Greci di 430.000 anni fa: scoperti i più antichi utensili manuali in legno

Francesco Defler 27 Gen 2026

 

Un team internazionale, guidato dalle Università di Tubinga e Reading insieme alla Senckenberg Nature Research Society, ha portato alla luce in Grecia i più antichi strumenti in legno mai maneggiati dall'uomo. I reperti, rinvenuti nel sito di Marathousa 1 nel Peloponneso centrale, risalgono a ben 430.000 anni fa, spostando all'indietro di almeno 40.000 anni la cronologia di questa tecnologia portatile.

Testimoni di un'epoca cruciale
Il sito di Marathousa 1, all'epoca situato sulle rive di un antico lago, è emerso come un luogo chiave del Pleistocene medio (tra 774.000 e 129.000 anni fa). In questa fase critica dell'evoluzione umana iniziarono a manifestarsi comportamenti complessi e un uso mirato delle risorse vegetali.

Insieme ai resti di un elefante e altri animali – segni evidenti di attività di macellazione – i ricercatori hanno identificato due manufatti lignei straordinariamente conservati:

Un bastone in legno di ontano: mostra chiari segni di intaglio e tracce di usura. Probabilmente veniva usato per scavare lungo le sponde del lago o per rimuovere la corteccia dagli alberi.

Un frammento di salice o pioppo: anch'esso lavorato e potenzialmente utilizzato per scopi pratici.

Un'analisi microscopica contro il tempo
A differenza della pietra, il legno marcisce rapidamente. La sopravvivenza di questi oggetti è dovuta alle condizioni eccezionali del terreno greco.

"Abbiamo analizzato ogni fibra al microscopio," spiega la Dr.ssa Annemieke Milks. "Sulle superfici abbiamo trovato i segni inconfondibili di colpi e intagli: la prova definitiva che gli esseri umani del tempo li avevano modellati intenzionalmente."

Un terzo reperto, un tronco d'ontano con solchi profondi, è stato invece scartato: le analisi hanno rivelato che i segni erano stati lasciati dagli artigli di un grande predatore, probabilmente un orso, e non da mani umane.

Competizione per la sopravvivenza
La scoperta non solo stabilisce un nuovo record per gli utensili manuali (superando reperti trovati in Germania, Regno Unito o Cina), ma dipinge anche un quadro vivido della vita preistorica. La presenza di morsi di carnivoro accanto ai resti di elefanti macellati dagli umani suggerisce una feroce competizione per il cibo tra i nostri antenati e i grandi predatori del Pleistocene.

Il progetto, guidato dalla Prof.ssa Katerina Harvati, ha visto la collaborazione di esperti provenienti da Grecia e Stati Uniti, confermando l'Europa sud-orientale come una regione fondamentale per comprendere l'ingegnosità dei primi esseri umani.

Ultima modifica il Martedì, 27 Gennaio 2026 10:34
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