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Per la prima volta è stata misurata la profondità di un mare “alieno”: si chiama Ligeia, è uno dei mari del più grande satellite di Saturno, Titano, ed è profondo circa 160 metri.

Gran parte del merito della scoperta è italiano: il raggiungimento di questo importante risultato scientifico è il frutto di uno studio condotto con dei radar planetari concepiti e sviluppati in Italia dall’Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con la Nasa. La ricerca, poi, è stata guidata da ricercatori italiani, a cui hanno contribuito anche americani e francesi: l’analisi dimostra la natura liquida del Mare Ligeia, composto di metano quasi puro (con piccole quantità di etano ed azoto) e fornisce la profondità di un mare extraterrestre che raggiunge più o meno 160 metri.

I risultati dello studio sono stati presentati mercoledì 11 dicembre al congresso dell’American Geophysical Union a San Francisco e saranno pubblicati sulla rivista Journal of Geophysical Research.

“Si tratta di un grande successo che si è potuto conseguire grazie alle competenze scientifiche sviluppate in Italia nel campo dei radar planetari realizzati dall’ASI in collaborazione con la Nasa - ha dichiarato Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana e uno degli autori del lavoro. “Abbiamo un bellissimo esempio di come gli algoritmi ed i metodi di processo dei dati sviluppati nei nostri programmi siano potenti e flessibili e come, grazie all’intuizione di un giovane ricercatore, supportato da un grande team, possano portare a risultati non aspettati, ma anche come la missione Cassini non smetta mai di stupirci”.

 

Pubblicato in Planetologia

 

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