Focus tumori della pelle: il melanoma, di cosa si tratta e come prevenirlo?

Ospedale San Raffaele 04 Nov 2020
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Il melanoma è un tumore che colpisce la pelle o cute, l’organo che riveste completamente il nostro corpo. Tra tutti i tipi di tumori della pelle, è quello meno diffuso ma anche il più pericoloso perché può crescere velocemente e invadere anche i tessuti circostanti: l’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, soprattutto in età giovanile. Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Evelyn Jasmin Paternò, specialista in Dermatologia e Venereologia presso i Poliambulatori Specialistici San Raffaele Termini e Tuscolana, di parlarci del melanoma, per spiegarci come prevenirlo e anche quali sono i segnali che possono aiutare a identificarlo.

 “Il melanoma è un tumore che deriva dai melanociti, le cellule che producono la melanina. Nell’85% dei casi insorge sulla cute, mentre nella restante percentuale interessa le sedi extracutanee (apparato oculare, leptomeningi, pleura, mediastino, apparato digerente, peritoneo, tendini e aponevrosi). Il 75-80% del melanoma cutaneo insorge su cute sana, mentre la rimanente parte, si sviluppa su un neo preesistente o su lesione precancerosa (Armstrong and Kricker, 1994).

 Secondo la classificazione di Clark (1967), modificata da Reed nel 1976 suddividiamo il melanoma in 4 varianti principali:

Melanoma a diffusione superficiale - è la forma più frequente, rappresentando il 60-70% di tutti i melanomi in pazienti caucasici;
Melanoma nodulare - rappresenta il 10% dei melanomi. Appare clinicamente come una lesione papulo-nodulare di colorito marrone-nerastro o anche parzialmente ipopigmentata, che talvolta si può ulcerare;
Lentigo Maligna Melanoma (LMM) - rappresenta il 10% dei melanomi ed insorge in pazienti dalla pelle bianca, tipicamente anziani in sedi foto esposte, come il viso ed il collo;
Melanoma acrale lentigginoso - è la forma più frequente in pazienti di origine asiatica (45-50%), mentre rappresenta il 5% delle forme in pazienti dalla pelle bianca ed è distinto, a seconda della sede, in palmare, plantare, subungueale e auricolare. Si manifesta clinicamente in varia maniera, da macchie lentigginose di colore marrone-nerastro a noduli iperpigmentati con ulcerazione”.

Quali sono le cause?

“Tra le cause bisogna elencare i fattori predisponenti, come:

il fototipo chiaro tipo I e II (con capelli rossi-biondi, occhi azzurri, pelle chiara);
un numero di nevi maggiore di 50;
le scottature avute in età infantile (fino ai 15 anni);
la presenza di numerosi nevi di grandi dimensioni;
la familiarità per melanoma;
la storia personale di un pregresso melanoma (un soggetto che ha avuto un melanoma è più a rischio di svilupparne altri) o storia familiare per melanoma;
l’immunodepressione (ad esempio da farmaci o da esposizione a radiazioni ionizzanti)”.

Quali sono i sintomi?

“Il melanoma generalmente è asintomatico. Il cambiamento di un neo presentente o la comparsa di un nuovo neo deve mettere in allarme.

 I segni del melanoma possono essere riassuntinella sigla ABCDE:

A come asimmetria nella forma(se una metà appare diversa dall’altra);
B come bordi irregolari,(frastagliato o con propaggini o insenature);
C come colore (quando oltre al colore marrone si aggiungono il nero, blu, bianco, rosso o rosa);
D come dimensioni in aumento in larghezza ( maggiore di 6 mm);
E come elevazione (se si nota la modifica di un nevo o se diventa elevato, palpabile).

Nelle fasi avanzate invece è possibile notare dei sintomi aspecifici, come il prurito e/o il sanguinamento spontaneo, talvoltanegli stadi terminali il dolore”.

 Prevenzione e diagnosi

“Per ridurre il rischio di sviluppare il melanoma è importante esporsi al sole in modo adeguato così da evitare le scottature in età adulta ma soprattutto in giovane età. Ricordo l’importanza dell’uso di creme protettive di alto grado: queste devono essere applicate prima dell’esposizione solare e riapplicate ogni due ore circa. È consigliato non esporsi nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 16), a meno che si indossino vestiti, cappello e occhiali da sole.

 La diagnosi precoce si fa con la visita dal dermatologo, è fondamentale fare una visita con cadenza periodica. Nei soggetti senza particolari fattori di rischio, consiglio una volta l’anno. Mentre il paziente che ha avuto un melanoma, deve sottoporsi a visita ogni 3 o 6 mesi a seconda dello stadio del melanoma.

 Durante la visita i nevi vengono osservati sia ad occhio nudo sia con un dermatoscopio. Quest’ultimo può essere portatile oppure connesso a un pc che permette la mappatura (localizzazione) dei nevi esaminati, in modo da poterli monitorare nel tempo e valutare l’eventuale asportazione. È inoltre importante che il paziente effettui periodicamente l’autoesame della pelle, soprattutto delle zone più nascoste, come la mucosa orale, il cuoio capelluto e zona ano-genitale”.

Quali sono i principali trattamenti?

“L’intervento chirurgico rimane il trattamento di prima scelta per il melanoma. L’esame istologico è fondamentale per la stadiazione. Per melanomi di dimensioni uguali o maggiori a 1mm si esegue il linfonodo sentinella contestualmente all’allargamento della cicatrice chirurgica. In caso di situazioni inoperabili l’equipe dell’ospedale valuterà il singolo caso per trattamenti alternativi, come la radioterapia o trattamento con anticorpi monoclonali (pembrolizumab)”.

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