Tre Comuni approvano la mozione per andare oltre gli allevamenti intensivi

I Comuni sono in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo. La mozione è promossa da Greenpeace, ISDE, Lipu, Terra! e WWF
Spoltore, in provincia di Pescara, San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, e Castenedolo, in provincia di Brescia, sono i primi tre Comuni in Italia ad approvare la mozione promossa da Greenpeace, ISDE, Lipu, Terra! e WWF per una transizione in chiave agro-ecologica del sistema degli allevamenti intensivi.
Nei mesi scorsi, le cinque associazioni avevano messo a disposizione e inviato ai Consigli comunali di tutta Italia il testo della mozione: un atto d’indirizzo sulla riconversione del settore zootecnico per sensibilizzare la cittadinanza e le categorie economiche e favorire la discussione di un’iniziativa legislativa sul tema a livello nazionale, dove al momento rimane ferma alla Camera la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” presentata dalle stesse organizzazioni oltre un anno fa.
Glitter in PET e Biomineralizzazione Marina, uno studio recente mette in luce una scomoda realtà

Una recente ricerca condotta presso la School of Natural Sciences del Trinity College Dublin, ha messo in luce una connessione precedentemente poco esplorata tra le microplastiche dei glitter in polietilene tereftalato (PET) e processi geochimici marini. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Sciences Europe, dimostra che le microplastiche derivanti da glitter a base di PET possono agire attivamente come promotori della cristallizzazione di minerali di carbonato di calcio (CaCO₃) in ambienti acquatici salini.
Questa scoperta solleva nuove preoccupazioni riguardo l'impatto a lungo termine
dell'inquinamento da microplastiche sugli ecosistemi marini, in particolare sugli organismi calcificanti.
Un potenziale alleato per il trattamento dell’encefalopatia epatica

Una ricerca coordinata dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr e dall’Università degli Studi diMilano ha messo in evidenza le proprietà dell’estratto di arancia rossa nel mitigare gli effetti della patologia. Lo studio, pubblicato su Biomedicines, consente un’ulteriore valorizzazione di questi agrumi, attraverso l’utilizzo dei sottoprodotti per le terapie in ambito neurologico.
Scarti di arance rosse siciliane elaborati e utilizzabili come supporto nella cura dell’encefalopatia epatica (o MHE), patologia neurologica che può verificarsi in caso di insufficienza epatica. È quanto rivela uno studio in vivo coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze (Cnr-Ibe) assieme all’Università degli Studi di Milano, a cui hanno partecipato altri partner italiani e cinesi. I risultati della ricerca, finanziata dall’azienda Alfasigma, sono stati pubblicati sulla rivista Biomedicines.
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