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Martedì, 03 Giugno 2025


 

 di Alessandro Giordano (magistrato di sorveglianza)

 IntervengonoStefano Ricca, già direttore penitenziario Fabio Rocca, ex detenuto

ModeraRoberto Monteforte, giornalista e volontario presso Rebibbia

 Sarà presente l’autore

Martedì 10 giugno ore 19,30

Presso la Cripta Parrocchia di San Saturnino Via Avigliana 3, Roma
 

 

"Mio Giudice": Un Viaggio Intimo nella Giustizia e nell'Umanità

Nel panorama editoriale contemporaneo, emergono opere che, più che raccontare una storia, invitano a una profonda riflessione sulla natura umana e sui sistemi che la governano. "Mio Giudice" si inserisce perfettamente in questo filone, distinguendosi come un testo capace di esplorare le complesse dinamiche del diritto, della morale e, soprattutto, dell'essere umano al centro del processo giudiziario.
Il libro non è solo un resoconto, ma un'immersione nelle sfumature più intime di chi si trova a esercitare una delle professioni più gravose e delicate: quella del giudice. L'autore riesce a trasmettere al lettore non solo le sfide legali, ma anche il peso emotivo e morale che ogni decisione comporta. Le pagine di "Mio Giudice" svelano il lato umano della giustizia, mostrando come dietro ogni sentenza ci siano vite, destini e, non di rado, un profondo conflitto interiore.

 

 

Pubblicato in Eventi



A big question in neuroscience is how the brain manages to store and process memories in a stable yet flexible way, especially when dealing with complex or overlapping information. Excitatory (E) and inhibitory (I) neurons are known to work together in so-called E/I assemblies, but how these assemblies stabilize memory storage and facilitate learning remained unclear.

To address this question, a team of FMI neuroscientists developed a computational model based on the activity of a brain region in zebrafish that is involved in odor memory. This part of the brain is similar to regions in mammals that are thought to build abstract mental maps of the world. Unlike previous models, which missed a precise balance between signals that excite and those that inhibit brain activity, their model captures key features of how the brain actually works, including activity that seems random at first but turns out to be stable and consistent when looked at more closely.

“By fine-tuning the balance between excitatory and inhibitory neurons, we can create a network that is both stable and flexible, allowing it to process sensory information,” says study co-author Friedemann Zenke, a group leader at the FMI.

Pubblicato in Scienceonline


Team di ricerca internazionale guidato da Padova e Bruxelles apre nuove possibili terapie per i pazienti affetti dal morbo di Parkinson.
Lo studio Developing nanobodies as allosteric molecular chaperones of glucocerebrosidase function pubblicato su «Nature Communications» e condotto da un team di ricerca internazionale coordinato dall’Università di Padova e dal VIB-VUB Center for Structural Biology di Bruxelles, individua un particolare tipo di anticorpi che migliora la funzione di una proteina coinvolta nella malattia di Parkinson.
«Uno dei fattori che possono portare alla comparsa di questa malattia è infatti la perdita di funzione dell’enzima glucocerebrosidasi – spiega Nicoletta Plotegher, docente del Dipartimento di Biologia
dell’Università di Padova e corresponding author dell’articolo -. Quando questo avviene le cellule cerebrali perdono a poco a poco la loro normale attività. Questi speciali anticorpi, chiamati nanobodies, potrebbero invertire questo meccanismo ristabilendo la normale attività della glucocerebrosidasi e potenzialmente il normale metabolismo cellulare.»

Pubblicato in Medicina

 

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