Scienceonline - Last News

Building up an appetite for a new kind of grub

Building up an appetite for a new kind of grub

01 Luglio 2019

Food preparation using cricket garnish and ground cricket Credit: Guiomar...

How genes affect tobacco and alcohol use

How genes affect tobacco and alcohol use

22 Febbraio 2019

Data from 1.2 million people reveal how tobacco and alcohol...

Human cells can change job to fight diabetes

Human cells can change job to fight diabetes

15 Febbraio 2019

For the first time, researchers have shown that ordinary human...

New study shows how vegans, vegetarians and omnivores feel about eating insects

New study shows how vegans, vegetarians and omnivores feel about eating insects

01 Febbraio 2019

Many non-vegan vegetarians and omnivores are open to including insects...

Stress and dream sleep are linked to pathways of brain cell death and survival

Stress and dream sleep are linked to pathways of brain cell death and survival

28 Gennaio 2019

The first and most distinct consequence of daily mild stress...

Treat vitamin D deficiency to prevent deadly lung attacks

Treat vitamin D deficiency to prevent deadly lung attacks

11 Gennaio 2019

Vitamin D supplements have been found to reduce the risk...

Our bodies may cure themselves of diabetes in the future

Our bodies may cure themselves of diabetes in the future

09 Gennaio 2019

Researchers have found that neighbour-cells can take over functions of...

Articoli filtrati per data: Lunedì, 02 Luglio 2018

Un nuovo studio demografico, condotto dai ricercatori della Sapienza, indica che dopo i 105 anni il rischio di mortalità non aumenta ma rimane costante. I sorprendenti risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Science, favoriscono il progresso degli studi sulle teorie evolutive della senescenza C’è un limite biologico alla longevità umana? Come cambia il rischio di morire con l’avanzare dell’età?
Per rispondere a queste domande, i ricercatori del Dipartimento di Scienze statistiche della Sapienza, in collaborazione con l’ISTAT e le università Roma Tre, Berkeley e Southern Denmark, hanno condotto uno studio sui semi-supercentenari italiani (ovvero coloro che non hanno ancora raggiunto i 110 anni di età, ma superano i 105 ), con l’obiettivo di stimarne con esattezza il rischio di mortalità. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Science, hanno sorprendentemente indicato, per coloro che hanno superato i 105 anni, il raggiungimento di un livello costante del rischio di mortalità.

Il team di ricercatori ha stimato per la prima volta la mortalità in età avanzata, con una accuratezza e precisione che finora non era stata possibile. “I dati studiati, accuratamente documentati – spiega Elisabetta Barbi della Sapienza – portano a concludere che la curva di mortalità cresce esponenzialmente fino all’età di 80 anni circa, ma poi decelera fino a raggiungere un plateau, ovvero un andamento costante, dopo i 105 anni”.

Pubblicato in Medicina

Ricerca IIT e Università di Pisa ha individuato indizi sul meccanismo molecolare con cui la serotonina potrebbe influenzare la flessibilità comportamentale, ovvero la capacità di adattare le nostre azioni in base a come cambia l’ambiente che ci circonda

Un team di ricercatori è riuscito a ricostruire le fasi del meccanismo di funzionamento della serotonina, la cosiddetta molecola della felicità, a livello dei circuiti neuronali dei gangli della base, in particolare del circuito talamo-striatale. Questi circuiti sono importanti per il controllo del movimento e della flessibilità comportamentale, ossia la capacità di adattarsi ai cambi di contesto da un punto di vista emotivo e motorio, e non funzionano correttamente nel caso di patologie come il morbo di Parkinson o i disturbi ossessivi-compulsivi. 
La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Neuron, è stata coordinata da Raffaella Tonini del dipartimento di Neuro Modulation Cortical e Subcortical Circuits dell’IIT- Istituto Italiano di Tecnologia, con la collaborazione del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e di un partenariato internazionale di enti di ricerca fra cui la Sorbonne Université di Parigi.
“Ricostruire in maniera molto accurata i meccanismi molecolari con cui la serotonina funziona nel cervello – spiega Raffaella Tonini, coordinatrice del team di ricerca - è importante anche per capire cosa avviene in condizioni patologiche in cui la serotonina non viene prodotta o in cui mancano i recettori specifici a cui legarsi”. 

Pubblicato in Medicina

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery