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Scienzaonline


Il premio Nobel della Medicina va quest'anno all'americano James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo, scopritori del meccanismo di inibizione del sistema immunitario nel riconoscere adeguatamente le cellule tumorali.

Tutto e' partito dalla scoperta che una molecola, CTLA-4, si oppone alla stimolazione delle cellule linfocitarie delsistema immunitario nel riconoscimento e all'eliminazione delle cellule tumorali. In pratica, e' stata dimostrata l'esistenza di un blocco di attivazione del sistema immunitario, che in natura esiste per evitare un'eccessiva attivita' del nostro sistema immune in grado di scatenare malattie autoimmunitarie quali le artriti diffuse.

Dalla meta' degli anni '80 si sono scoperte altre molecole coinvolte nell'inibizione della stimolazione del sistema immunitario e nel mancato riconoscimento delle cellule tumorali (il cosiddetto "checkpoint immunitario"), che hanno portato all'identificazione di terapie mirate in grado di rimuovere tale blocco di riconoscimento a livello del checkpoint immunitario ed indurre risposte durature su piu' tipi di cancro, il che ha permesso alla comunita' oncologica di iniziare ad ottenere approcci terapeutici potenzialmente curativi.

Tuttavia, le notevoli risposte alle immunoterapie sono attualmente limitate a una minoranza di pazienti e indicazioni, evidenziando la necessita' di approcci piu' mirati, efficaci e innovativi. L'ulteriore comprensione dei meccanismi biologici e delle funzioni alla base di questi meccanismi molecolari sara' essenziale per la progettazione razionale delle immunoterapie di nuova generazione, cercando di sviluppare marcatori predittivi di risposta terapeutica in grado di identificare i diversi sottogruppi di pazienti.

Pubblicato in Medicina

 


The Joint Research Centre of the European Commission have examined the impact of seafood supply chains across national boundaries - the global seafood consumption footprint. The scientists from the European Commission's Joint Research Centre (JRC) have examined the impact of seafood supply chains across national boundaries - the global seafood consumption footprint.

Global seafood consumption has more than doubled in the past 50 years, putting stress on the sustainability of fishing. Net importing nations must consider the sustainability of their trading partners' fishing practices, not just their domestic ones.


New analysis on international supply chains makes the case for international collaboration on long-term sustainability of all seafood production
Taking into consideration both food that humans consume and seafood processed for feed production, seafood consumption in EU member states equals 27 kg per head.

The highest consumption at EU level is observed in Portugal (61.5 kg per head) while outside the EU, the top consumers are Korea (78.5 kg per head) followed by Norway (66.6 kg per head).

The global per head consumption is estimated at 22.3 kg.

Pubblicato in Scienceonline



A piece of research by the UPV/EHU-University of the Basque Country reveals oxidative stress and death in hepatic tumour cells caused by the Vismia baccifera plant


A piece of research conducted by the Free Radicals and Oxidative Stress Group at the UPV/EHU’s Faculty of Medicine and Nursing has deciphered the antitumour mechanism exerted by the plant Vismia baccifera, originally from the Amazonian region of Colombia, in human liver cancer cells. The journal Heliyon has published the results of the study in which this plant was found to induce oxidative stress in cells, which eventually leads to cell death.

Products derived from plants are receiving increasing attention from the scientific community owing to their anti-oxidant, anti-inflammatory and antitumour activity. “Right now, there is huge interest in identifying compounds derived from plants that could be used as chemotherapeutic agents with the capacity to prevent tumours from growing, or to treat metastasis, for example,” explained Dr Jenifer Trepiana, member of the Free Radicals and Oxidative Stress research group at the UPV/EHU’s Faculty of Medicine and Nursing, and one of the authors of the study.

Pubblicato in Scienceonline

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