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MAPPI: l'occhio bionico che svela la "voce segreta" delle piante sotto stress

Carlo Rossini 09 Feb 2026


Come fa una pianta a dire alle sue radici che le foglie sono state bruciate? O a comunicare al fusto che è sommersa dall'acqua? Fino a poco tempo fa, studiare le reazioni complesse delle piante adulte agli stress ambientali era come cercare di ascoltare un sussurro in un uragano. Oggi, un team di ricercatori dell'Università Statale e del Politecnico di Milano ha creato MAPPI (MAcro Plant Projection Imaging), un rivoluzionario sistema di imaging ottico che ci permette di "vedere" in tempo reale la fitta rete di comunicazioni interne delle piante. Lo studio è stato pubblicato su Science Advances.

Un "Grande Fratello" per le piante
MAPPI non è un semplice microscopio. È stato progettato per osservare piante di dimensioni reali, simili a quelle che troviamo in una serra, superando i limiti degli strumenti tradizionali che funzionano solo su piccole piantine da laboratorio. La sua caratteristica più innovativa è la doppia visione perpendicolare, che consente di monitorare contemporaneamente foglie, fusto e radici mentre la pianta subisce uno stress: una ferita, un'inondazione o una bruciatura.

 

I messaggeri invisibili: calcio e glutammato
Grazie alla tecnologia della fluorescenza, MAPPI illumina i "segnali" che le piante si scambiano. In particolare, ha permesso di visualizzare le variazioni nella concentrazione degli ioni calcio e l'accumulo di glutammato, due molecole che funzionano come veri e propri messaggeri cellulari.

La scoperta più sorprendente è che questi segnali non viaggiano solo tra le foglie, ma si muovono in modo bidirezionale tra foglie e radici, rivelando una rete di comunicazione molto più complessa e coordinata di quanto si pensasse.

"MAPPI ci permette di osservare dinamiche che finora potevamo solo intuire," afferma Alex Costa, fisiologo vegetale dell'Università degli Studi di Milano e autore di riferimento dello studio. "Supera i limiti della microscopia tradizionale, aprendo la strada a nuove ricerche sulla fisiologia delle piante adulte."

Open source e pronto per il futuro
Un altro grande vantaggio di MAPPI è la sua natura modulare, poco costosa e open source. Questo significa che può essere facilmente replicato e utilizzato da molti laboratori in tutto il mondo, rendendo la tecnologia accessibile a un'ampia comunità scientifica.

"L'obiettivo è favorire studi su specie di interesse agricolo in condizioni più simili a quelle naturali," aggiunge Andrea Bassi, professore del Politecnico di Milano e co-coordinatore dello studio.

Il sistema è già predisposto per future espansioni, con la possibilità di integrare ulteriori sensori per monitorare simultaneamente diversi segnali molecolari. MAPPI è un passo decisivo per comprendere come le piante si adattano e rispondono agli stress, una conoscenza fondamentale per affrontare le sfide dell'agricoltura del futuro in un contesto di cambiamento climatico.

Ultima modifica il Lunedì, 09 Febbraio 2026 11:01
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