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Lunedì, 01 Luglio 2019 09:56

Scarti agricoli per carburanti ecologici

 

Trasformare le biomasse in combustibile diesel utilizzando vapore e luce solare. Questo il risultato di una ricerca internazionale con possibili applicazioni nel trasporto aereo, pubblicata su Nature Energy e firmata anche dall’Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr

 

Lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iccom) pubblicato su Nature Energy, dimostra che è possibile usare materiali fotocatalitici, cioè capaci di usare l’energia solare, per trasformare biomasse lignocellulosiche, ovvero derivate da residui agricoli e forestali, in carburanti utilizzabili dagli aereomobili. La ricerca del Cnr-Iccom mira quindi ad aumentare la sostenibilità energetica del trasporto aereo, ancora dipendente dai combustibili fossili.

“Si tratta di un processo a più stadi: in un primo passaggio si scindono le molecole di partenza nelle loro componenti più piccole. Ciò può avvenire attraverso un processo di ‘stem explotion’, cioè utilizzando del vapore caldissimo che spacca le molecole, producendo un liquido che può subire successivi trattamenti. Nel secondo passaggio, quello chiave, viene aggiunto un fotocatalizzatore, cioè un materiale capace di reagire con la luce solare. A questo punto la luce instaura una reazione chimica che dà come prodotto idrogeno e altre molecole. Queste ultime sono dei precursori del diesel, cioè composti che gli assomigliano molto. Il terzo passaggio consiste nel trasformare questi composti in diesel vero e proprio. Noi ci siamo occupati prevalentemente di studiare il passaggio intermedio e in particolare, di comprendere la struttura dei fotocatalizzatori impiegati”, spiega Paolo Fornasiero del Cnr-Iccom.

Pubblicato in Ambiente

 

Food preparation using cricket garnish and ground cricket Credit: Guiomar Melgar-Lalanne and Alan-Javier Hernández-Álvarez, courtesy of Chef Mario Melgarejo

Edible insects could be a key ingredient to avoiding a global food crisis, according to a new report, but there are significant barriers to overcome before they are part of the mainstream.

The rapidly changing climate and an expanding global population are serious risks for worldwide food security. Edible insects have a high nutritional value and significantly lower carbon footprint compared to meat production and are a viable option as a sustainable source of protein. Despite this, edible insect cultivation remains rare in Western countries, where eating insects is still considered unusual. In a new study, researchers from the University of Leeds and University of Veracruz in Mexico have reviewed current insect farming methods, processing technologies and commercialisation techniques, as well as current perceptions towards entomophagy – the practice of eating insects.

Their report is published in the journal Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety and reviews research collected from around the world. It highlights that the benefits of increasing insect consumption have been widely explored, but not the technological and processing approaches that can help achieve this goal. The researchers emphasis that commercialisation and processing techniques that focus on the preferences of the younger generation is the best way to normalise edible insects. Study author Dr Alan-Javier Hernández-Álvarez from the School of Food Science and Nutrition at Leeds said: “Edible insects are fascinating. Although humans have eaten insects throughout history, and approximately two billion people around the globe regularly eat them today, research on the subject is relatively new.

Pubblicato in Scienceonline

 

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