Scienzaonline - Ultimi Articoli

Il respiro intermittente dei fiumi: l'80% dei corsi d’acqua mondiali non scorre tutto l'anno

Il respiro intermittente dei fiumi: l'80% dei corsi d’acqua mondiali non scorre tutto l'anno

12 Gennaio 2026

Uno studio dell’Università di Padova rivela che la quasi totalità...

I geni del virus dell'herpes scritti nel nostro DNA: una storia lunga millenni

I geni del virus dell'herpes scritti nel nostro DNA: una storia lunga millenni

10 Gennaio 2026

Per la prima volta, un team di scienziati è riuscito...

Il ritorno del pesce azzurro: perché i britannici sono pronti a dire addio al salmone

Il ritorno del pesce azzurro: perché i britannici sono pronti a dire addio al salmone

09 Gennaio 2026

Milioni di britannici potrebbero essere pronti a sostituire il pesce...

Arresto cardiaco in ospedale: l’adrenalina riattiva il cuore in meno di un minuto

Arresto cardiaco in ospedale: l’adrenalina riattiva il cuore in meno di un minuto

08 Gennaio 2026

Quando il cuore di un paziente si ferma tra le...

Fotosintesi "invisibile": scoperta la microalga che cresce sfruttando la luce a bassa energia

Fotosintesi "invisibile": scoperta la microalga che cresce sfruttando la luce a bassa energia

08 Gennaio 2026

Uno studio dell’Università di Padova rivela come la Nannochloropsis gaditana...

Cina, record storico: una famiglia di sei tigri dell'Amur immortalata in un unico scatto

Cina, record storico: una famiglia di sei tigri dell'Amur immortalata in un unico scatto

07 Gennaio 2026

Un evento senza precedenti è stato documentato nel Parco Nazionale...

Scoperte nuove molecole prodotte dai microbi intestinali nell'infanzia: potrebbero influenzare il rischio di diabete di tipo 1

Scoperte nuove molecole prodotte dai microbi intestinali nell'infanzia: potrebbero influenzare il rischio di diabete di tipo 1

07 Gennaio 2026

Un team di ricerca internazionale ha scoperto prove schiaccianti del...

Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri

Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri

30 Dicembre 2025

Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale:...

Giovedì, 03 Febbraio 2022

 

Un importante studio internazionale del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano e dell’Ospedale Sacco di Milano in collaborazione con la Harvard Medical School identifica un meccanismo determinante nella perdita di beta cellule in corso di diabete.

La scoperta apre la via ad una opzione terapeutica di grande rilevanza clinica. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

Una ricerca sviluppata dai ricercatori del Centro di Ricerca Clinica Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell'Università Statale di Milano in collaborazione con altri centri tra cui l’Università di Pisa e la Harvard Medical School di Boston, con la Prof.ssa Francesca D'Addio come primo autore, ha identificato un meccanismo determinante nella perdita di beta cellule in corso di diabete, scoprendo come disattivarlo farmacologicamente. I risultati del lavoro sono stati appena pubblicati sulla rivista internazionale Nature Communications, una delle più prestigiose in ambito di medicina sperimentale con applicazione clinica. Gli scienziati hanno individuato quale fattore determinante per la morte delle cellule pancreatiche il malfunzionamento della interazione tra due recettori - asse IGFBP3 e TMEM219 - scoprendo che il blocco farmacologico dell’asse è in grado di proteggere le beta cellule pancreatiche dalla morte cellulare e di prevenire l’insorgenza di diabete in modelli murini. Questo risultato è stato confermato dall’inibizione genetica selettiva di TMEM219 sulle beta cellule pancreatiche in vivo, che consente di preservare e proteggere la massa beta cellulare in corso di diabete.

Pubblicato in Medicina
Giovedì, 03 Febbraio 2022 10:57

Microorganismi fecali nella laguna di Venezia


Uno studio coordinato dal Cnr-Irbim di Ancona in collaborazione con il Cnr-Igg di Padova ha evidenziato la presenza di diversi tipi di contaminanti, principalmente di origine fecale, nelle acque della laguna di Venezia. Il lavoro è stato pubblicato su Science of the Total Environment
Un mosaico di contaminanti di natura microbica è presente nel la laguna di Venezia. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Science of the Total Environment dall’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona (Irbim) in collaborazione con l’ Istituto di geoscienze e georisorse di Padova (Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e la Michigan mTechnology University (USA) , ha rilevato nella laguna di Venezia la presenza di diversi tipi di microorganismi, soprattutt o di natura fecale, potenzialmente pericolosi per l’uomo.

Pubblicato in Ambiente

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery