In Africa i più antichi esempi di innovazione tecnologica

Nel sito di Nyayanga, in Kenya occidentale, sono stati ritrovati esempi di industria litica olduvaiana risalenti a circa 3 milioni di anni fa. Le analisi dei reperti litici, condotte presso il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza, dimostrano l’utilizzo di strumenti innovativi per la lavorazione di una vasta gamma di materiali e per il consumo di animali di grandi dimensioni da parte degli hominins. Lo studio è pubblicato sulla rivista Science
Nyayanga è una località archeologica presso l’Homa Peninsula, nel Kenya occidentale, caratterizzata da un ambiente ricco di depositi fluviali e lacustri risalenti a oltre 6 milioni di anni fa.
Un nuovo studio internazionale, a cui ha preso parte il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza, documenta le ricerche condotte in questo sito dove sono stati ritrovati i più antichi esempi di innovazione tecnologica, conosciuta come industria litica olduvaiana, risalenti a circa 2,9 milioni di anni fa. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Science, hanno permesso la ricostruzione della paleodieta, ma anche di parte dell’ambiente geografico e dell’ecosistema degli ominidi.
Quando in gondola si andava in battaglia

Nel XVI secolo l’esigenza di difendersi e mantenere il predominio sui territori dell’Italia del Nord, spinse il Governo della Serenissima a trasformare l’imbarcazione in un mezzo di difesa agile, munito di due rostri per affondare le navi nemiche. Sono poche le fonti documentarie che rivelano questo processo di adattamento bellico, sottoposto per tutto il secolo ad un vero e proprio segreto di stato. A rivelarlo è uno studio del Cnr-Isac pubblicato sulla rivista ‘Méditerranée - Journal of Mediterranean geography’
La gondola non è sempre stata l’imbarcazione leggera e decorata, adatta alle passeggiate romantiche, come quella che siamo abituati ad osservare nei canali veneziani. Nel XVI secolo da semplice mezzo di trasporto fu adattata ad esigenze di difesa militare. A rivelarlo è uno studio di carattere storico a cura di Dario Camuffo dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche e pubblicato sulla rivista Méditerranée - Journal of Mediterranean geography.
Un sistema miniaturizzato e biodegradabile nel corpo permetterà di rilevare il pH dei tessuti in modo continuo e in tempo reale

Il sistema è stato messo a punto dal team di ingegneri elettronici del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa. Lo studio su Advanced Materials Technologies
Un sistema miniaturizzato di rilevazione del pH che trasmette i dati real time ad uno smartphone consentirà consistenti passi avanti nella diagnosi e trattamento di malattie estremamente diffuse, come la vaginosi batterica, la cui diagnosi richiede una accurata rilevazione dell’acidità dei tessuti, e che è spesso associata a complicazioni che hanno un grande impatto sulla qualità della vita delle donne.
Lo studio è stato pubblicato su Advanced Materials Technologies dal gruppo di ricerca in ingegneria elettronica coordinato da Giuseppe Barillaro, da tempo impegnato nel lavoro su sensori avanzati con applicazioni in ambito biomedico, in collaborazione con i ricercatori di Surflay Nanotec GmbH, Germania.
Il gruppo di ricerca pisano assieme all'azienda Ab medica sta anche progettando l’integrazione della tecnologia in dispositivi indossabili per diagnosi avanzate.
Un sistema miniaturizzato e biodegradabile nel corpo permetterà di rilevare il pH dei tessuti in modo continuo e in tempo reale

Il sistema è stato messo a punto dal team di ingegneri elettronici del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa. Lo studio su Advanced Materials Technologies
Un sistema miniaturizzato di rilevazione del pH che trasmette i dati real time ad uno smartphone consentirà consistenti passi avanti nella diagnosi e trattamento di malattie estremamente diffuse, come la vaginosi batterica, la cui diagnosi richiede una accurata rilevazione dell’acidità dei tessuti, e che è spesso associata a complicazioni che hanno un grande impatto sulla qualità della vita delle donne.
Lo studio è stato pubblicato su Advanced Materials Technologies dal gruppo di ricerca in ingegneria elettronica coordinato da Giuseppe Barillaro, da tempo impegnato nel lavoro su sensori avanzati con applicazioni in ambito biomedico, in collaborazione con i ricercatori di Surflay Nanotec GmbH, Germania.
Il gruppo di ricerca pisano assieme all'azienda Ab medica sta anche progettando l’integrazione della tecnologia in dispositivi indossabili per diagnosi avanzate.
Stevia based sweeteners offer a sweeter, more environmentally friendly alternative to sugar

Natural sweeteners derived from stevia may produce as little as 10% of the greenhouse gas emissions of sugar while still providing the same level of sweetness, according to new research from the University of Surrey.
Researchers conducted a Life Cycle Assessment on steviol glycosides extracted from stevia and found that the production of the sweetener caused less environmental impact across a wide range of markers, when compared to sugar. For example, it offers an opportunity to reduce land use or water consumption compared to the same level of sweetness as sugar.
Many non-nutritive sweeteners (NNS), like steviol glycosides, can reproduce the taste of sugar, but without the associated health risks, such as tooth decay, obesity, or diabetes. They can do this because they are many times sweeter than sugar. For example, 4g of steviol glycosides provides the sweetness equivalent of 1,000g sugar, because it is perceived to be 250 times sweeter.
Using spiders as environmentally-friendly pest control

Groups of spiders could be used as an environmentally-friendly way to protect crops against agricultural pests.
That's according to new research, led by the University of Portsmouth, which suggests that web-building groups of spiders can eat a devastating pest moth of commercially important crops like tomato and potato worldwide.
The tomato leafminer moth, Tuta absoluta,has developed resistance to chemical insecticides, which cause human and environmental damage, so different approaches, like using natural predators such as spiders, are needed to combat infestations.
The researchers explored the use of tropical tent web spiders, Cyrtophora citricola, as pest control, as these spiders form groups and are not cannibalistic, and they create large webs to capture prey. In lab settings, different types of prey - the small tomato leafminer, flightless fruit flies (Drosophila hydei) and larger black soldier flies (Hermetia illucens) - were introduced to colonies of spiders of varying body sizes. Researchers found that larger spiders built larger webs and generally caught more prey, and they easily caught and ate the tomato leafminer and fruit flies, while the larger black soldier flies were rarely caught.
Un cannabinoide non psicoattivo contro il carcinoma prostatico

Un team di ricercatori dell'Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Icb) rivela come un componente non-psicoattivo della Cannabis sia in grado di colpire il metabolismo del carcinoma prostatico, aprendo la strada al possibile uso di cannabinoidi non psicotropi come coadiuvanti per il trattamento del cancro alla prostata. Lo studio è pubblicato su Pharmacological Research
Uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Icb) rivela come un componente non-psicoattivo della Cannabis (CBD) sia in grado di contrastare la fase in cui il carcinoma prostatico diventa refrattario alla terapia ormonale.
La ricerca - coordinata da Alessia Ligresti (prima ricercatrice del Cnr-Icb di Pozzuoli) in collaborazione con Roberto Ronca (docente dell’Università degli studi di Brescia) - ha, infatti, dimostrato l'esistenza, in questa fase della malattia, di vulnerabilità metaboliche e oncogeniche che possono essere potenzialmente sfruttate terapeuticamente da trattamenti a base di fitocannabinoidi: in questo caso, il componente individuato è in grado di colpire specificamente la plasticità metabolica del carcinoma modulando la bioenergetica dei mitocondri, la “centrale elettrica” delle cellule. Lo studio è pubblicato sulla rivista Pharmacological Research.
L’aria della foresta diminuisce l’ansia

Lago Tovel (Trento)
Una ricerca sperimentale condotta dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr e dal Club alpino italiano ha svelato l’effetto dei monoterpeni – componenti degli oli essenziali emessi dalle piante, abbondanti nelle foreste - nel ridurre i sintomi dell’ansia. Lo studio è pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health.
Una ricerca sperimentale condotta in 39 siti italiani tra montagna, collina e parchi urbani ha permesso di svelare il ruolo dei monoterpeni – componenti profumati degli oli essenziali emessi dalle piante - e di isolarne l’effetto specifico sulla riduzione significativa dei sintomi dell’ansia. A condurla, un team di ricercatori dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Cnr-Ibe) e del Club Alpino Italiano, insieme alle Università di Parma e Firenze, all’Azienda unità sanitaria locale (Ausl) di Reggio Emilia, e con il sostegno del Centro di riferimento regionale per la fitoterapia (Cerfit) di Firenze: la ricerca è pubblicata sul International Journal of Environmental Research and Public Health.
In base all’analisi di dati ambientali e psicometrici raccolti nel corso delle campagne svolte nel 2021 e nel 2022, è stato individuato e isolato l’effetto specifico dell’esposizione ai monoterpeni -e in particolare ad α-pinene- sulla riduzione significativa dei sintomi di ansia, identificando non solo soglie di esposizione, ma anche la correlazione alla quantità di monoterpeni inalati.
Opere di Alessandro Ghigi
Secondo un ordine caro all’Autore, si contano 19 pubblicazioni di Morfologia (6 dedicate ai denti, 5 al tegumento, 6 allo scheletro delle estremità, 2 all’organo copulatore), 81 di Etologia, Faunistica, Sistematica (1 su Ctenofori, 2 su Molluschi, 4 su Crostacei, 9 su Insetti, 37 su Uccelli, 3 su Mammiferi, 5 sulla Fauna della Libia, 4 sulla Fauna del Dodecaneso, 16 su altre regioni), 67 di Genetica, 10 di Biologia generale, 73 di Zoologia applicata (2 su questioni generali, 6 di ornitologia agraria, 16 sulla caccia, 5 di pesca e idrobiologia, 44 di avicoltura), 26 libri e trattati, 84 scritti vari,
didattica, bibliografia, protezione della natura, 15 commemorazioni; per un totale di 375 titoli.
Bibliografia
Balsamo Crivelli R., Cornalia E. & Villa A., 1868. Sopra gl’insetti che devastano i campi della
bassa Lombardia. Rendiconti del Reale Istituto lombardo di scienze e lettere, serie 2, vol. 1: 620-28.
Barsanti G., 2005. Una lunga pazienza cieca: storia dell’evoluzionismo. Einaudi, Torino.
Canestrini G., 1869. L’istinto nel regno animale. Lettura popolare detta in Modena il 14 marzo 1868. E. Treves & C. Editori della Biblioteca Utile, Milano.
Cassata F., 2006. Molti, sani e forti: l’eugenetica in Italia. Bollati Boringhieri, Torino.
Cassata F., 2011. Building the New Man. Eugenics, Racial Science and Genetics in Twentieth- Century Italy. Central European University Press, Budapest.
Corbetta F., 2000. L’Unione Bolognese Naturalisti e la Rivista Natura e Montagna. In: Alessandro Ghigi naturalista ed ecologo. Convegno organizzato dall’Università degli Studi di Bologna e dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “A. Ghigi” Aula Carducci, Bologna 8 ottobre 1999, a cura di Mario Spagnesi. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”: 25-30.
Crutzen P., 2002. Geology of Mankind. Nature, Vol. 415 (3 Jan. 2002): 23.
Crutzen P., 2005. Benvenuti nell’Antropocene: l’uomo ha cambiato il clima, la terra entra in una nuova era. Mondadori, Milano.
D’Amico N., 2010. Storia e storie della scuola italiana: Dalle origini ai giorni nostri. Zanichelli, Bologna.
Flamigni M., 2019. Professori e università di fronte all’epurazione: dalle ordinanze alleate alla pacificazione (1943-1948). Il Mulino, Bologna.
Ghigi A., 1907. Il darwinismo nella biologia moderna. Discorso inaugurale letto nell’aula della L. Università di Ferrara il 4 novembre 1906. Tip. Taddei, Ferrara.
Ghigi A., 1921. Le insufficienze del mendelismo. Rassegna delle Scienze Biologiche, anno III, n. 4- 5: 56-74.
Ghigi A. 1932. L’origine delle specie nella odierna biologia sperimentale. In: Atti della Società per il Progresso delle Scienze: ventesima riunione Milano (12-18 settembre 1931), pubblicati per cura del Segretario Prof. Lucio Silla, Società Italiana per il Progresso delle Scienze, Roma 1932: 14-27.
Ghigi A., 1937. Le applicazioni della genetica nel campo zootecnico. Bollettino della Società Italiana di Biologia Sperimentale, Vol. 12, fasc. 9.
Ghigi A., 1938. Per il bicentenario di Luigi Galvani (18 ottobre 1937 - XV E.F.). Nicola Zanichelli Editore. Bologna.
Ghigi A. 1939. Problemi biologici della razza e del meticciato. Zanichelli, Bologna 1939.
Ghigi A. 1970. La natura e l’uomo. Editrice Studium, Roma 1970 (4. ed.).
Ghigi A., 1995. Autobiografia (a cura di Mario Spagnesi). Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, Compositori, Bologna, 368 pp.
Ghirardelli E., 1973. Ricordo di Augusto Toschi. Natura e Montagna, serie IV, anno XIII, 3-4: 1-2.
Goidanich A., 1972. Alessandro Ghigi, uomo (1875-1970). Commemorazione. Pubblicazione N° 161 del Centro di Entomologia alpina e forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (diretto dal Prof. Athosd Goidanich). Atti della Accademia delle Scienze di Torino, 106 (1971-72): 1-24. Lepri G., 1911. Aggiunte alle Ricerche faunistiche e sistematiche che formano oggetto di caccia.
Bollettino della Società zoologica italiana, serie II, vol. XII, fasc. 9-12: 241-250. Liberti M., 2007a. Storia dei primi tentativi di legge unitaria sulla caccia. Parte I: dall’Unità all’inchiesta ornitologica italiana. In Storia. Rivista online di storia e informazione, N. 23 (aprile 2007). Online: http://www.instoria.it/home/legge_caccia_I.htm
Liberti M., 2007b Storia dei primi tentativi di legge unitaria sulla caccia. Parte II: dal progetto del 1896 ai provvedimenti per la tutela della selvaggina. InStoria. Rivista online di storia e
informazione, N. 24 (maggio 2007). Online: http://www.instoria.it/home/legge_caccia_II.htm
Liberti M., 2007c. Storia dei primi tentativi di legge unitaria sulla caccia. Parte III: dal caos dei calendari alla Legge n. 1420. InStoria. Rivista online di storia e informazione, N. 25 (giugno 2007). Online: http://www.instoria.it/home/legge_caccia_III.htm
Manelli H., 2000. Introduzione al convegno. In: Alessandro Ghigi naturalista ed ecologo. Convegno organizzato dall’Università degli Studi di Bologna e dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “A. Ghigi” Aula Carducci, Bologna 8 ottobre 1999, a cura di Mario Spagnesi. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”: 1-11.
Pancaldi G., 1983. Darwin in Italia: impresa scientifica e frontiere culturali. Il Mulino, Bologna. Pasquini P., 1972. Alessandro Ghigi. Accademia Nazionale dei Lincei. Celebrazioni Lincee, 58: 1- 30.
Pedrotti F., 2000. Alessandro Ghigi e la protezione della natura. In: Alessandro Ghigi naturalista ed ecologo. Convegno organizzato dall’Università degli Studi di Bologna e dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “A. Ghigi” Aula Carducci, Bologna 8 ottobre 1999, a cura di Mario Spagnesi. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”: 13-24.
Pedrotti F. (s.i.a.). Alessandro Ghigi. Uomo e Natura: 1-6. www.uomoenatura.it>Project.
Spagnesi M. & Zambotti L., 2000. Il Laboratorio di Zoologia applicata alla Caccia per la conservazione della fauna in Italia. In: Alessandro Ghigi naturalista ed ecologo. Convegno organizzato dall’Università degli Studi di Bologna e dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “A. Ghigi” Aula Carducci, Bologna 8 ottobre 1999, a cura di Mario Spagnesi. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”: 31-108. Spagnesi M. & Zambotti L., 2001. Alessandro Ghigi la sua azione di promozione per la conservazione della natura attraverso la Società Emiliana Pro Montibus et Silvis e la Commissione per la Conservazione della Natura del C.N.R. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica “Alessandro Ghigi”: 1-55.
Simili R., 1995. Il caso di Luigi Galvani e delle sue rane. Astuzie, tranelli, incantesimi. In: Cento anni di radio. Le radici dell’invenzione (a cura di Anna Guagnini e Giuliano Pancaldi). Seat, Torino: 19-64.
Vannini E., 1970. Alessandro Ghigi. Natura e Montagna, anno X, 3: 17-20.
Woller H., 1997. I conti con il fascismo: l’epurazione in Italia, 1943-1948. Il Mulino, Bologna.
Fig. 1. Alessandro Ghigi nella piena maturità.
Fig. 2. Copertina del N. 1 del Bollettino di Zoologia (1930).
Fig. 3. La lettera circolare di A. Ghigi alle scuole rinvenuta nel N. 1 del Bollettino di Zoologia.
Fig. 4. Copertina de “La Caccia” di A. Ghigi e P. Cerati (1963) per i tipi della UTET.
Fig. 5. Copertina de “La Pesca” di A. Ghigi (1965) per i tipi della UTET.
- Alessandro Ghigi - A cinquanta anni dalla scomparsa
- Alessandro Ghigi morfologo e zoogeografo
- Alessandro Ghigi, ecologo: la scuola , la caccia e la difesa della natura
- Alessandro Ghigi, le leggi razziali ed il fascismo
Modificare l'ecosistema dei tumori del colon retto per aumentare la risposta all'immunoterapia

L’immunoterapia è un’opzione terapeutica estremamente promettente per molte patologie tumorali. Tuttavia nel tumore del colon-retto, che rappresenta la seconda causa di morte per motivi oncologici a livello mondiale, il suo impiego è oggi fortemente limitato. Questo perché in gran parte dei casi – pari a circa il 95% dei pazienti metastatici – i tumori del colon sono immunologicamente “freddi”, ovvero refrattari all’immunoterapia, e solo il 5% sono invece tumori “caldi” in grado di trarre beneficio da questi trattamenti innovativi. La differenza è verosimilmente dovuta ai meccanismi di riparazione del DNA e più precisamente a quello che gli scienziati chiamano mismatch repair (MMR). “Nel 95% circa dei pazienti con cancro del colon retto metastatico – illustra il professor Alberto Bardelli, Direttore del programma di ricerca IFOM Genomica dei tumori e terapie anticancro mirate e Professore Ordinario all’Università degli Studi di Torino – questo meccanismo di riparazione è integro e funzionante. Pertanto questi tumori risultano immunologicamente freddi e refrattari all’immunoterapia con gli inibitori dei checkpoint immunitari. Solo nel restante 5% circa dei pazienti il tumore ha perso questo meccanismo di riparazione del DNA e, di conseguenza, è caratterizzato da un’elevata produzione di proteine alterate che in gergo si chiamano neoantigeni. Tali proteine attraggono le cellule del sistema immunitario rendendo il tumore efficacemente trattabile con l’immunoterapia”.
Medicina
Alzheimer: la stimolazione elettrica può "frenare" le placche. La scoperta molecolare della Statale di Milano
Una ricerca pionieristica rivela come la tDCS (stimolazione transcranica a...
Paleontologia
I denti come specchio dell'antica Sumer: dieta, infanzia e società ad Abu Tbeirah
Un'indagine internazionale coordinata dall'Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista PNAS, ha gettato...
Geografia e Storia
Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi
Un team internazionale ha applicato metodologie analitiche portatili avanzate per esaminare in situ le...
Astronomia e Spazio
Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri
Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale: studierà...
Scienze Naturali e Ambiente
"Basta allevamenti intensivi": il WWF lancia la mobilitazione nazionale per cambiare il sistema
Con la campagna Our Future, l'associazione ambientalista presenta la petizione "Basta...







