Giordano Giacomello e la chimica italiana del ‘900. Breve itinerario storico-scientifico con documentazione del Museo della Strumentazione dell’Istituto di Cristallografia del C.N.R. di Roma

Responsabile del Museo della Strumentazione dell’ I.C. del CNR di Roma

Sommario
A 40 anni dalla scomparsa del Prof. Giordano Giacomello è doveroso rendere omaggio alla Sua memoria, perché la Sua vita e la Sua opera costituiscono un messaggio per tutti ed in particolare per i giovani.


A 40 anni dalla scomparsa del Prof. Giordano Giacomello è doveroso rendere omaggio alla Sua memoria, perché la Sua vita e la Sua opera costituiscono un messaggio per tutti ed in particolare per i giovani. In Giacomello è possibile infatti trovare una semplicità eretta a stile di vita. Uno stile di vita che Gli ha permesso di non trincerarsi mai dietro la sola autorità; e ciò anche quando ha dovuto attraversare le dure esperienze che la vita Gli ha riservato, frutto dell’esasperato formalismo delle leggi e dei regolamenti che spesso uno scienziato – chiamato a dirigere Organismi scientifici nazionali – si trova a dover interpretare ed applicare per poter gestire al meglio gli Organismi stessi.
A distanza di molti anni è possibile osservare ancora una volta che l’altezza del Suo ingegno, la rilevante attività scientifica, la dedizione ai giovani, alla scuola, alla università, e, più in generale, le Sue qualità intellettuali sono state inferiori solo alla durezza delle prove che ne hanno frustrato lo spirito.
L’altro messaggio è nella Sua opera. Della eccezionale attività scientifica, della Sua operosità parlano l’insieme dei suoi studi e delle ricerche svolte dal 1933, anno in cui si laurea in chimica, a soli 23 anni, a Padova sotto la magistrale guida del Prof. Sandonnini. In seguito si trasferisce
all’Istituto di Chimica dell’Università di Roma, dove viene attentamente seguito dal Prof. Parravano. Inizia così la sua formazione di giovane ricercatore. Frequenta laboratori europei d’avanguardia: a Vienna con Mark, poi a Zurigo con Ruzicka, a Cambridge con Bernal e Dorothy Crowfoot. Oltre a lavori più strettamente organici e chimico – fisici, sono di questo periodo due classici lavori strutturistica con Kratky  sui composti coleinici e un noto lavoro sulla struttura dei triterpeni. E’ anche di questo periodo la nascita di una delle più profonde e durature amicizie
di Giacomello con Perutz; un’amicizia e una stima che hanno influenzato positivamente, per certi versi, anche l’evoluzione della strutturistica chimica italiana.Giordano Giacomello rientrava in Italia nel luglio del ’37 e con Lui, è bene sottolineare, entrava in Italia, accanto alla strutturistica mineralogica e a quella inorganica già attivamente coltivate in diverse sedi, la moderna strutturistica organica.Ed entrava con Lui, quasi certamente il primo goniometro di Weissenberg. Certamente non è possibile riferire su tutti gli altri lavori, tutte le idee brillanti e creative, le tappe della Sua vita scientifica, gli onori accademici ricevuti in Italia e all’estero. Tra gli altri, basti ricordare che Giacomello è stato Accademico dei Lincei e  della Pontificia Accademia delle Scienze. E’ bene però ricordare che Giacomello a Roma e Bezzi a Padova hanno fatto scuola: i metodi di Patterson e di Fourier si diffondono. Quei lavori iniziati all’estero negli ’30 vengono continuati in italia; nuovi problemi vengono affrontati, e più persone imparano anche in Italia a ragionare di chimica, di proprietà delle sostanze in chiave di struttura, di conformazione e di dimensioni molecolari, di distanze interatomiche.

Giordano Giacomello già sul finire degli anni ’30 fu uno dei promotori,  a livello nazionale, della cristallografia a raggi-X su cristallo singolo come mezzo d’indagine potente per affrontare problematiche di chimica strutturale anche di molecole organiche complesse. I primi lavori sugli acidi coleinici risalgono al 1936 e sono stati fatti, come già accennato, con il Prof. O. Kratky,
del Laboratorio chimico dell’Università di Vienna. Possiamo dire che Kratky fu  per Giacomello l’iniziatore alla cristallografia a raggi-X. Dopo alcuni importanti lavori di carattere prevalente di chimica organica sui terpeni e politerpeni, fatti a Zurigo con il Prof. L. Ruzicka nel ’36, nel 1938 Giacomello esegue studi e  ricerche sulla struttura cristallina di un idrocarburo derivato per deidrogenazione da triterpeni della classe delle saponine, presso il Crystallographic Laboratory di Cambridge di Lord Rutherford. Nello stesso periodo Giacomello pubblica una lucida e precisa esposizione teorica  dei metodi di Fourier e Patterson. Nei lavori successivi questi nuovi metodi vengono usati per chiarire le strutture molecolari anche di composti fluorurati, di alcuni composti metallorganici, di acidi biliari, di derivati dello stilbene e dell’adamantano. Nei primi lavori si fa uso della sola funzione di Patterson per ricavare la struttura cristallina, in quelli successivi si fa uso a pieno del metodo di Fourier (calcolo fattori e sintesi di densità elettronica). Nei lavori degli anni ’39 e successivi, alcuni dei quali fatti con il Prof. V. Caglioti, l’obiettivo dell’analisi strutturale è indirizzato più precisamente allo studio dei legami chimici ed a rilevare l’importanza della struttura tridimensionale nelle proprietà chimiche molecolari. Tutte queste ricerche furono svolte presso l’Istituto Chimico dell’università di Roma e successivamente, dal 1940, presso il Centro di Chimica Inorganica del CNR che nel ’46  diviene Centro di Studio per la Chimica Generale del CNR.

Più in generale, da un esame attento della produzione scientifica di Giacomello si deduce che nel periodo postbellico, già negli anni ’50, venivano erogati fondi specifici di finanziamento per il settore della Strutturistica Chimica. Infatti, nel 1952 il supplemento de “La Ricerca Scientifica” del CNR riporta rendiconti di attività su “Contributi teorici e sperimentali di Strutturistica Chimica” a cura di autori diversi tra cui M. Perutz, G. Giacomello, P. Corradini e A. M. Liquori.

Con questi lavori Giacomello si è già affermato come cristallografo  internazionale, e va maturando altresì alcuni dei suoi lavori con impostazione moderna della chimica del farmaco. Egli infatti, con concezione che prevede i  tempi, cerca di correlare le strutture assolute delle molecole con la loro attività  biologica in funzione dell’esistenza di dimensioni critiche o della forma dei Recettori.
Contemporaneamente i suoi interessi si ampliano, i risultati della chimica nucleare lo affascinano. In Danimarca con Hervesy e quindi in Svezia approfondisce le tecniche dei radioisotopi e successivamente realizza una reazione nucleare  di grande  interesse teorico   che  si  può considerare un  vero  modello: la trasformazione  della  piridina  in  benzolo  mediante  bombardamento   di neutroni. Strutturistica, radiochimica e chimica organica sono i settori della scienza ai quali Egli si è dedicato portando contributi di rilievo. Tutti gli interessi scientifici furono da Lui utilizzati per affrontare una nuova concezione dinamica del farmaco inteso come molecola attiva, nella sua forma e dimensione, capace di agire a livello molecolare su enzimi e substrati specifici. Certamente su questi principi basò il Suo Istituto di Chimica Farmaceutica e la ricerca sul farmacob come una convergenza degli aspetti chimico-fisici, strutturistici e biologici della molecola. Nel prospettare l’opera scientifica di Giacomello vanno  ricordati gli studi del ’41 sulla struttura spaziale dell’ormone estrogeno sintetico stibelstrolo. Giacomello in base alle misure delle distanze e alle strutture steriche ne mise in evidenza la stretta relazione con l’ormone naturale estradiolo. Su questa nuova via si inseriscono altri lavori e in particolare quello della struttura
spaziale della sulfanilammide e delle sue dimensioni molecolari che consentono proprietà peculiari di associare, come pure di sostituire il suo antagonista biologico competitivo: l’acido para – aminobenzoico. Questa linea da Lui  tracciata forma poi una nuova ipotesi di lavoro per i farmacologi ed i biochimici, che affrontano con successo sulla base delle forme e delle dimensioni
molecolari sia la spiegazione dell’attività dei farmaci che la progettazione di nuove molecole attive. Si può con certezza affermare che uno dei maggiori contributi di Giacomello sia stato dato alla moderna strutturistica chimica  con i suoi lavori sull’adamantano, sulla naftiridina e del nuovo composto aromatico non benzeoide: tetrazapentalene, e soprattutto con i lavori sulla  struttura molecolare delle rifamicine, realizzati con la Sua scuola in parallelo con le ricerche chimiche del prof. Prelog a Zurigo. Attraverso questi studi Egli giunse a stabilire la completa struttura stereochimica di queste  interessantissime molecole biologicamente attive, la cui conoscenza ha
permesso di aprire e dischiudere il cammino alla interpretazione del loro delicato meccanismo d’azione. L’altro gruppo di lavori a cui Giacomello ha  dedicato particolare attenzione di ricercatore sensibilissimo è quello riguardante  l’impiego del bombardamento neutronico con il metodo di Szilard – Chalmers  che ha aperto una nuova brillante via alla radiochimica, soprattutto per la
possibilità di trasformare in questo modo sostanze azotate eterocicliche nei corrispondenti derivati aromatici, quali la piridina in benzolo e la  chinolina in naftalene. Dotato di particolare sensibilità per il fenomeno  biologico, Egli, che aveva una mentalità ed una formazione chimico-fisica, seppe
trovare – anticipando di alcuni anni quelle che sono oggi comuni acquisizioni oprattutto della biologia molecolare – una nuova impostazione della chimica farmaceutica.

Molti problemi chimici occuparono Giacomello prima, durante, dopo la guerra, ma la Strutturistica rimase uno dei Suoi interessi prediletti. In questo settore profuse gran parte delle Sue energie, non solo intellettuali. Il 1966 è un anno importante per Giacomello: Egli presiede a Roma, dal 13 al 15 gennaio, il primo Convegno nazionale del CNR sullo stato di avanzamento della Strutturistica Chimica in Italia e pronuncia due memorabili discorsi, uno di apertura e uno di chiusura del Convegno, ricchi di validissimi spunti programmatici illuminanti per tutta la comunità cristallografica e non solo quella strutturistica chimica. Sulla scia di questi discorsi nasce l’iniziativa di costituire l’Associazione italiana di Cristallografia (AIC); Giacomello presiede il Comitato organizzatore che tra il febbraio e l’aprile del ’66 dà vita così all’Associazione scientifica. Statuto e Regolamento, di fatto, sono pronti. Il 19 gennaio del ’67, a Roma, nasce ufficialmente al CNR (Aula Marconi) l’AIC - oggi Ente Morale istituito con DPR – Associazione promossa da Giordano Giacomello, eminente figura di studioso e di ricercatore.


Un ruolo importante è stato svolto da Giacomello anche nel campo della Politica della Ricerca italiana, soprattutto nei primi anni ’60. Sono quelli anni di grandi trasformazioni vissute dal Paese. Non doveva quindi mancare secondo Giacomello, anche a livello politico, la piena consapevolezza
delle nuove e maggiori responsabilità dell’azione politica nei riguardi della ricerca scientifica, sia quella “fondamentale” – che, avendo come fine essenziale il progresso stesso delle conoscenze scientifiche, esprime gli ideali e gli interessi del mondo della scienza - sia quella “applicata”, la cui utilità deve invece essere valutata tenendo presente anche gli obiettivi della Politica dello sviluppo economico e sociale che il Paese persegue. Un aspetto questo quest’ultimo molto delicato, se si vuole dare un senso alle scelte da farsi in relazione alle risorse disponibili per la Ricerca scientifica. Nasce così un nuovo concetto di ricerca “orientata”, una ricerca i cui temi sono direttamente suscitati dall’esistenza di problemi sui quali vanno impegnandosi le diverse forze del   Paese. L’idea generale, in quegli anni, è quella della necessità di mobilitare e orientare in maniera sistematica forze diverse della ricerca secondo Progetti organici che tendano a rendere disponibile un effettivo  
fattore di sviluppo di cui si è accertata la mancanza o la deficienza. Se necessario, anche affrontando la questione di un possibile ripensamento delle strutture scientifiche istituzionali e organizzative.

I problemi affrontati all’epoca da Giacomello, in diverse sedi, spaziano così dalla necessaria individuazione dei legami tra sviluppo economico e ricerca, alla definizione delle sedi in cui svolgere la ricerca stessa; ed ancora, dalla riforma dell’Università, all’individuazione dei campi verso i quali orientare le attività di ricerca scientifica; dalla determinazione della totalità dei finanziamenti per il settore ricerca, all’individuazione dei criteri per una loro equa ripartizione, etc.

Come è evidente si è trattato, anche in questo caso, di un significativo contributo culturale, fornito - con spirito di Servizio ed onestà intellettuale – da Giordano Giacomello, nobile figura di uomo di scienza e di cultura del nostro Paese.




ALCUNE SIGNIFICATIVE PUBBLICAZIONI
RIGUARDANTI  LE  ATTIVITA’
DI STUDIO  E  DI RICERCA SCIENTIFICA
DEL PROF. GIORDANO GIACOMELLO

 

 

Riferimenti bibliografici

  1. S. Ascoli et al.: La Ricerca Scientifica, n°1, CNR, 1965
  2. S. Bezzi e G. Giacomello: La Ricerca Scientifica, n°6, CNR, 1958
  3. F. D’Aprile e A. Amorese:“Gli Strumenti della Scienza”. CD-Rom, I. C., CNR, 2004
  4. F. D’Aprile e A. Amorese: “Visita al Museo”. CD-Rom, I. C., CNR,2004. Siti del Museo con schede tecniche e visita virtuale:
    (www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/MuseidelCNR/Cristallografica/
    Informazione Cristallografica.html); (www.ic.cnr.it/museum.php)
  5. F. D’Aprile: Analisys, n°3, 2003
  6. F. D’Aprile: “L’eredità scientifica e culturale di Giordano Giacomello”. CD-Rom, I. C.,          CNR, 2008
  7. G. B. Marini Bettolo: Accademia Nazionale dei Lincei. Roma,1971
  8. CNR - Comitato Nazionale Scienze Chimiche. Relazione attività. La Ricerca Scientifica, CNR, 1965
  9. P. Saraceno: Una Politica per la Ricerca Scientifica (Prefazione). Edizioni Cinque Lune, Roma, 1962
  10. A. Vaciago: A.I.C., Parma, 1968
Ultima modifica il Martedì, 27 Giugno 2017 15:40
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