Agosto 2022
Mercoledì, 10 Agosto 2022 07:20

Mortalità da ondate di calore nel Mediterraneo

 

Una ricerca pubblicata sulla rivista Global Change Biology coordinata da Institut de Ciències del Mar (ICM-CSIC) di Barcellona, cui ha partecipato il Cnr-Irbim in collaborazione con altri 30 gruppi di ricerca provenienti da 11 paesi, è in grado di ricostruire per la prima volta gli effetti delle mortalità di massa su scala mediterranea di 50 diverse specie marine

Tra il 2015 e il 2019 una serie di ondate di calore ha colpito tutte le regioni del bacino mediterraneo, provocando eventi di mortalità di massa in 50 diverse specie marine come coralli, spugne, macroalghe e anche pesci. Secondo una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista Global Change Biology cui ha partecipato l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim), questi fenomeni hanno interessato migliaia di chilometri di coste mediterranee, dal Mare di Alboran sino alle coste orientali, tra la superficie e i 45 metri di profondità.

Pubblicato in Geologia

 

Lo studio interventistico “CHRONOS” per il carcinoma del colon-retto appena pubblicato su “Nature Medicine” dimostra ancora una volta come la medicina di precisione possa migliorare la qualità di vita dei pazienti. Per la prima volta i ricercatori hanno utilizzato la biopsia liquida come strumento di misurazione per capire il momento giusto in cui somministrare una seconda terapia a bersaglio molecolare a un paziente oncologico affetto da metastasi al colon-retto. Lo studio è coordinato dall'Ospedale Niguarda di Milano e dall'Istituto di Candiolo IRCCS, con la collaborazione dell’IFOM di Milano, dell’Università degli Studi di Torino e dell’Università degli Studi di Milano

La biopsia liquida è un esame che, a partire da un semplice prelievo di sangue (oppure in alcuni casi saliva o urina) permette di ottenere maggiori informazioni sul tumore di cui una persona è affetta. Sostanzialmente “va a caccia” delle cellule tumorali che circolano nel flusso sanguigno o del DNA che esse rilasciano. L’analisi di queste tracce molecolari fornisce informazioni preziose sul tumore e sul suo andamento, rilevando, ad esempio, la presenza di specifiche alterazioni del DNA del tumore che possono renderlo sensibile o resistente ai diversi trattamenti oncologici.


Nel trial clinico CHRONOS, pubblicato il 1° agosto 2002 sulla prestigiosa rivista Nature Medicine (Sartore-Bianchi A. et al, Nat Med 2022) i ricercatori dell'Ospedale Niguarda di Milano e dell'Istituto di Candiolo IRCCS (in collaborazione con IFOM di Milano, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Milano) hanno integrato la biopsia liquida direttamente nel processo di decisione della terapia.


Per i pazienti affetti da tumore al colon-retto metastatico le aspettative di sopravvivenza e di miglioramento della qualità della vita dipendono dalla possibilità di rallentare la progressione tumorale grazie ad interventi terapeutici mirati. “In circa il 50% di questi tumori – spiega Salvatore Siena, professore all’Università di Milano e Direttore del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell’Ospedale Niguarda di Milano - viene somministrata una terapia a bersaglio molecolare rivolta contro il recettore di crescita EGFR. Sebbene la terapia risulti efficace, il paziente può sviluppare nel tempo resistenza al farmaco e la malattia progredisce”.
In questi casi è possibile somministrare di nuovo questa stessa terapia nel corso del programma di cura, quella che i clinici chiamano “rechallenge”. La difficoltà, tuttavia, sta nel capire quando avviare un rechallenge.

Pubblicato in Medicina

 Gli ultimi studi condotti presso il sito preistorico di Grotta Romanelli, realizzati da Sapienza, Università di Torino, Statale di Milano e Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Cnr, hanno permesso di retrodatare i livelli basali del deposito di grotta a circa 350mila anni fa.

 Le origini del sito preistorico di Grotta Romanelli in Puglia sono molto più antiche di quanto i ricercatori hanno ritenuto finora. Gli ultimi rilevamenti geologici e le attività di scavo infatti hanno permesso di ricostruire l’evoluzione della grotta, che ha iniziato a riempirsi molto tempo prima di quanto creduto finora, con modalità simili probabilmente a quelle di altre grotte del tratto di costa salentino in esame. Uno studio realizzato da Sapienza, Università di Torino, Statale di Milano e Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igag), appena pubblicato sulla rivista Nature-Scientific Reports, dimostra che uomini e animali hanno iniziato a lasciare testimonianza della loro presenza nei sedimenti della grotta molto prima di quanto indicato dalle ricerche passate.

Pubblicato in Paleontologia


Pubblicato su «Scientific Reports» lo studio coordinato dall’Università di Padova in cui si spiega la capacità che hanno i bambini di soli 4 mesi nell’anticipare un evento a seconda del suono sentito. Una voce è in grado di pre-attivare i circuiti neurali coinvolti nella percezione visiva dei volti circa un secondo prima di vederli comparire. È la prima dimostrazione scientifica che i bambini molto piccoli possono prepararsi all’incontro di stimoli socialmente rilevanti.


Quando percepiamo suoni o individuiamo immagini l’attività del cervello non è tutta utilizzata per elaborare le caratteristiche fisiche e i significati che ne scaturiscono. Al contrario solo una piccola parte della nostra attività cerebrale (dall’1 al 5 % circa) si “mobilita” in risposta ad eventi esterni, nel restante 95% il cervello è continuamente coinvolto nel formulare predizioni probabilistiche sugli eventi che si potrebbero verificare nell’ambiente. Queste ipotesi vengono poi sistematicamente, e spesso inconsapevolmente, confrontate con la realtà in maniera da arrivare a una corretta interpretazione di ciò che si è sentito o veduto. Ma da che età siamo in grado di predire ciò che accadrà nell’ambiente a seconda di ciò che percepiamo?

Pubblicato in Medicina

 

Uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù caratterizza per la prima volta il profilo microbico che sembra tutelare i più piccoli dalle forme gravi della malattia. I risultati della ricerca pubblicati su “Frontiers in Cellular and Infection Microbiology”.
Caratterizzato per la prima volta il profilo del microbiota intestinale dei bambini affetti da COVID-19 che, grazie a particolari proprietà antinfiammatorie, sembra proteggerli dalle forme gravi della malattia. L’identikit arriva dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che hanno condotto uno studio – il primo a livello internazionale – dedicato al rapporto tra il microbiota e l’infezione da SARS-CoV-2 in età pediatrica. La ricerca, appena pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, suggerisce possibili interventi terapeutici sul microbiota per contribuire al controllo della malattia.

Pubblicato in Medicina

 

Lunedì 25 luglio è stato pubblicato, sulla prestigiosa rivista Current Biology, uno studio di psicologia comparata intitolato Episodic-like memory in common bottlenose dolphins (Tursiops truncatus). Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, in collaborazione con alcuni etologi marini del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino e del Parco Zoomarine di Roma, ha scoperto che i delfini appartenenti alla specie Tursiops truncatus sono capaci, senza nessun bisogno di addestramento specifico, di ricordare informazioni su “dove” e su “chi” ha dato loro un oggetto. Questi risultati suggeriscono che i delfini, in modo simile agli umani, hanno una “memoria episodica” ovvero una memoria che contiene informazioni datate temporalmente e spazialmente. 

Pubblicato in Scienza generale
Lunedì, 01 Agosto 2022 08:26

Femmine e maschi, ecco come ricordiamo

Uno studio sulle differenze nella memoria tra i due sessi, coordinato dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Cnr e dal Telethon Institute of Genetics and Medicine di Fondazione Telethon, in collaborazione con altri Istituti del Cnr e con altre strutture di ricerca, ha permesso di identificare il meccanismo cerebrale attraverso il quale si decide quante informazioni ricordare durante l’apprendimento spontaneo. La ricerca è pubblicata su Nature Communications

Cosa succede quando abbiamo tante informazioni da ricordare? Per anni abbiamo pensato che si potessero memorizzare ripetendo, studiando e ripassando. Ma cosa succede con le esperienze uniche, che non viviamo con l’intenzione di ricordarle? Per esempio, un ristorante dove abbiamo mangiato benissimo, del quale però non rammentiamo nome né indirizzo? Sull’argomento è stato pubblicato su Nature Communications uno studio, coordinato da Elvira De Leonibus dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc) e del Telethon Institute of Genetics and Medicine (Tigem) della Fondazione Telethon, che ha rivelato come la quantità di informazioni influenzi la nostra capacità di ricordare a lungo termine in condizioni di apprendimento spontaneo.

Pubblicato in Scienza generale

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery