Ultimi Articoli

Alzheimer, le prime linee guida europee: una ‘bussola’ nel labirinto diagnostico

Alzheimer, le prime linee guida europee: una ‘bussola’ nel labirinto diagnostico

21 Febbraio 2024

Una guida che indica gli esami a cui sottoporsi, in...

UniTS e Genomics England sviluppano TINC, un algoritmo per migliorare diagnosi e trattamenti dei tumori del sangue

UniTS e Genomics England sviluppano TINC, un algoritmo per migliorare diagnosi e trattamenti dei tumori del sangue

21 Febbraio 2024

I ricercatori di Genomics England, dell'Università di Trieste e del...

Insulin resistance in shift workers not affected by melatonin treatment

Insulin resistance in shift workers not affected by melatonin treatment

20 Febbraio 2024

Melatonin treatment does not affect the insulin resistance or the...

Materiali per la green energy: nanoserbatoi metallici per lo stoccaggio dell'idrogeno

Materiali per la green energy: nanoserbatoi metallici per lo stoccaggio dell'idrogeno

19 Febbraio 2024

Courtesy Anna Regoutz (UCL, London) Un team di ricerca internazionale...

Un nuovo studio paleogenetico traccia le migrazioni umane durante l’Impero romano

Un nuovo studio paleogenetico traccia le migrazioni umane durante l’Impero romano

19 Febbraio 2024

Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Università di Stanford insieme...

Inventato in Italia il software per ottimizzare la qualità delle immagini di risonanza magnetica cardiaca

Inventato in Italia il software per ottimizzare la qualità delle immagini di risonanza magnetica cardiaca

16 Febbraio 2024

Come l’abilità nel “cogliere l’attimo” conta nella fotografia d’autore, così...

Redditi italiani e fisco, aumentano le disuguaglianze: l’1% più ricco in proporzione paga meno tasse del restante 99% dei contribuenti

Università degli studi di Milano Bicocca 12 Gen 2024

Le disuguaglianze dei redditi italiani sono cresciute a favore dell’1% più ricco che, in proporzione, paga meno tasse rispetto al restante 99% dei contribuenti. Lo dimostra uno studio congiunto di Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Università di Milano-Bicocca, pubblicato dalla rivista scientifica Journal of the European Economic Association.

Nel suo complesso, il sistema fiscale italiano appare “blandamente progressivo” e, come sottolineano ricercatrici e ricercatori in questo studio, “diventa addirittura regressivo” per il 5% degli italiani più abbienti, che pagano un’aliquota effettiva inferiore al 95% dei contribuenti. Lo studio ha inoltre confermato che esistono importanti differenze in relazione alla tipologia di reddito prevalente: sono i lavoratori dipendenti a pagare più imposte, seguiti dai lavoratori autonomi, dai pensionati e, infine, da chi percepisce soprattutto rendite finanziarie e locazioni immobiliari.

«Questo lavoro – commenta Demetrio Guzzardi, autore dello studio e ricercatore in Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - combina diverse fonti di dati, quali dichiarazioni dei redditi, indagini campionarie di Istat e Banca d'Italia, stime sulla distribuzione del patrimonio netto, per distribuire a livello individuale l’intero ‘reddito nazionale netto’, corretto per l’evasione fiscale. Così è stato possibile identificare le fasce di reddito che hanno perso di più negli ultimi anni». Ricercatrici e ricercatori hanno infatti stimato che dal 2004 al 2015, mentre il reddito nazionale reale si riduceva del 15%, il 50% più povero degli italiani subiva la maggiore perdita con un calo di circa il 30%.
All’interno del 50% più povero, ad essere più colpiti sono giovani tra i 18 e i 35 anni, che hanno perso circa il 42% del loro reddito. La disuguaglianza di genere risulta significativa per ogni classe di reddito e raggiunge valori estremi nell’1% più ricco della distribuzione, dove le donne guadagnano circa la metà degli uomini.

Lo studio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dell’Università di Milano-Bicocca mostra che il 50% più povero degli italiani maggiorenni detiene meno del 17% del reddito nazionale e vive con meno di 13 mila euro all’anno. Invece, sottolinea Elisa Palagi, autrice dello studio e ricercatrice di Economia alla Scuola Superiore Sant’Anna «l’1% più ricco del Paese detiene circa il 12% del reddito nazionale, cioè una media di 310 mila euro all’anno, ottenuti soprattutto da redditi finanziari, profitti societari e redditi da lavoro autonomo, in gran parte derivante dal ruolo di amministratori societari. Solo una ridottissima parte dei redditi dei più ricchi è ottenuta grazie ai redditi da lavoro dipendente». In particolare, i 50 mila italiani che compongono lo 0.1% più ricco del Paese detengono il 4.5% del reddito nazionale con entrate medie superiori al milione di euro annuo, cifra che potrebbe essere raggiunta dal 50% più povero soltanto risparmiando l’intero reddito per 76 anni.

Lo studio mette a confronto anche la concentrazione dei redditi dell'Italia a livello internazionale. Paragonando le stime ottenute da ricerche analoghe condotte per Stati Uniti e Francia, lo studio ha riscontrato che l'Italia presenta un livello di concentrazione dei redditi simile a quello della Francia, a loro volta paesi lontani dall'estrema concentrazione osservata negli Stati Uniti. Tuttavia, ciò che – leggendo lo studio - desta preoccupazione è il trend in diminuzione della quota di reddito detenuta dalle fasce di reddito meno abbienti, come sottolineato da Alessandro Santoro, autore dello studio e pro-rettore al Bilancio dell'Università di Milano-Bicocca. «A differenza della situazione in Francia, dove le fasce più deboli hanno visto un modesto aumento della loro quota di reddito – dice Alessandro Santoro - in Italia si osserva l'opposto, con le fasce più povere che diventano sempre più svantaggiate».

Oltre a distribuire l’intero reddito nazionale, lo studio distribuisce a livello individuale anche l’ammontare delle tasse e imposte raccolte dallo Stato (Irpef, Irap, Imu, imposte sugli interessi, dividendi e tutte le transazioni finanziarie, imposte sui consumi, contributi sociali, oltre ad ulteriori imposte minori). «In questo modo – commenta Andrea Roventini, autore dello studio, direttore dell’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna – abbiamo dimostrato che l’intero sistema fiscale italiano è solo blandamente progressivo per il 95% più basso della distribuzione del reddito, con un’imposizione fiscale che sale dal 40% al 50%. Il sistema diventa addirittura regressivo per il 5% dei contribuenti più ricchi con un’aliquota effettiva che scende fino al 36% per chi guadagna oltre i 500 mila euro annui. Il sistema fiscale è addirittura sempre regressivo se si considera la distribuzione del patrimonio invece che quella del reddito».

La minore incidenza fiscale per i redditi più elevati è spiegata principalmente da fattori come l’effettiva regressività dell’Iva (che grava meno sui cittadini abbienti che risparmiano di più; dal minor peso dei contributi sociali per i redditi superiori ai 100 mila euro; dalla maggiore rilevanza per i contribuenti più ricchi delle rendite finanziarie e dei redditi da locazioni immobiliari, tassati con un’aliquota del 12% o del 26%.

In conclusione, questo studio ha messo in luce «la necessità di avviare una profonda e seria discussione sullo stato attuale del sistema fiscale italiano. L'evidenza di una regressività che favorisce solo le fasce di reddito più elevate – secondo autrici e autori dello studio - sottolinea l'urgenza di riforme mirate che non penalizzino i redditi più bassi, ma mirino a correggere gli squilibri presenti riducendo le disuguaglianze e promuovendo una distribuzione del carico fiscale in modo proporzionato. L'avvio di questo dibattito – concludono - rappresenta un passo cruciale verso un sistema fiscale italiano più giusto e inclusivo, capace di sostenere una crescita economica sostenibile e di garantire benefici tangibili per l'intera società».

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Medicina

Alzheimer, le prime linee guida europee: una ‘bussola’ nel labirinto diagnostico

Alzheimer, le prime linee guida europee: una ‘bussola’ nel labirinto diagnostico

21 Febbraio 2024

Una guida che indica gli esami a cui sottoporsi, in...

Paleontologia

Dalle buie acque sotterranee alla luce del sole: il proteo, l’anfibio di grotta per eccellenza, può uscire in superficie anche di giorno

Dalle buie acque sotterranee alla luce del sole: il proteo, l’anfibio di grotta per eccellenza, può uscire in superficie anche di giorno

20 Febbraio 2024

Photograph by Matteo Riccardo Di Nicola Una ricerca dell’Università Statale di Milano in collaborazione...

Geografia e Storia

Isola di Vulcano: individuata la sorgente della riattivazione vulcanica

Isola di Vulcano: individuata la sorgente della riattivazione vulcanica

17 Gennaio 2024

Con un’indagine pionieristica, un team di ricerca dell’Ingv e del Cnr ha svelato importanti...

Astronomia e Spazio

Esopianeti, continua la ricerca sulla vita possibile

Esopianeti, continua la ricerca sulla vita possibile

12 Febbraio 2024

I cianobatteri non solo vivono, ma addirittura proliferano in presenza di...

Scienze Naturali e Ambiente

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery