Illinois explores ways to reduce sodium in bread without sacrificing taste and leavening ability.

“Bread is one of the staple foods in a lot of people's diets, and people generally don't stick to just one serving of bread,” says Aubrey Dunteman, graduate student in the Department of Food Science and Human Nutrition at U of I, and lead author on the paper.

“About 70% of sodium in the U.S. food supply comes from packaged and processed foods. And the top source is actually baked goods, so reducing salt in that particular category would help to reduce sodium consumption tremendously,” adds study co-author Soo-Yeun Lee, professor of food science at U of I. We can’t completely eliminate salt from our diet, but we can reduce it to a healthier level.

Pubblicato in Scienceonline



Researchers from Osaka University have been able to simultaneously detect two types of microRNA modification while sequencing single RNA molecules.

Osaka, Japan – After a gene is transcribed into RNA, modifications can occur to the subunits or “bases” that make up the RNA molecule, which can affect its structure and function. The study of these changes is known as “epitranscriptomics.” These base modifications can occur to most types of RNA molecule, including microRNAs.

Now, a research group at Osaka University, led by Professor Masateru Taniguchi and Professor Hideshi Ishii, have sequenced a microRNA that is a marker for “refractory” gastrointestinal cancer, which does not respond to treatment. They were able to directly detect two types of chemical base modifications simultaneously using a single-molecule quantum sequencer.

MicroRNAs are small non-coding RNA molecules that play a regulatory role by interfering with and suppressing the expression of a gene. Base modifications to microRNAs can affect how they are processed and the efficiency by which they can suppress their targets, altering their function. These modifications are therefore important for understanding the functions of RNAs but have previously proved hard to detect.

Pubblicato in Scienceonline

Il Monte Polizzo - Photo J.L.Berry



How should we relate to the traditional historiography on ancient Sicily? The prevailing view has been that the indigenous population had neither territory, power nor economic resources. But with the aid of interdisciplinary methods, a new thesis shows that trade was a big part of the economy for the inhabitants of the settlement of Monte Polizzo.

In general, historiography concerning ancient Sicily is overwhelmingly Greco-centric, i.e. focused on its Greek immigrants. Because the indigenous population’s architectonic remains are relatively invisible, whilst those of the Greek immigrants are monumental, the accepted historiography has been that the indigenous population had neither territory, power nor economic resources. It was instead accepted that as soon as the Greeks had established themselves on the island (on the western side in 628BCE) they colonised and controlled the majority of the Sicilian lowlands, the economy and thus also the indigenous population.

Pubblicato in Scienceonline

 

Team di ricercatori di Padova e Torino individua nella Latrophilina 2 il recettore in grado di contenere le metastasi grazie alla formazione di una barriera endoteliale nei vasi sanguigni.
Ricercatori delle Università di Padova e Torino hanno scoperto che il processo che porta alla formazione e allo sviluppo dei vasi sanguigni e della funzione vascolare è regolato dal recettore Latrophilina 2 (LPHN2) il quale, agendo da aggregatore cellulare, è in grado di determinare – attraverso specifici segnali - la formazione di una efficace barriera endoteliale che potrebbe costituire un impedimento alla metastasi cellulare dei tumori. Le patologie vascolari sono tuttora la prima causa di morte nel mondo occidentale. Indagare quali sono i meccanismi molecolari coinvolti nello sviluppo e differenziamento del sistema vascolare è quindi di primaria importanza per identificare nuove patologie e curare quelle già esistenti. L'angiogenesi consiste nello sviluppo di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti.

Pubblicato in Medicina
Mercoledì, 29 Settembre 2021 11:35

IL 10 OTTOBRE TORNA URBAN NATURE

 

Domenica 10 ottobre in Italia torna la festa della natura in città, sono già 60 le adesioni e l'evento centrale sarà a Roma

 

VOGLIAMO CITTÀ CON PIÙ NATURA
EVENTO CENTRALE ALL’ORTO BOTANICO DI ROMA
Le nostre città devono diventare nature-positive e amiche del clima: è con questo messaggio che il WWF lancia la quinta edizione di Urban Nature in vista della manifestazione che animerà i grandi e i piccoli centri in tutta Italia in occasione della Festa della Natura in città, prevista per quest’anno domenica 10 ottobre. Per avere città con più natura, più salubri e più sicure nell’epoca della pandemia da COVID e dei fenomeni estremi causati dal cambiamento climatico. Quest’anno la Festa della Natura in Città del WWF arriva alla vigilia di un momento importante a livello su scala globale, l’apertura (lunedì 11 ottobre) della Conferenza delle Parti sulla Biodiversità (a Kunming in Cina), convocata per arrestare e invertire la curva della perdita di natura.

La mappa degli eventi 

Pubblicato in Ambiente


Un’équipe di ricercatori del Cnr-Ibbc ha identificato il ruolo anti-invecchiamento neurale e di mantenimento della produzione di neuroni svolto in vivo da questa molecola. I risultati sono pubblicati su Frontiers in Cell and Developmental Biology.

Il cervello dei mammiferi continua a generare neuroni per tutta la vita, a partire da cellule staminali neurali, in due zone specifiche dette nicchie neurogeniche: il giro dentato dell’ippocampo e la zona subventricolare. Un team dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (CnrIbbc), guidato da Felice Tirone e Laura Micheli in collaborazione con Giorgio D’Andrea e Manuela Ceccarelli, si è chiesto se vi fossero dei geni particolarmente coinvolti nel mantenimento della produzione di neuroni nell’anziano. A questo scopo i ricercatori hanno utilizzato un modello di invecchiamento in vivo, con ridotta produzione di cellule staminali e neuroni del giro dentato dell’ippocampo e conseguente riduzione della capacità mnemonica.

Pubblicato in Medicina
Martedì, 28 Settembre 2021 08:46

Antidepressants Inhibit Cancer Growth in Mice



Classic antidepressants could help improve modern cancer treatments. They slowed the growth of pancreatic and colon cancers in mice, and when combined with immunotherapy, they even stopped the cancer growth long-term. In some cases the tumors disappeared completely, researchers at UZH and USZ have found. Their findings will now be tested in human clinical trials.

Serotonin is a neurotransmitter that is also known as the happiness hormone because of its beneficial effects on mood. In depressed people, the concentration of serotonin in the brain is reduced. The hormone also influences many other functions throughout the body. The majority of the serotonin is not located in the brain, but is stored in the blood platelets. Serotonin reuptake inhibitors (SSRIs), which are used to treat depression, increase serotonin levels in the brain but decrease peripheral serotonin in platelets.

SSRIs slow tumor growth
The involvement of serotonin in carcinogenesis was already known. Until now, however, the underlying mechanisms had remained obscure. Now, researchers at the University of Zurich (UZH) and University Hospital Zurich (USZ) have shown that SSRIs or other drugs that lower peripheral serotonin levels can also slow cancer growth in mice. “Drugs that are already approved for clinical use as antidepressants could help improve treatment of hitherto incurable pancreatic and colorectal cancers,” says Pierre-Alain Clavien, director of the Department of Surgery and Transplantation.

Pubblicato in Scienceonline
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