Alzheimer: la molecola MR-409 riduce placche e infiammazione nei test in laboratorio

Una ricerca guidata dall'Università di Torino dimostra che il composto protegge memoria e neuroni attaccando la malattia su più fronti, aprendo la strada a nuove cure.
Un team di ricerca internazionale ha scoperto una promettente strategia per combattere l'Alzheimer, una delle forme di demenza più diffuse a livello globale. Lo studio evidenzia come l'ormone GHRH e, in particolare, un suo derivato sintetico chiamato MR-409, siano stati in grado di limitare i principali danni cerebrali causati dalla patologia all'interno di modelli sperimentali.
Oggi l'Alzheimer interessa milioni di pazienti in tutto il mondo, ma i farmaci attuali si limitano per lo più a gestire i sintomi senza bloccare il declino cognitivo. La vera sfida della scienza è quindi individuare terapie "malattia-modificanti", capaci cioè di salvaguardare il tessuto cerebrale e rallentare il decorso della patologia.
Mitocondri e infiammazione: scoperto il meccanismo cellulare che apre a nuove cure

Uno studio internazionale guidato dall’Università di Padova dimostra come l’ingresso di calcio nei mitocondri regoli le difese immunitarie, offrendo una nuova strategia contro le malattie infiammatorie.
I mitocondri non sono più considerati solo le "centrali energetiche" delle nostre cellule, ma veri e propri registi dell'infiammazione. A confermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica «Cell Death & Differentiation», condotto dalle ricercatrici Gaia Gherardi e Francesca Spinelli e coordinato dal professor Rosario Rizzuto dell’Università di Padova, in collaborazione con l’IRCCS San Raffaele di Milano e l’Università di Cambridge.

