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Zone umide in pericolo: l’Italia rischia di perdere il 40% dei suoi paradisi d’acqua

Alessia Di Gioacchino 02 Feb 2026


In occasione del World Wetlands Day, il WWF lancia l’allarme: tra inquinamento e cemento, i nostri ecosistemi più preziosi sono al collasso.

 

Paludi, lagune, torbiere e fiumi: non sono solo paesaggi suggestivi, ma i "polmoni blu" della nostra economia e del clima. Eppure, il 2 febbraio, la Giornata Mondiale delle Zone Umide si apre sotto il segno dell'urgenza. Il WWF Italia, nel celebrare i suoi 60 anni e il mezzo secolo dalla ratifica della Convenzione di Ramsar, denuncia una situazione critica: il 75% di queste aree è già scomparso dalla nostra storia recente e quasi la metà di quelle rimaste versa in condizioni preoccupanti.

I numeri di un declino silenzioso


Secondo i dati del MASE (Ministero dell’Ambiente), l'Italia conta 66 siti di importanza internazionale (Ramsar), ma la protezione formale non basta.

Habitat in crisi: Il 40% degli specchi d’acqua dolce e salmastra è in stato di conservazione "inadeguato".

Specie a rischio: Il quadro è drammatico per la biodiversità: il 48% dei pesci d'acqua dolce e il 38% degli anfibi sono minacciati di estinzione.

Il veleno invisibile: Persiste la piaga del saturnismo (avvelenamento da piombo dovuto ai proiettili da caccia), che continua a uccidere l’avifauna nonostante le normative europee, esponendo l'Italia a procedure d'infrazione.

Perché le zone umide sono la nostra "assicurazione" sul futuro


Questi ecosistemi non sono solo oasi per gli uccelli migratori, ma veri e propri scudi naturali:

Difesa dal clima: Le torbiere stoccano carbonio più delle foreste, mitigando il riscaldamento globale.

Sicurezza idrogeologica: Agiscono come spugne naturali, assorbendo le piene e ricaricando le falde idriche durante la siccità.

Economia blu: Sostengono filiere vitali come la pesca e l'acquacoltura.

La sfida: dalla tutela al ripristino attivo
La vera svolta è attesa con la Nature Restoration Law dell'Unione Europea. Per l'Italia significa passare dalla semplice "conservazione" al ripristino obbligatorio degli ecosistemi degradati. L'obiettivo è ambizioso: avviare il recupero di una quota significativa di habitat entro il 2030.

Il WWF, che ha fondato la sua prima Oasi proprio in una zona umida (il Lago di Burano in Toscana nel 1966), oggi gestisce oltre 100 aree protette e promuove campagne come "One Million Ponds" per censire e salvare i piccoli stagni diffusi sul territorio.

Appuntamenti nelle Oasi: un weekend tra natura e birdwatching


Per celebrare la bellezza di questi luoghi, il weekend del 1° e 2 febbraio sarà ricco di eventi:

Toscana: Visite speciali alla Laguna di Orbetello, al Lago di Burano e agli Stagni di Focognano (con aperture di aree solitamente chiuse al pubblico).

Lombardia: Escursioni guidate alle Torbiere di Albate (che compiono 50 anni), all’Oasi Levadina e a Le Bine.

Abruzzo: Laboratori per bambini e osservazione dell'avifauna presso l'Oasi Lago Serranella.

Qui la mappa degli appuntamenti 

Ultima modifica il Lunedì, 02 Febbraio 2026 11:03
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