Ultimi Articoli

Le aree di “wilderness” dimezzano il rischio di estinzione delle specie: l’importanza della natura selvaggia per la tutela della biodiversità del mondo
20 Settembre 2019

Uno studio condotto da un team internazionale, coordinato da un...

La bellezza è soggettiva. Lo dicono gli algoritmi
18 Settembre 2019

Un team di ricercatori del Dipartimento di Fisica della Sapienza...

Neonati prematuri: più sani grazie alle carezze
16 Settembre 2019

Il tocco prolungato, simile a una carezza, determina una riduzione...

Scoliosi: al Bambino Gesù si corregge con la chirurgia "flessibile"
06 Settembre 2019

Consente una maggiore mobilità dopo l'intervento. 6 i giovani pazienti...

In Amazzonia gli incendi colpiscono 265 specie già a rischio
06 Settembre 2019

Si aggrava di giorno in giorno la situazione degli incendi...

Operato a 1 giorno di vita per una malattia rara. Bimbo salvo grazie a una tecnica inventata al Policlinico di Milano
04 Settembre 2019

Una malformazione rara che colpisce un bimbo ogni 4mila. E...

Stagioni più instabili e estremizzazione del clima: dal lago più antico d’Europa le indicazioni sul futuro del Mediterraneo
04 Settembre 2019

Giovanni Zanchetta dell’Università di Pisa coordinatore italiano della ricerca pubblicata...

Tre ecoregioni sotto scacco del fuoco nell'area tra Bolivia Brasile e Paraguay
04 Settembre 2019

L’Amazzonia è ancora sotto scacco: da un lato la natura...

Scienzaonline

 

Una ricercatrice dell’Università di Pisa unica italiana nel team internazionale che starà per due mesi, dall’8 marzo al 5 maggio, su una nave al largo della Nuova Zelanda

I geologi li chiamano “terremoti silenti” perché non producono onde sismiche, e tuttavia l’ipotesi è che siano dei “campanelli di allarme” per tsunami e grandi eventi sismici. Per la prima volta una campagna oceanografica realizzata nell’ambito dell’International Ocean Discovery Program (IODP), un programma internazionale di ricerca in mare che ha l’obiettivo di decifrare la storia e le dinamiche del pianeta Terra, studierà questo fenomeno. Francesca Meneghini del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa è l’unica italiana del team internazionale composto da una trentina di ricercatori - fra statunitensi, giapponesi, neozelandesi ed europei - che sarà in missione per due mesi, dall’8 marzo al 5 maggio, su una nave oceanografica al largo della Nuova Zelanda. 

Pubblicato in Ambiente

 

Lo studio, guidato dall’Università di Pisa e condotto insieme a Stella Maris Mediterraneo e Università di Firenze, è stato pubblicato sulla rivista eLife La ricerca dimostra come le fluttuazioni del diametro pupillare durante la visione di un semplice stimolo visivo siano altamente predittive dei tratti di personalità di tipo autistico

Il diametro della pupilla rivela i tratti della nostra personalità: è quello che ipotizza una ricerca guidata da Paola Binda, ricercatrice dell'Università di Pisa, condotta insieme a Marco Turi della Fondazione Stella Maris Mediterraneo e al professor David Burr, docente dell’Università di Firenze. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale eLife e dimostra come le fluttuazioni del diametro pupillare durante la visione di un semplice stimolo visivo siano altamente predittive dei tratti di personalità di tipo autistico. In questo primo stadio, la ricerca ha coinvolto un gruppo di giovani adulti i cui tratti autistici si posizionavano nella gamma “sub-clinica”, in assenza, cioè, di un disturbo diagnosticato.
Partendo dal presupposto che personalità diverse tendono a percepire la realtà in modo lievemente, ma sistematicamente diverso, lo studio ha dimostrato che il diametro delle nostre pupille tradisce il contenuto della nostra percezione, quello che vediamo e come lo vediamo. La conseguenza, potenzialmente rivoluzionaria, è che affiancando i test di personalità con un parametro obiettivo, che si misura in millimetri, il diametro pupillare potrebbe fornire indicazioni sulla nostra personalità.

Pubblicato in Medicina

 

 

Migliorare la diagnosi precoce del tumore al seno e avvicinare sempre più al 100 la quota di donne che superano la malattia. È questo l’obiettivo dello Studio P.i.n.k.– Prevention Imaging Network Knowledge, che la Fondazione Umberto Veronesi e l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) presentano martedì 6 marzo 2018 a Milano.

Lo Studio P.i.n.k. è un progetto di ricerca nazionale dedicato alla diagnostica oncologica e alla medicina personalizzata. Il suo obiettivo è confrontare le attuali tecniche di diagnosi del tumore al seno e identificare, per ogni donna a seconda del suo profilo di rischio, l’approccio di prevenzione più efficace. Saranno coinvolte 50.000 donne in tutta Italia

 

Con la diagnosi precoce i tumori si curano meglio, le prospettive di guarigione aumentano e le terapie si fanno meno invasive e meno costose. Nel caso dei tumori al seno l’autopalpazione, le visite senologiche e le tecniche di diagnosi per immagini contribuiscono a identificare sempre più lesioni in fase precoce, con percentuali di sopravvivenza a cinque anni anche del 90%. I rapidi progressi nel campo della diagnosi, però, se da un lato permettono di scoprire sempre più tumori anche molto piccoli, dall’altro possono comportare il rischio di diagnosi e terapie non necessarie (sovra-diagnosi e sovra-trattamenti), con costi sociali e economici crescenti. Per questo motivo l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) ha elaborato lo Studio P.i.n.k., con l’intento di valutare diverse tecniche di diagnosi del tumore al seno (mammografia, ecografia e tomosintesi) per arrivare a una personalizzazione dei percorsi di prevenzione secondaria. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Umberto Veronesi e vede la partecipazione di un network di radiologi italiani che operano in 24 fra ospedali, università e centri privati. Si propone di coinvolgere 50.000 donne di almeno 40 anni d’età che, dopo l’esame diagnostico, metteranno a disposizione dei ricercatori i loro dati clinici.

Pubblicato in Medicina

Medicina

La bellezza è soggettiva. Lo dicono gli algoritmi

La bellezza è soggettiva. Lo dicono gli algoritmi

18 Settembre 2019

Un team di ricercatori del Dipartimento di Fisica della Sapienza...

Paleontologia

Gli antenati del Beluga e del Narvalo, odierni “signori dei ghiacci”, vivevano nelle acque tropicali del Mediterraneo

Gli antenati del Beluga e del Narvalo, odierni “signori dei ghiacci”, vivevano nelle acque tropicali del Mediterraneo

02 Settembre 2019

Lo rivela un fossile di 5 milioni di anni fa scoperto vicino a Grosseto...

Geografia e Storia

Nei denti dei mammiferi pleistocenici le tracce del clima del passato: le abitudini alimentari rivelano l’aumento della stagionalità dopo la glaciazione di 900.000 anni fa

Nei denti dei mammiferi pleistocenici le tracce del clima del passato: le abitudini alimentari rivelano l’aumento della stagionalità dopo la glaciazione di 900.000 anni fa

09 Aprile 2019

Un team internazionale. coordinato dall'Institut Català de Paleontologia Miquel Crusafont (ICP) e dal Dipartimento...

Astronomia e Spazio

Fotografato il getto relativistico prodotto dalla sorgente GW170817

Fotografato il getto relativistico prodotto dalla sorgente GW170817

22 Febbraio 2019

Un team internazionale di ricercatori ha analizzato dati provenienti da 33...

Scienze Naturali e Ambiente

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery