L'importanza di questi animali è cruciale per la vita stessa sul nostro pianeta. Circa il novanta per cento delle piante selvatiche a fiore e il settantacinque per cento delle colture agricole destinate all'alimentazione umana dipendono direttamente dall'impollinazione animale. Api, farfalle e sirfidi facilitano la riproduzione vegetale trasportando il polline dagli organi maschili a quelli femminili delle piante, un processo biologico che garantisce la nascita di frutti e semi, sostenendo la sicurezza alimentare mondiale e la stabilità degli ecosistemi.
La Primavera delle Oasi: Eventi e Territori Coinvolti
Per rispondere a questa emergenza, la rete delle Oasi WWF si attiva dal venti al trentuno maggio con una mobilitazione diffusa che unisce educazione ambientale e partecipazione dei cittadini. In quasi tutte le regioni italiane si terranno lezioni all'aperto, passeggiate didattiche e censimenti naturalistici guidati da entomologi esperti per mostrare da vicino l'universo degli impollinatori e l'impatto dei piccoli gesti quotidiani sulla biodiversità.
Il programma prevede appuntamenti specifici in molteplici riserve italiane. In Campania, presso l'Oasi di Campolattaro, i visitatori potranno partecipare a un laboratorio creativo per la costruzione di rifugi artificiali per insetti. Nel Lazio, la Riserva di Martignanello organizzerà escursioni guidate tra gli alveari in compagnia degli apicoltori, mentre nelle Marche l'Oasi Ripa Bianca di Jesi proporrà sessioni di semina spontanea. Spostandosi in Toscana, il Bosco di Rocconi offrirà itinerari per esplorare lo stretto legame tra fioriture e insetti, e l'Oasi di Orti Bottagone ospiterà percorsi tematici dedicati al mondo delle api. In Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l'Area Marina Protetta di Miramare, si terrà una camminata sul Monte Grisa per osservare le oltre centocinquanta specie di farfalle che popolano le praterie del Carso. La Liguria risponderà con lezioni all'aperto sui semi tradizionali e sull'alleanza tra agricoltura e impollinatori nell'Oasi affiliata Terre di Bravin. Infine, nell'Oasi di Ca’ Brigida in Emilia-Romagna si terranno incontri ravvicinati per decodificare il linguaggio e la danza delle api, mentre i Calanchi di Atri in Abruzzo faranno da scenario a passeggiate naturalistiche.
Presidi di Biodiversità e il Progetto LIFE PolliNetwork
Le Oasi WWF rappresentano veri e propri santuari ecologici grazie a una straordinaria varietà di ambienti che include boschi, zone umide, praterie e aree agricole incontaminate. Questi territori forniscono agli impollinatori risorse vitali come polline, nettare e siti sicuri per la riproduzione. L'efficacia di queste aree protette è dimostrata da casi come quello dell'Oasi di Ca’ Brigida in Emilia-Romagna dove, in appena dodici ettari di terreno, l'ultimo monitoraggio scientifico ha rilevato la presenza di ben settantasei specie differenti tra farfalle diurne e notturne, confermando l'area come un fondamentale hotspot di biodiversità.
Attualmente sono almeno trenta le Oasi WWF strutturate con interventi mirati alla salvaguardia degli insetti, grazie alla piantumazione di essenze nettarifere e pollinifere come lavanda, salvia, corbezzolo, menta, fiordaliso e trifoglio, oltre all'installazione di nidi artificiali e alla creazione di giardini delle farfalle dotati di pannelli esplicativi.
Molti di questi siti sono inoltre integrati nel progetto europeo LIFE PolliNetwork, un'iniziativa strategica che mira a istituire entro il 2030 una rete nazionale di corridoi ecologici denominati "Buzz Lines" per il ripristino degli habitat. Questo piano d'azione, che coinvolgerà dieci regioni italiane tra cui Piemonte, Lombardia, Trentino, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia, permetterà di recuperare e valorizzare dal punto di vista ambientale anche le aree verdi adiacenti alle grandi infrastrutture come ferrovie, autostrade, stazioni elettriche e distretti agricoli.

