Granulina gubbiolii Smriglio & Mariottini, 1999 – Olotipo, veduta anteriore, 2.4 x 1.7 mm. Stretto di Gibilterra, 300/350 m. Museo di Zoologia dell’Università di Bologna (n. catalogo MZB14001).
Il bacino del Mare di Alboran, malacologicamente parlando, rappresenta un tipico esempio di area zoogeografica con esclusive endemicità, causa di particolare distinzione dalle altre aree del Mar Mediterraneo.
Questo bacino, situato nella parte più occidentale del Mediterraneo, è delimitato ad occidente dalla soglia dello stretto di Gibilterra, per un’estensione totale di circa 60 km, e con una profondità massima di circa 286 m., che lo mette in comunicazione con l’adiacente Oceano Atlantico; le sue acque, con una profondità massima di 1500 m, si estendono per una superficie di circa 54.000 km², bagnando percentualmente le linee di costa della Spagna, il settentrione del Marocco e l’Algeria. Al centro di questo mare è posizionata l’Isola di Alboran le cui acque circostanti presentano dei fondali coralligeni di notevole ricchezza, che esibiscono degli singolari endemismi faunistici, fra i quali, unici dal punto di vista malacologico, Coralliophila alboranensis Smriglio & Mariottini 2003, Granulina gubbiolii Smriglio & Mariottini, 1999, Aphanitoma mariottinii Smriglio, Rufini e Martin Peréz, 2001, Coralliophila africana Smriglio & Mariottini, 2001, più altre specie rare, di cui si hanno scarse segnalazioni, come: Acrilloscala lamyi (de Boury, 1909), Epitonium dendrophylliae Bouchet & Warén, 1986, Gymnobela abyssorum (locard, 1897), Gymnobela subaraneosa (Dautzenbergh & Fischer H., 1896), Eudolium bairdii (Verrill & Smith, 1881), Panopaea glycimeris (Von Born, 1778); di quest’ultima specie cosiddetta “ospite freddo”, residuo di epoca glaciale, la diffusione mediterranea, nel senso pieno del termine, dopo il Mare di Alboran, è relegata solo alle coste siciliane, con una popolazione, fra l’altro ancora da verificare se effettivamente Recente, presente nei fondali della zona di Taormina. Questo dato fa intuire quanto possa essere preziosa la popolazione presente nel Mare di Alboran, che testimonia ancora concretamente l’effettiva presenza della specie in Mar Mediterraneo.
Coralliophila alboranensis Smriglio & Mariottini, 2003 – paratipo “A”, veduta anteriore, 5.9 x 3.6 mm. Isola di Alboran, 80-150 m. (Collezione P. Mariottini/C. Smriglio, Rome, Italy ).
Le specie discusse reperibili in quest’area sono legate, per alcuni casi, ad habitat specifici; la popolazione dalla quale provengono gli esemplari tipici di Granulina gubbiolii colonizza i fondali batiali dello Stretto di Gibilterra (300/350 m) che costituiscono l’ultima propaggine delle acque del Mar Mediterraneo; Coralliophila alboranensis è legata ai fondi coralligeni circostanti l’Isola di Alboran (80-150 m), ed è, come tutti i rappresentanti della sottofamiglia, sicuramente parassita di un anthozoo ospite, non ancora individuato.
Aphanitoma mariottinii, un Turridae rappresentante di un genere considerato estinto, da poco tempo riabilitato alla malacofauna Recente, è specie anch’essa legata al medesimo ambiente coralligeno (150 m), tuttavia, oltre al locus typicus, si è potuta campionare anche su fondali di zone limitrofe a quest’ultimo, estendendone maggiormente l’areale di distribuzione, che raggiunge anche le coste spagnole atlantiche. Coralliophila africana descritta per le acque al largo della costa West africana (Sierra Leone - 9°28'N, 14°58'W), quindi in Oceano Atlantico, è stata reperita, per un singolo individuo subadulto, nel Mare di Alboran; ma occorrono altri ritrovamenti documentati, per estenderne con sicurezza la distribuzione a questa area geografica, in quanto, è noto che una alta percentuale di specie appartenenti a Coralliophilinae sono dotate di fase larvale planktotrofica, e quindi può capitare che rappresentanti di questa famiglia possano giungere in Mediterraneo, tramite lo Stretto di Gibilterra, veicolate per trasporto passivo dalle correnti oceaniche in entrata. I dati esposti fanno intuire quanto sia malacologicamente importante il bacino del Mare di Alboran, area geografica che convenzionalmente, con la propria fauna, si pone in una fase intermedia fra quella atlantica e quella mediterranea.
Aphanitoma mariottinii Smriglio, Rufini, Martin Perez, 2001 – Olotipo, veduta anteriore,11.3 x 4.4 mm, Mare di Alboran, 150 m. Museo di Zoologia dell'Università di Bologna (n.di catalogo MZB18568).
Ringraziamenti Ringrazio tanto il Signor Luca Egidi per il cortese e tempestivo aiuto tecnico
BIBLIOGRAFIA
Bellardi L., 1872-1890- I Molluschi dei terreni terziari del Piemonte e della Liguria. Voll. 1-6. Mem. R. Acc. Sc. Torino.
Fernandez J., 2000– Notizia de nuevos táxones para la ciencia en el ámbito íbero-balear y macaronésíco. Graellsia, 56: 119-150.
Smriglio C., Rufini S., Martin Perez J. M., 2001- Rediscovery of the Genus Aphanitoma (Bellardi, 1875) (Turridae, Neogastropoda) in the Mediterranean Sea, with Description of a New Species: Aphanitoma mariottinii sp. nov., La Conchiglia, 32 (299): 39-43.
Smriglio C., Mariottini P., 1999- Description of Granulina gubbiolii n. sp. (Neogastropoda, Cystiscidae) from the Mediterranean Sea, La Conchiglia, 31 (292): 35-40.
Smriglio C., Mariottini P., 2001- Description of two new species of Coralliophilinae from the African Coast: Coralliophila hayesi sp. nov. e C. africana sp. nov., La Conchiglia 33 (301): 19-22.
Smriglio C., Mariottini P., 2003- Description of Coralliophila alboranensis sp. nov. (Neogastropoda, Muricidae) from the Mediterranean Sea. La Conchiglia, 35 (307): 47-48, 60.
Smriglio C., Spada G., 2003- New data on Aphanitoma mariottinii Smriglio, Rufini, Martin Perz, 2001 and Aphanitoma locardi (Bavay, 1906) (Turridae, Neogastropoda). La Conchiglia, 35 (309): 35-42.
Trigo J., Rolàn E., 2002- Nueva cita de Aphanitoma mariottinii (Gastropoda, Turridae) en el Atlantico espanol. Notiziario SEM 38:45.
Speciale Referendum 12-13 giugno 2005 La legge 40 non è una cattiva legge ma una legge cattiva
La Prof.ssa Rita Levi Montalcini, la Prof.ssa Margherita Hack, il Prof. Renato Dulbecco, il Prof. Umberto Veronesi, il Prof. Fernando Aiuti e centinaia di scienziati hanno tutti dimostrato ampiamente la loro scelta per votare si a tutti i referendum del 12 e 13 giugno. Rita Levi Montalcini «Al referendum del 12 e 13 giugno andrò a votare 4 si» Renato Dulbecco «Proibire la ricerca sulle staminali embrionali è un insulto alla medicina» Fernando Aiuti ''Andate a votare e votate sì per tutti e quattro i quesiti. La ricerca, se vincessero i no, rischierebbe la paralisi. Ecco perché invito tutti, malati, sieropositivi, loro congiunti e amici, ad andare alle urne a dire sì''
Sul sito www.mawivideo.it è disponibile il dibattito "Tutti pazzi per l'embrione" organizzato da Simona Maggiorelli per Avvenimenti venerdì 27 maggio
Si auspica di sostituire Mutilazioni Genitali Femminili con l'espressione Modificazioni Etniche dei Genitali Femminili (MEGF), perchè ha minore connotazione semantica negativa e perchè meglio espressiva della dualità riduttivo/espansiva degli interventi.
Tutte le MEGF hanno un chiaro rapporto con l'accoppiamento e quindi anche con la fecondità (manifestazione concreta della facoltà di procreare), che ne è il suo risultato.
La fecondità è l'elemento fondamentale che unisce i primi abitatori dell'Africa agli ultimi loro discendenti (DE RACHEWILTZ,1963).Incrementare la fecondità è lo scopo delle MEGF (reale o presunto a livello popolare): esso viene raggiunto sia con la valorizzazione del rapporto sessuale (modificazioni espansive: es., il longininfismo); sia con la mortificazione dello stesso (modificazioni riduttive: es., l'infibulazione).
Aphanitoma locardi Bavay, 1906. Olotipo, veduta anteriore, dimensioni: 10.4 mm x 3.5 mm.
Recentemente, come coautore di un lavoro di malacologia ho avuto il privilegio di poter descrivere una nuova specie di molluschi, inquadrandola nella Famiglia Turridae Swainson, 1840, ed attribuendola ad Aphanitoma (Bellardi, 1875), genere rappresentato da varie specie esclusivamente fossili, quindi da considerarsi estinto, e distribuito nei giacimenti del terziario presenti in Piemonte e Liguria (Bellardi, 1877; Pinna & Spezia, 1978; Cavallo & Repetto, 1992).
Infatti in seguito al ritrovamento di quattro esemplari in buono stato di freschezza di questa specie, in sedimenti provenienti dai fondali coralligeni del mare di Alboran (batimetria di prelievo 150 m.), area geografica mediterranea situata poco dopo lo Stretto di Gibilterra, si è potuto riconsiderare il Genere come Recente, annoverandolo nell'attuale malacofauna vivente del Mar Mediterraneo. L'olotipo di A. mariottinii, è stato depositato nella collezione del Laboratorio di Malacologia dell'Università di Bologna con il codice MZB18568, i restanti paratipi sono conservati rispettivamente nella seguenti collezioni private: Smriglio (Roma, Italy), Rufini (Anguillara, Italy) e Martin Perez (Malaga, Spain). Il nome della specie è stato dedicato al Professor Paolo Mariottini, biologo molecolare di fama internazionale (Terza Università di Roma), esperto malacologo, nonché personale amico d'infanzia.
Un'accurata ricerca bibliografica ha consentito di scoprire una seconda specie Recente, "dimenticata" dalla comunità scientifica: Aphanitoma locardi Bavay, 1906, reperita dall'Autore in un campione di sedimento, residuo della storica crociera "Travailleur" verificatasi nello scorso secolo. L'olotipo, unico esemplare conosciuto di questa seconda specie, è stato dragato in Oceano Atlantico, al largo delle coste del Marocco (stazione 61, dragaggio XXXIV, 112 m), ed è attualmente conservato nelle collezioni malacologiche del Museum National d'Histoire Naturelle (MNHN) di Parigi, e grazie alla sempre cortese disponibilità di Virginie Heros e Philippe Bouchet, è stato possibile esaminarlo e fotografarlo. L'analisi della conchiglia ha consentito di separare nettamente le due specie, che differiscono per varie caratteristiche morfologiche, tra cui la diversa scultura.
Aphanitoma mariottinii Smriglio, Rufini, Martin perez, 2001. Olotipo, veduta anteriore, dimensioni: 11.3 mm x 4.4 mm
Un elemento distintivo che ha consentito l'attribuzione inequivocabile di entrambe le specie ad Aphanitoma, è la presenza di due distinte pieghe columellari ravvicinate, considerate forte componente diagnostica e rappresentativa del Genere; questa caratteristica morfologica infatti si evidenzia anche in tutte le specie fossili attribuite a quest'ultimo. Una seconda nota su A. mariottinii, pubblicata nel 2003 (Smriglio & Spada, 2003), basata sull'esame di sei lotti, per un totale di 20 esemplari (Collezione del Laboratorio di BIM e Malacologia, Parigi), tutti dragati fra le acque mediterranee dello Stretto di Gibilterra e il Golfo Ibero-Marocchino, fra 24 e 524 m, ha permesso di ben caratterizzare la morfologia di questa rara specie, di estenderne il range batimetrico ed allargarne la dispersione geografica; inoltre il rinvenimento di un esemplare vivente, ha consentito di effettuare un accurato disegno a colori, magistralmente eseguito da Gianni Spada, che ha ritratto per la prima volta la morfologia delle parti molli in estensione, per una specie appartenente al Genere Aphanitoma (Bellardi, 1875).
Infine un terzo lavoro su questa specie ne ha ampliato ulteriormente la distribuzione geografica, segnalando il ritrovamento di cinque individui reperiti spiaggiati ma in buone condizioni di freschezza, a Playa Balieiros, A Coruña, costa spagnola atlantica (Trigo & Rolan, 2002).
BIBLIOGRAFIA
Bellardi L., 1872-1890 - I Molluschi dei terreni terziari del Piemonte e della Liguria. Voll. 1-6. Mem. R. Acc. Sc. Torino.
Pinna G., Spezia L., 1978 - Catalogo dei Tipi del Museo Civico di Storia Naturale di Milano. V. I Tipi dei Gasteropodi fossili. Atti Società Italiana di Scienze Naturali. Milano. 119 (2): 125-180, tavv. 64.
Smriglio C., Rufini S., Martin Perez J. M., 2001 - Rediscovery of the Genus Aphanitoma (Bellardi, 1875) (Turridae, Neogastropoda) in the Mediterranean Sea, with Description of a New Species: Aphanitoma mariottinii sp. nov., La Conchiglia, 32 (299): 39-43.
Smriglio C., Spada G., 2003 - New data on Aphanitoma mariottinii Smriglio, Rufini, Martin Perz, 2001 and Aphanitoma locardi (Bavay, 1906) (Turridae, Neogastropoda). La Conchiglia, 35 (309): 35-42.
Trigo J., Rolàn E., 2002 - Nueva cita de Aphanitoma mariottinii (Gastropoda, Turridae) en el Atlantico espanol. Notiziario SEM 38:45.
MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI (MGF): Procedure che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni o altri danni agli organi genitali per motivi culturali o non terapeutici(WHO, 2001).
Evoluzione delle MGF L’Africa ha preso coscienza della nocività della pratica e sta cercando una via per superarla. Nell’ultimo ventennio molte sono le iniziative messe in atto per eliminare la pratica.
OBIETTIVO:.LE DIVERSE STRATEGIE DI ERADICAZIONE DELLE MGF progetti di eradicazione attraverso un “rito alternativo”, in Africa e nei Paesi Sviluppati; progetti di eradicazione diretta; medicalizzazione della pratica; interventi legislativi
RITO ALTERNATIVO.Finalità: Eliminare/attenuare l’aspetto cruento della pratica tradizionale. Togliere/diminuire i rischi alla salute. Esaltare l’aspetto culturale e rituale. Eradicazione della pratica.
Elementi di successo per il rito alternativo Deve essere creato ad hoc. Agisce attraverso il compromesso e la gradualità. Utilizza dei metodi non coercitivi. È sostenuto da leader religiosi e politici. Coinvolgere tutte le componenti attive della società locale (maestri, infermieri, ostetriche tradizionali). Deve essere sostenuto da programmi che educano, sensibilizzano la popolazione dei danni legati alla pratica tradizionale. Permane nel tempo, diventando parte integrante della cultura della comunità.
Esemplificativo il caso:. sunna gudnìn (1996) a Merka- Somalia Attua una scarificazione del clitoride evitando l’infibulazione.
IL RITUALE un team religioso e un team sanitario attuano le tre fasi principali del rito: persuasione cerimonia verifica/ controllo
Esemplificativo il caso:.“sunna lievissima” Careggi- Firenze Nasce come tentativo di mediazione all’interno di una cultura in cui il rito è di fondamentale importanza. Il rito alternativo è per quelle famiglie con bambine a rischio di MGF: offrire un’alternativa evita alle bambine un rischio maggiore. 9 marzo 2004 si esprime negativamente la Commissione Regionale di Bioetica.
Modello Teorico: Se “un insieme critico” di individui in un gruppo interfecondo si impegnano pubblicamente di fronte la comunità con una “Dichiarazione Pubblica” ad abbandonare tali pratiche, si otterrebbe la fine delle MGF per loro, e motiverebbe il resto della popolazione a seguirli (Mackie, 1996; 2000).
Esemplificativo il caso: .Eradicazione dell’Infibulazione all’interno di una “famiglia allargata” (600 componenti) a Khartoum-Sudan
1993-1995:incontri periodici tra donne e uomini della famiglia sulle pratiche tradizionali dannose coinvolgendo tutte le fasce sociali. 1995: riunione plenaria con i membri della famiglia. Uno dei partecipanti, a nome di tutti, si impegna pubblicamente di rinunciare alla pratica infibulatoria per tutte le bambine.
3 La Medicalizzazione WHO (1982) si oppone ad ogni medicalizzazione della pratica. Shell-Duncan (2001) strategia di Riduzione del Danno: riduzione dei rischi dovuti alle complicanze mediche; maggiori delle condizioni igieniche; maggiori misure mediche preventive.
Esempi in Africa Djibouti Una forma più “attenuata” di circoncisione, fatta in clinica con anestesia da un operatore tradizionale (UN,1991).
In regioni urbane Nigeria-Mali Il “taglio” viene compiuto da ostetriche addestrate e non dai circoncisori tradizionali (Orubuloye, et al.,2000; Gosselin, 2000).
Kenya nella comunità dei Rendille . Alcuni operatori sanitari fanno una puntura antitetanica e antibiotica( prima della circoncisione ) utilizzando lame nuove e sterili per l’intervento. Riduzione del 70% di complicanze immediate (Shell-Duncan et al.,2000).
4 Interventi legislativi Dichiarazioni, Convenzioni in campo internazionale e in Africa atti alla promozione e protezione della salute. In alcuni paesi africani e occidentali vengono introdotte leggi contro le MGF. In Italia nel 2003 è stato approvato dalla “Commissione Giustizia” del Senato un disegno di legge che introduce il reato specifico di MGF
Conclusioni Un progetto anti-MGF di successo deve essere il risultato combinato delle diverse strategie individuate. È necessario adottare un approccio multi-prospettico che comprenda i vari aspetti del problema, specifico per i differenti contesti socio- culturali.
Autore: di Pia Grassivaro Gallo e Barbara Fusto Dipartimento di Psicologia Generale Università di Padova
Verso la metà del prossimo mese l'astronauta italiano Roberto Vittori volerà nello spazio, nel quadro della missione ENEIDE Soyuz, portando con sè numerosi strumenti tra cui l'ultima versione del naso artificiale, sviluppato in collaborazione tra il CNR (Sezione di Roma dell'IMM), il Dipartimento di Ingegneria Elettronica di Tor Vergata, e l'ASI. Uno degli obiettivi di tale missione è la validazione tecnologica delle apparecchiature a bordo e, per quanto attiene il naso artificiale, ci si aspetta anche una raccolta di dati sugli odori.
Lo sforzo fatto da alcuni ricercatori in questo contesto consentirà di avere ricadute benefiche in una moltitudine di applicazioni terrestri di un certo rilievo. Cerchiamo di saperne di più dei meccanismi biologici dell'olfatto e delle narici artificiali. L'olfatto è il sistema più selettivo di cui ci abbia dotato madre natura per la valutazione dell'ambiente in cui si vive e delle sostanze di cui ci nutriamo.
Quotidianamente siamo sotto un influsso continuo di molecole che permeano l'ambiente in cui viviamo. Attraverso l'olfatto, queste molecole ci forniscono informazioni importanti di cui facciamo un uso continuo nella vita di tutti i giorni, talvolta anche inconsciamente. Queste molecole ci forniscono segnali piacevoli o di pericolo, e ci danno informazioni sulla presenza di qualcosa di cui siamo alla ricerca o che dobbiamo evitare.
I sistemi che codificano l'olfatto sono particolarmente sensibili ed in grado di riconoscere e distinguere stimoli presenti a concentrazioni estremamente basse.
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