Ricercatori dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica (Irgb) del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano in collaborazione con i colleghi dell'Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici (Istec) del Cnr di Faenza hanno messo a punto un approccio terapeutico innovativo e non invasivo per il trattamento dei disturbi cardiovascolari, ad oggi la prima causa di morte nel mondo. Il metodo, descritto su Science Translational Medicine, e' basato sull'inalazione di nanoparticelle 'caricate' con farmaci capaci di arrivare rapidamente al cuore. La ricerca e' stata condotta nell'ambito di 'Cupido', progetto europeo di cui il Cnr e' coordinatore, che ha lo scopo di individuare nuove soluzioni terapeutiche basate sulle nanotecnologie in ambito cardiovascolare.
 
In Italia nel 2016 piu' di un terzo della popolazione adulta (35,5%) e' in sovrappeso, mentre poco piu' di una persona su dieci e' obesa (10,4%). Complessivamente, il 45,9% dei soggetti di eta' inferiore o uguale ai 18 anni e' in eccesso ponderale. Questi valori presentano sia piccole variazioni statisticamente significative a livello territoriale rispetto al 2015, sia un aumento dell'1% di persone obese e una diminuzione dell'1,4% delle persone in sovrappeso a livello nazionale. È quanto emerge dal 15esimo Rapporto Osservasalute (2017), frutto del lavoro dei 197 ricercatori dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, che ha sede a Roma presso l'Universita' Cattolica. L'indagine e' stata presentata oggi nella Capitale, nella Sala Multimediale del Policlinico universitario 'A. Gemelli'.
 
 
 In aumento, in Italia, le persone con la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osas - Obstructive sleep apnea syndrome), il piu' frequente tra i disturbi respiratori del sonno, caratterizzato da episodi ripetuti di completa o parziale ostruzione delle vie aeree superiori e che, ad oggi, risulta ancora sotto diagnosticato e sottovalutato. Le conseguenze 'diurne' dell'Osas sono svariate e vanno da sintomi piu' leggeri come cefalea, eccessiva sonnolenza diurna, a molto gravi come un aumentato rischio di incidenti stradali, da 3 a 8 volte maggiore della popolazione sana, a deficit cognitivi (in particolare disturbi di memoria, concentrazione ed attenzione) e, in misura minore, depressione del tono dell'umore ed impotenza sessuale. Inoltre, l'Osas si collega ad un piu' alto rischio di morte per cause cardiovascolari (ictus e infarto del miocardio) ed e' associata a diabete fino al 60% dei casi e fino all'86% al diabete. Va quindi sempre sospettata nei casi di ipertensione arteriosa, soprattutto quando e' scarsamente controllata. Il problema si stima colpisca circa nel nostro Paese 6 milioni di persone in eta' lavorativa, quasi soprattutto uomini tra i 40 e i 70 anni, e non risparmia le donne, in una percentuale del 2%, cifra che aumenta nelle donne in eta' da menopausa o in caso di diabete e obesita'.
 
Uno studio dell'Irccs Policlinico San Donato di Milano, pubblicato oggi sulla rivista 'Journal of the American College of Cardiology', descrive per la prima volta l'anomalia elettrica alla base della fibrillazione ventricolare e della morte improvvisa in giovani altrimenti considerati sani, ma affetti da 'sindrome di Brugada'. Normalmente, la diagnosi di tale malattia si effettua mediante un elettrocardiogramma che viene eseguito spesso per caso, oppure in corso di screening cardiologico quando si verifica una morte improvvisa in un familiare. In questo lavoro si dimostra che, indipendentemente dai sintomi, la malattia e' presente sin dall'infanzia sulla superficie epicardica del ventricolo destro, sottolineando come il rischio di sviluppare aritmie ventricolari potenzialmente fatali sia presente per tutto l'arco della vita.

 

 
 

Obesity is a growing issue in many countries, accelerated by easy access to calorie-dense foods that are pleasurable to eat (known as an ‘obesogenic environment’). But while it’s clear that eating too much leads to weight gain, little is known about the underlying behaviours that lead to overeating.

To mimic this obesogenic environment, the teams led by Mara Dierssen at CRG and Rafael Maldonado at UPF offered mice the option of a high-fat ‘cafeteria’ diet or a mixture of chopped-up commercial chocolate bars alongside their regular lab chow, before carrying out a detailed analysis of the animals’ activity and feeding behaviour. Their results have been published in two back-to-back articles in the journal Addiction Biology. Working together with Cedric Notredame (CRG) and Elena Martín-García (UPF), the scientists found that as well as becoming obese, the mice started very early to show the signs of addiction-like behaviour and binge-eating in response to these enticing foods. For example, when offered chocolate for just one hour per day, the animals will compulsively ‘binge’, consuming as much chocolate in one hour as they would over a whole day if it was continually available. They also showed inflexible behaviours, similar to those seen in addiction, choosing to wait for chocolate while ignoring freely available standard chow. Yet, at the same time, the chocolate did not seem to satiate hunger as well as regular food.

 
 
Uno studio dell'Irccs Policlinico San Donato di Milano, pubblicato oggi sulla rivista 'Journal of the American College of Cardiology', descrive per la prima volta l'anomalia elettrica alla base della fibrillazione ventricolare e della morte improvvisa in giovani altrimenti considerati sani, ma affetti da 'sindrome di Brugada'. Normalmente, la diagnosi di tale malattia si effettua mediante un elettrocardiogramma che viene eseguito spesso per caso, oppure in corso di screening cardiologico quando si verifica una morte improvvisa in un familiare. In questo lavoro si dimostra che, indipendentemente dai sintomi, la malattia e' presente sin dall'infanzia sulla superficie epicardica del ventricolo destro, sottolineando come il rischio di sviluppare aritmie ventricolari potenzialmente fatali sia presente per tutto l'arco della vita.
 
 
 
 
"La pelle, le unghie e i capelli sono tra le prime parti del corpo a essere interessate da malfunzionamenti della tiroide". Lo spiega in un comunicato Paolo Vitti, Presidente della SIE, Societa' Italiana di Endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide.

Gli ormoni tiroidei hanno infatti un importante ruolo nel mantenere le normali funzioni cutanee come il consumo di ossigeno, la divisione cellulare, la sintesi delle proteine, lo spessore cutaneo, la normale secrezione di sebo e la crescita di peli e capelli. Alcune di queste azioni degli ormoni tiroidei sono dirette e altre sono indirette e legate ad effetti piu' generali come ad esempio la produzione di calore e la circolazione del sangue periferica. Una tiroide che non funziona correttamente e' responsabile di molte alterazioni della pelle e degli annessi cutanei quali capelli e unghie: e' quindi molto importante valutare questi aspetti perche' potrebbero essere dei campanelli di allarme per le patologie tiroidee piu' diffuse"."Nel caso di una ridotta produzione di ormoni tiroidei, cioe' nell'ipotiroidismo, la pelle e' pallida, secca e fredda e se si ha un ipotiroidismo di lunga durata le palme delle mani e dei piedi possono assumere un colorito giallo-arancione per accumulo di carotene. Per quanto riguarda i capelli, essi sono opachi, secchi e fragili e si puo' avere perdita anche di barba, peli pubici e del terzo laterale del sopracciglio. Inoltre, nel 90% degli ipotiroidei le unghie sono sottili, fragili, di dimensioni ridotte, con delle striature longitudinali e trasversali e crescono meno velocemente. Proporzionalmente alla gravita' dell'ipotiroidismo si ha anche una guarigione delle ferite ritardata".
 
 
Le infezioni correlate all'assistenza (Ica) rappresentano un problema globale che coinvolge fino al 15% di tutti pazienti ospedalizzati nel mondo. In Europa, circa 3,2 milioni di pazienti acquisiscono un'Ica ogni anno e 37mila muoiono come diretta conseguenza di tali infezioni, anche a causa dell'aumento di patogeni Ica-associati multiresistenti ad antibiotici. È noto che la persistente contaminazione delle superfici ospedaliere contribuisce alla trasmissione delle Ica, in quanto l'ambiente ospedaliero rappresenta il serbatoio di patogeni diffusi sia dai pazienti ospedalizzati sia dal personale sanitario.

I metodi finora usati per controllare la contaminazione microbica in ambiente ospedaliero, basati sull'uso di detergenti e disinfettanti chimici, mostrano pero' dei limiti, poiche' non possono prevenire la ricontaminazione, hanno un elevato impatto ambientale e possono inoltre contribuire alla selezione di patogeni resistenti ai disinfettanti stessi, ma anche ad antibiotici, contribuendo potenzialmente ad un ulteriore aumento degli stessi patogeni associati alle infezioni. Sulla base delle acquisizioni legate agli studi sul microbiota umano, il concetto di 'salute' delle superfici ospedaliere e' stato quindi recentemente ripensato considerando che, analogamente al corpo umano, piuttosto che eradicare tutti i microbi (patogeni e non), la sostituzione dei patogeni da parte di microrganismi buoni potrebbe essere piu' efficace nel prevenire le infezioni.
 
 
Ha preso avvio a Caserta lo storico corso residenziale della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale 'SIPPS & FIMPAGGIORNA 2018'. L'evento, dal titolo "Dalle Linee Guida alle Buone pratiche clinico-assistenziali" e' organizzato dalla Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dalla Federazione Italiana Medici Pediatri, e rientra nel programma di 'Educazione Continua in Medicina' del ministero della Salute. La SIPPS, insieme alla FIMP e alla Societa' Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), ha deciso di approfondire, attraverso una Position Paper, il problema dell'adeguatezza delle diete vegetariane relativamente alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo dei bambini, nonche' dei loro effetti come fattori di esposizione (sia di rischio che di prevenzione) per le patologie trasmissibili e non trasmissibili e per i disturbi della condotta alimentare, sulla base della ricerca e della valutazione delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, condotte secondo criteri metodologici validati. "Anche in Italia, come nel resto del mondo- ha spiegato Margherita Caroli, coordinatore del Position Paper sulle diete vegetariane in gravidanza e relatrice- il numero delle persone che abbracciano stili alimentari diversi, fra cui quelli vegetariani, declinati nelle varie forme, e' in aumento. In alcuni casi intere famiglie, a volte con conoscenze nutrizionali insufficienti, abbracciano nuovi modelli alimentari, intraprendendo un percorso che necessita peraltro di assunzioni calibrate dei diversi alimenti. I bambini quindi, soprattutto in questi casi, potrebbero venir esposti a stili alimentari non ideali per la loro crescita".

Studio Bambino Gesù-Gemelli-Sapienza su Frontiers in Microbiology certifica legame tra la sindrome neuropsichiatrica infantile e batteri intestinali.


Esiste una correlazione tra la sindrome di PANS/PANDAS ed alcune alterazioni specifiche del microbiota intestinale. Lo dimostra per la prima volta lo studio italiano Quagliariello et al. 2018, pubblicato dalla rivista Frontiers in Microbiology, del gruppo Nature, realizzato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con i ricercatori del Policlinico Agostino Gemelli e dell’Università La Sapienza di Roma. I trilioni di batteri presenti nell’intestino - il cosiddetto microbiota - agiscono come una vera e propria centrale biochimica per l’intero organismo. Questo “reattore” trasforma le molecole che derivano dalle sostanze nutritive, per produrre energia e regolare l’immunità della mucosa intestinale e l’equilibrio delle popolazioni microbiche che agiscono da barriera nei confronti degli agenti patogeni. Pertanto, le attività biochimiche del microbiota influenzano fortemente tutti i distretti dell’organismo.

Alcuni studi hanno dimostrato che il microbiota influenza non solo l’omeostasi intestinale ma anche quella extra-intestinale, agendo sul comportamento e sulle attività del cervello lungo l’asse cervello-intestino. Infatti, varie evidenze indicano che il microbiota intestinale è implicato nell’equilibrio dei comportamenti neuropatologici come lo stress, i disturbi dello spettro autistico, la depressione, la sclerosi multipla, attraverso segnali immunitari, endocrini e neurali. Il microbiota interagirebbe con il cervello attraverso il midollo spinale, il sistema nervoso enterico, l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene ed il sistema nervoso centrale. Questa interazione è supportata dai documentati effetti dei probiotici e degli antibiotici sull'attività e sulle funzioni cerebrali. L’asse cervello-intestino è bidirezionale.

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery