Il peso ecologico del cibo perduto
Ogni prodotto che finisce nei rifiuti trascina con sé un enorme carico di risorse naturali sacrificate. Lo spreco alimentare rappresenta una "perdita invisibile" che impatta su più fronti:
Suolo e Acqua: A livello globale, il cibo non consumato occupa il 30% delle terre agricole e brucia 250 km³ di acqua dolce.
Clima: Le emissioni di CO₂ legate allo spreco superano i 3 miliardi di tonnellate. Se lo spreco alimentare europeo fosse una nazione, sarebbe il quinto emettitore di gas serra dell'UE.
Biodiversità: Produrre più del necessario costringe a un sovrasfruttamento di habitat, all'uso massiccio di pesticidi e alla pressione sulle specie selvatiche.
L'Italia tra miglioramenti e contraddizioni
Nel 2025, lo spreco settimanale pro-capite degli italiani è sceso a 554 g (rispetto ai 617 g dell'anno precedente). Tuttavia, siamo ancora lontani dal target fissato dall'Agenda ONU 2030, che richiede di scendere sotto i 369,7 g.
In totale, il Paese disperde oltre 5 milioni di tonnellate di cibo l'anno, con un costo per le famiglie che tocca i 7,3 miliardi di euro. Paradossalmente, mentre si getta cibo, l'insicurezza alimentare in Italia è salita dal 10% al 14%, colpendo duramente le regioni del Centro-Sud e le fasce più giovani della popolazione.
Generazioni a confronto: dai Boomer alla Gen Z
I dati dell'Osservatorio Waste Watcher International rivelano un cambio di guardia nelle abitudini domestiche:
I Boomer guidano la classifica della virtuosità, risultando la fascia meno incline allo spreco.
I Giovani, pur sprecando proporzionalmente di più, sono i motori del cambiamento tecnologico grazie all'uso di app anti-spreco, alla pratica della "doggy bag" al ristorante e a una maggiore attenzione verso il biologico e le filiere corte.
La soluzione è nel quotidiano
Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia, sottolinea che abbattere lo spreco è l'azione più immediata per tutelare gli ecosistemi e il portafoglio. La ricetta per il cambiamento include:
Pianificazione: Acquistare solo ciò che serve realmente.
Consapevolezza: Distinguere tra data di scadenza e termine minimo di conservazione.
Qualità: Privilegiare prodotti freschi, stagionali e biologici per ridurre l'impatto a monte.

