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Mercoledì, 12 Luglio 2017

Alcuni batteri geneticamente modificati e in grado di produrre proteorodopsina possono essere utilizzati come minuscoli propulsori in micromacchine invisibili all'occhio umano e la cui velocità di rotazione può essere finemente regolata illuminando con luce verde di intensità controllabile. Lo studio, condotto da un team di ricercatori di Nanotec-Cnr e dell'Università Sapienza di Roma, è stato pubblicato sulla rivista Nature Communication

Molti batteri, come Escherichia coli, sono fantastici ‘nuotatori’, capaci di percorrere più di dieci volte la loro lunghezza in un secondo: approssimativamente, in proporzione, la stessa velocità di un ghepardo. Per muoversi, usano il ‘motore flagellare’, ruotando sottili filamenti elicoidali, i flagelli, a più di cento giri al secondo. Il motore flagellare è una sorta di motore ‘elettrico’, alimentato da un flusso di cariche che la cellula accumula costantemente nello spazio periplasmatico che ne circonda la membrana interna e il meccanismo con il quale i batteri ‘ricaricano le batterie’ prende il nome di respirazione e di solito richiede l'ossigeno. Nel 2000 è stata scoperta mediante la sequenziazione genetica di batteri in campioni di plancton una nuova proteina, la proteorodopsina, che si inserisce nella membrana cellulare, dove utilizza energia proveniente dalla luce per accumulare carica nella ‘batteria’ anche in assenza di ossigeno.

Pubblicato in Tecnologia
 
Brutte notizie per chi, in vista dell'estate, non vuole arrivare in spiaggia color "mozzarella" e pensa di farsi una prima abbronzatura con lampade o lettini solari: l'Oms rende noto che le ricerche dimostrano che le persone che hanno utilizzato un solarium almeno una volta in qualsiasi fase della loro vita hanno un rischio di sviluppare il melanoma del 20% in piu' rispetto a quelli che non hanno mai utilizzato un lettino e il primo utilizzo di lettini prima dell'eta' di 35 anni aumenta il rischio di sviluppare il melanoma del 59 per cento. L'Oms sottolinea le azioni per limitare l'uso di dispositivi artificiali di abbronzatura per ridurre i rischi sanitari associati, come il melanoma e i tumori della pelle anche non melanoma. Per piu' di tre decenni l'esposizione ai raggi ultravioletti (UVR) per scopi cosmetici ha aumentato l'incidenza di tumori della pelle che nel tempo hanno ridotto l'eta' della loro prima apparizione secondo un nuovo rapporto dell'Oms "Dispositivi per abbronzatura artificiale: interventi sanitari pubblici per gestire i lettini".
Pubblicato in Medicina

Medicina

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