Anche il cuore canta

Marina Pinto 21 Set 2010
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Che la musica sia salutare per il nostro organismo è ormai una cosa risaputa e comprovata, ma sembra che tra i tanti tipi di musica l’opera lirica sia quella più efficace per il benessere del corpo, soprattutto per il cuore, tanto che un team di studiosi ha condotto uno studio specifico dai risultati chiari e rassicuranti pubblicato ultimamente sulla rivista “Circulation”.
La ricerca è stata svolta dal professor Luciano Bernardi, dell’Università di Pavia, il quale ha chiesto a 24 volontari di ascoltare cinque brani di musica classica monitorando le reazioni del loro cuore durante l’ascolto. Fra i brani scelti c’erano parti della Nona di Beethoven, l’aria “Nessun dorma” dalla “Turandot” di Puccini, la Cantata BVW 169 di Bach, i cori “Va’ pensiero” dal “Nabucco” e “Libiam nei lieti calici” dalla “Traviata” di Giuseppe Verdi. Il risultato dell’esperimento è stato un aumento della pressione e del battito cardiaco in presenza dell’accrescimento dell’intensità sonora, ed un rilassamento ad ogni decrescendo, con un abbassamento della pressione ed un rallentamento del ritmo cardiaco e respiratorio.
La regolarità di una tale funzione è naturalmente la condizione ideale per una persona sana, un’idea condivisa anche dalla dottoressa Diana Greeman, direttore esecutivo dell’associazione britannica “Music in Hospital” che fornisce musica dal vivo in ospedali, cliniche e centri di riabilitazione per anziani, ed all’uopo sceglie delle musiche che possano rendere il recupero dei malati più rapido ed efficace.

Dati i numerosi esperimenti condotti negli anni da studiosi e medici di tutto il mondo, questa risposta è stata accolta con moderata sorpresa, ma il bello di tutto ciò è stato che    i migliori risultati ottenuti sono stati quelli evidenziati dall’ascolto della musica operistica rispetto al genere sinfonico, specie delle arie di Verdi, che presentano dei fraseggi musicali regolari della durata di circa 10 secondi, i quali si sincronizzano perfettamente al ritmo vascolare naturale di una persona sana, così che, in presenza di uno scompenso o di un evento cardiovascolare grave – come un infarto o un ictus – l’uso di una musica con tali caratteristiche può coadiuvare efficacemente il percorso riabilitativo del paziente fino a condurlo ad uno stato di benessere e piena salute.

Insomma, l’opera lirica è una vera fonte di benessere per il cuore, ed il perché è presto detto: la musica induce ad un continuo e dinamico cambiamento del ritmo del battito del cuore e del respiro, e quando questa si coordina perfettamente allo stato ideale di queste due funzioni ciò che ne deriva è una sorta di benessere fisico ancor prima che psicologico, così che il cuore lavora meglio e tutto l’organismo ne beneficia. Ecco perché dopo aver assistito ad un concerto si prova una sensazione di vigore e pienezza fisica. Perché il nostro fisico sta meglio.

Dunque la musica di Verdi fa bene al cuore. Ed è giusto e naturale, perché lui l’ha scritta con il cuore.

 

Marina Pinto

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Settembre 2009 10:26
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