Infezioni da hpv e cervicocarcinoma

16 Ott 2017 Epicentro
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Aspetti epidemiologici dell’infezione da Hpv

 

Figura 1: Prevalenza delle infezioni da Hpv per classe d’età nella popolazione generale in Italia

 

 L’infezione da Hpv è estremamente frequente nella popolazione: si stima, infatti, che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus Hpv di qualunque tipo, e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno. Una revisione sistematica di studi condotti in Italia [1] ha rilevato una prevalenza di Hpv oncogeni nella popolazione generale pari all’8%, senza differenze sostanziali fra Sud, Centro e Nord. È opportuno sottolineare che il calcolo di questa prevalenza ha considerato solo gli studi con campione casuale della popolazione; infatti gli studi che reclutano donne che si presentano spontaneamente a un ambulatorio ginecologico riportano una stima di prevalenza generalmente più alta degli studi che reclutano le donne in base a un invito attivo della popolazione generale. Questo probabilmente, è dovuto al fatto che le donne che accedono spontaneamente agli ambulatori ginecologici hanno, in proporzione variabile, pregressi Pap test positivi.

 La prevalenza delle infezioni da Hpv varia con l’età

In figura 1 sono riportati gli studi più recenti (2005-2010) della revisione sistematica [1]. Il grafico evidenzia come la prevalenza di Hpv oncogeni sia maggiore nelle donne più giovani, con un picco nelle donne con meno di 25 anni. A Palermo (Ammatuna 2008) è stata osservata una prevalenza del 17,4% in donne giovani (18-24 anni), simile a quella del 19,3% osservata a Firenze (Confortini 2010) e del 19,9% registrata nello studio PreGio [2]. Dopo questo picco la prevalenza diminuisce con l’aumentare delle età. In alcuni studi italiani, in accordo con quanto riportato in letteratura, si rileva un secondo picco di prevalenza intorno alla menopausa o dopo.

 La prevalenza delle infezioni da Hpv aumenta se la citologia è anormale

La prevalenza dell’Hpv aumenta nelle donne con citologia anormale (34-68%), proporzionalmente alla gravità delle lesioni, superando il 90% nei tumori invasivi del collo dell’utero. In particolare è stata rilevata una prevalenza del 24-56% in caso di Ascus (cellule squamose atipiche di significato indeterminato), 42-72% in caso di Lsil (lesioni di basso grado delle cellule intraepiteliali squamose) e 73-95% in Hsil (lesioni di alto grado delle cellule intraepiteliali squamose) e oltre [3-8].

 Prevalenza tipo-specifica in Italia

Anche nelle casistiche italiane, il tipo di virus più frequente è l’Hpv 16. La prevalenza di Hpv 16 nella popolazione sana risulta di circa il 5% (2-10%), mentre la prevalenza di Hpv 18 è più bassa, con un valore medio di poco superiore all’1% (0-6%). In presenza di lesioni citologiche la prevalenza di questi due tipi è più elevata. La media nazionale di positività all’Hpv 16 è del 35% per le displasie più lievi (Neoplasia intraepiteliale cervicale di basso grado o Cin1), 64% per le displasie più gravi (Cin2/3) e 68% per i carcinomi invasivi. Invece la proporzione di Hpv 18 è 6% per le Cin1, 7% per le Cin2/3 e 11% per i carcinomi invasivi. Non si osservano differenze fra aree geografiche nella distribuzione dei tipi responsabili delle lesioni [1].

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