Lunedì, 16 Ottobre 2017 07:37

 

Aspetti epidemiologici dell’infezione da Hpv

 

Figura 1: Prevalenza delle infezioni da Hpv per classe d’età nella popolazione generale in Italia

 

 L’infezione da Hpv è estremamente frequente nella popolazione: si stima, infatti, che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus Hpv di qualunque tipo, e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno. Una revisione sistematica di studi condotti in Italia [1] ha rilevato una prevalenza di Hpv oncogeni nella popolazione generale pari all’8%, senza differenze sostanziali fra Sud, Centro e Nord. È opportuno sottolineare che il calcolo di questa prevalenza ha considerato solo gli studi con campione casuale della popolazione; infatti gli studi che reclutano donne che si presentano spontaneamente a un ambulatorio ginecologico riportano una stima di prevalenza generalmente più alta degli studi che reclutano le donne in base a un invito attivo della popolazione generale. Questo probabilmente, è dovuto al fatto che le donne che accedono spontaneamente agli ambulatori ginecologici hanno, in proporzione variabile, pregressi Pap test positivi.

Lunedì, 09 Ottobre 2017 17:15

 

Le disabilità intellettive sono spesso causate da difetti genetici. Un recente studio dellIstituto di neuroscienze del Cnr di Milano, ha dimostrato che negli affetti dalla mutazione del gene TM4SF2, lazione di una particolare molecola è in grado di migliorare lattività cerebrale, favorendo il corretto transito cellulare del neurotrasmettitore glutammato. Il lavoro pubblicato su Cerebral Cortex

 

I disordini dello sviluppo intellettivo si manifestano durante i primi anni di vita, provocando deficit cognitivi nellambito della socializzazione e delle capacità pratiche. Le cause più frequenti legate allinsorgenza di queste patologie sono i disturbi genetici, tra cui, le mutazioni di geni localizzati sul cromosoma X, come quelle che riguardano il gene TM4SF2. Questo gene reca linformazione necessaria per la produzione della proteina TSPAN7, in assenza della quale vengono alterati numerosi processi cellulari, provocando squilibri intellettivi nella popolazione degli affetti.

Giovedì, 05 Ottobre 2017 14:43
 
Sono uno dei principali problemi per i pazienti oncologi, nonostante la maggiore efficacia, le terapie come chemio, radio e i nuovi farmaci biologici presentano un alto costo da pagare per circa l'80% dei pazienti: l'insorgenza di effetti collaterali e danni a livello cutaneo. In particolare i nuovi biologici che hanno modificato la prognosi, agiscono attraverso l'inibizione dei fattori di crescita che sono molto espressi a livello cutaneo. Le manifestazioni sono di vari livelli di gravita' e comprendono un ampio spettro di condizioni: dermatiti, xerosi ossia la secchezza cutanea, mucositi, fissurazioni e vere e proprie ragadi, rash cutanei, infiammazione dei follicoli piliferi, granulomi, alterazioni delle unghie.
 "Prevenire questi effetti collaterali non solo e' possibile ma comporta un drastico miglioramento della qualita' di vita dei malati e si affianca ad una maggiore aderenza alle cure. E' necessario quindi una maggiore consapevolezza da parte degli oncologi della necessita' di essere affiancati dai dermatologi gia' prima dell'inizio delle terapie con un protocollo di 'accudimento cutaneo' che prepari la pelle allo stress estremo che la attende. Il principio base e' quello di impedire la rottura della barriera cornea e degli effetti a cascata che ne derivano", spiega la dottoressa Maria Concetta Pucci Romano, Specialista in Dermatologia e presidente del Board Il Corpo Ritrovato, responsabile ambulatorio dedicato all'ospedale S. Camillo di Roma. Mentre durante e successivamente e' possibile minimizzare gli effetti con prodotti topici arricchiti di grassi come unguenti e pomate che aiutano l'idratazione, una detersione corretta, l'uso di acque termali per lenire e diminuire l'infiammazione, antibiotici locali (per l'aumentata incidenza di infezioni) e sostanze antiossidanti come la vitamina E.

 

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