IRIS… sotto al Sole

Agnese Cerroni 16 Ago 2017
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La NASA rinnova la fiducia alla Lockheed Martin per la gestione dell'osservatorio solare IRIS per studiare la bassa atmosfera della nostra stella madre

 

IRIS, il lavoro continua. La pionieristica sonda Interface Region Imagining Spectrograph – IRIS - costruita e operata dalla Lockheed Martin per conto dell'Agenzia spaziale americana, ha ottenuto un bonus di tempo supplementare per portare a termine il proprio compito: monitorare la bassa atmosfera del Sole e svelare le dinamiche in atto nel cuore del nostro sistema planetario.
La Lockheed Martin, azienda leader nei settori dell'ingegneria aerospaziale e maggiore contraente militare degli Stati Uniti, ha portato recentemente a casa un'estensione di contratto da 19.4 milioni di dollari per il supporto all'osservatorio IRIS, le cui attività tecniche saranno gestite dalla LM almeno fino a settembre 2018, salvo ulteriori proroghe. La missione, posta su un'orbita eliosincrona per tenere d'occhio i movimenti della materia solare, le emissioni energetiche e gli sbalzi di temperatura, ha collezionato 24 milioni di immagini e misurazioni spettrali nei suoi primi tre anni di vita – la prima luce è datata 17 luglio 2013 – realizzando la cartolina più dettagliata della bassa atmosfera del Sole mai spedita dallo spazio.

Gli scienziati NASA hanno sfruttato i dati raccolti da IRIS per ottenere un quadro completo dei fenomeni che caratterizzano l'astro madre, come ad esempio le cause del riscaldamento della sua atmosfera, l'innesco dei bagliori solari e la produzione di energia magnetica. Con il prolungamento dell'operatività al 2018, IRIS si dedicherà allo studio approfondito di un'ampia gamma di fenomeni, inclusa l'osservazione delle regioni da cui soffia il vento solare – un flusso di particelle cariche profuse dalla nostra stella ad una velocità di 1.000 chilometri al secondo, in grado di raggiungere e pervadere ogni angolo del Sistema Solare. La sonda inoltre, osservando il suo obiettivo proprio nel momento di massima attività, fornirà materiale utile a comprendere le azioni più violente in atto alla fine del ciclo solare e a realizzare modelli per lo studio della cromosfera – strato responsabile delle emissioni ultraviolette che colpiscono la Terra. La NASA rinnova la fiducia alla Lockheed Martin anche per altri progetti che hanno a che fare con lo studio del Sole: prolungati i contratti all'azienda del Maryland per la gestione dell'Athmosferic Imaging Assembly, strumento a bordo della missione SDO – Solar Dynamics Observatory – a del Solar Optical Telescope del satellite internazionale Hinode.

 

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