Ultimi Articoli

Ghiacciai tossici: anche le vette del Monte Rosa contaminate dai PFAS

Ghiacciai tossici: anche le vette del Monte Rosa contaminate dai PFAS

04 Febbraio 2026

Un recente monitoraggio condotto da Greenpeace Italia ha portato alla...

Autonomia a tavola: perché mangiare da soli accelera il linguaggio nei bambini

Autonomia a tavola: perché mangiare da soli accelera il linguaggio nei bambini

04 Febbraio 2026

Una ricerca innovativa, pubblicata su Child Development, rivela un legame...

Spreco alimentare in Italia: calano i numeri, ma il traguardo ONU resta un miraggio

Spreco alimentare in Italia: calano i numeri, ma il traguardo ONU resta un miraggio

03 Febbraio 2026

In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare,...

L'Arsenale "rubato": come i batteri hanno imparato a colpire ogni cellula

L'Arsenale "rubato": come i batteri hanno imparato a colpire ogni cellula

03 Febbraio 2026

Uno studio dell'Università di Gerusalemme svela come i microbi abbiano...

Parkinson: l'immunoterapia potrebbe fermare la perdita di neuroni

Parkinson: l'immunoterapia potrebbe fermare la perdita di neuroni

03 Febbraio 2026

Uno studio dell'Università Autonoma di Barcellona rivela come il sistema...

Zone umide in pericolo: l’Italia rischia di perdere il 40% dei suoi paradisi d’acqua

Zone umide in pericolo: l’Italia rischia di perdere il 40% dei suoi paradisi d’acqua

02 Febbraio 2026

In occasione del World Wetlands Day, il WWF lancia l’allarme:...

Addio antibiotici in acquacoltura: l'Università di Pisa punta sugli oli essenziali

Addio antibiotici in acquacoltura: l'Università di Pisa punta sugli oli essenziali

02 Febbraio 2026

Al via il progetto SOURCE: una rivoluzione naturale a base...

Mandarini e Sostenibilità: il "prezzo" biologico della riduzione dei pesticidi

Mandarini e Sostenibilità: il "prezzo" biologico della riduzione dei pesticidi

31 Gennaio 2026

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del RIKEN Center for...

Febbraio 2026

 


Lo dimostra uno studio risultato di una collaborazione internazionale tra le università di Pisa, Firenze e Sydney pubblicato su “Current Biology”


Siamo abituati a pensare che l’udito riporti fedelmente quello che succede intorno a noi, facendoci associare quello che sentiamo agli stimoli che i nostri sensi ricevono in quel momento. Uno studio appena pubblicato sulla rivista “Current Biology”, risultato di una collaborazione internazionale tra le università di Pisa, Firenze e Sydney, dimostra invece che la nostra percezione dei suoni è condizionata dall’eco dei suoni del passato recente.

«Molte delle nostre percezioni sono di fatto allucinazioni predittive, sono cioè attività nervose sollecitate da stimoli precedenti che condizionano la percezione di quelli successivi, proprio come l’eco di un suono che, riverberando, si combina con i suoni seguenti, modificandoli – spiega Tam Ho, giovane post-doc all’Università di Pisa e prima autrice dell’articolo –. Questi processi non sono di natura cognitiva: la predizione altera l’analisi anche di segnali sensoriali molto semplici e la loro selettività suggerisce che l’interazione avvenga nelle cortecce sensoriali».

Pubblicato in Medicina


Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Clinical Medicine, è nato da una collaborazione tra la Sapienza e l'Istituto Italiano di Tecnologia e ha permesso di generare modelli 3D di tessuto nervoso a partire da cellule staminali umane
Tra le tecniche di ultima generazione in campo biomedico, quelle di bio-printing utilizzano inchiostro biologico, ossia cellule e prodotti ricavati da materiali non viventi biocompatibili, per assemblare modelli 3D di vari tessuti biologici.

I sistemi modello-cellulari, ottenuti dal processo di bio-printing, sono fondamentali per lo studio del sistema nervoso in vitro, anche in virtù della loro proprietà plastica. Negli ultimi anni, questo campo di ricerca ha assistito a numerose innovazioni tecnologiche: in particolare si è passati da un approccio classico, in cui le cellule sono coltivate in monostrato (2D), a modelli tridimensionali (3D) che consentono di ottenere informazioni più rilevanti sulla citoarchitettura e sulle interazioni delle cellule del cervello.

Lo studio è coordinato da Silvia Di Angelantonio e Alessandro Rosa, rispettivamente del Dipartimento di Fisiologia e farmacologia Vittorio Espamer e del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza e ricercatori presso il centro IIT di Roma (Center for Life Nano Science, Istituto Italiano di Tecnologia), in collaborazione con il team del LaBioprinting IIT.

Pubblicato in Medicina



È stato misurato l’attimo esatto in cui scompare il permafrost in una grotta delle Alpi Giulie. Il risultato, pubblicato dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) e dall’Università dell’Insubria sulla rivista Progress in Physical Geography: Earth and Environment, ci dice che la temperatura della roccia sotterranea nelle montagne sta cambiando molto rapidamente.

Il risultato è stato recentemente pubblicato su Progress in Physical Geography: Earth and Environment, ma è il 2014 quando i ricercatori dell’Istituto scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), insieme a quelli dell’Università di Insubria, misurano il momento esatto in cui scompare il permafrost in una grotta del monte Canin, sulle Alpi Giulie.

La scomparsa di questo particolare stato termico della roccia, che chiamiamo permafrost, ha però alcune gravi conseguenze sulla conservazione delle riserve idriche e sulla stabilità delle montagne. “Bisogna immaginare la roccia sotterranea come organizzata per strati. Lo strato più esterno ghiaccia d’inverno e scongela d’estate mentre lo strato più interno rimane sempre sotto lo zero: questo è il permafrost”, spiega Renato R. Colucci del Cnr-Ismar.Nel Settembre 2014 si è verificato un cambiamento repentino del regime termico della roccia sotterranea del Canin, laddove invece di solito si osservano cambiamenti molto più lenti. La roccia sotterranea, infatti, è molto resiliente, e quindi questo drastico cambiamento delle proprietà termiche indica il fatto che la roccia ha ricevuto un calore superiore a quello abituale, per un lungo periodo di tempo.

Pubblicato in Geologia


A individuare il rettile un gruppo di ricerca guidato dal Dipartimento di Biologia e biotecnologie della Sapienza che ha identificato la nuova specie. La sua presenza, circoscritta esclusivamente nelle isole di Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone, ne fa una specie di interesse conservazionistico
Vive da più di due milioni di anni indisturbata nelle isole pontine la nuova specie di lucertola individuata da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Biologia e biotecnologie della Sapienza, in collaborazione con i ricercatori del Museo "La Specola" di Firenze, del Cnr, del Museo Alexander Koenig di Bonn e dall’Università di Potsdam.

Denominata lucertola di Lataste (Podarcis latastei), il rettile è stato rinvenuto nelle isole più occidentali dell'arcipelago pontino: Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone e presenta una notevole variabilità cromatica (possiamo trovare esemplari con colorazione reticolata, uniforme e con diverse tonalità di grigio, verde, bruno).

Pubblicato in Ambiente


Nella Città del Gusto di Roma un corso per i pazienti metabolici e neurologici e per le loro famiglie.

Con l’aiuto dei cuochi del Gambero Rosso per imparare i trucchi del mestiere. 30 postazioni, 15 famiglie e gli chef del gambero Rosso. Sono gli ingredienti che hanno animato Ketocooking, il corso di cucina chetogena rivolto ai pazienti e alle loro famiglie per spezzare con gusto la monotonia e le difficoltà di una dieta obbligata. L’incontro, organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, si è tenuto a Roma sabato 9 novembre presso la Città del Gusto del Gambero Rosso, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Glut 1 e di Fondazione Telethon. Il corso era rivolto a bambini e ragazzi affetti da patologie metaboliche o neurologiche, che li costringono a forti restrizioni alimentari e a seguire un regime poco appetitoso.

LA DIETA CHETOGENA
Da molti anni la dieta chetogena ha assunto il ruolo di farmaco-nutrizione e rappresenta un aspetto rilevante nel percorso assistenziale dei pazienti colpiti da patologie metaboliche o da forme di epilessia farmaco-resistente. È basata sull’assunzione di un’alta percentuale di grassi (90%) a scapito di carboidrati e proteine. I comuni regimi alimentari sono invece costituiti da una percentuale di circa il 50% di carboidrati, 30% di grassi e 20% di proteine.

Pubblicato in Medicina
Mercoledì, 13 Novembre 2019 08:42

No benzina e campeggi alla Palude di Torre Flavia

Il Comitato spontaneo "No Party alla Palude" con la presente petizione richiede alla Città Metropolitana di Roma Capitale Servizio Aree protette, alla Direzione Generale Ambiente della Regione Lazio e al Ministero dell'Ambiente, Divisione II- Biodiversità, aree protette, flora e fauna, al Comune di Cerveteri e al Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano di esprimere parere negativo sul progetto di realizzare una stazione di servizio carburanti, ed annesso auto lavaggio, e un campeggio in località via Fontana Morella (Cerveteri, Provincia di Roma), adiacente alle aree allagate della ZPS 'Palude di Torre Flavia' IT6030020 e alle prese di approvvigionamento idrico di servizio all'area protetta gestita dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.

Simili attività provocherebbero un impatto pesantissimo ed irreversibile alla risorsa idrica (inquinamento delle falde, impermeabilizzazione dei suoli) e alle componenti ambientali (inquinamento acustico, luminoso) del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, una zona umida di grande importanza per la tutela dell'avifauna migratoria e per la conservazione di un ultimo lembo dell'antica maremma laziale. Infatti, si ricorda, che l'area è anche Zona di Protezione Speciale (Z.P.S. “Torre Flavia”; Codice IT6030020), individuata in base alla Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” e inserita nell’elenco ufficiale dal Ministero dell’Ambiente, e che, nella zona antistante di mare aperto è presente un Sito di Importanza Comunitaria (“Secche di Torre Flavia”, S.I.C. IT6000009; Dir. 92/43/CEE “Habitat”) individuato per la presenza di praterie di Posidonia oceanica (Regione Lazio, 2004). Inoltre la Riserva è nella Rete Natura 2000 (Regione Lazio, 2004) che fa riferimento, tra i tipi di habitat presenti nella Z.P.S. “Torre Flavia” ai “Pascoli inondati mediterranei” (1410: Juncetalia maritimi).

Aiutaci a proteggere questo patrimonio culturale e naturalistico di tutti i cittadini, non solo di Cerveterii, un'Oasi rinomata per il birdwatching, frequentata da bambini, istituti scolastici, studenti universitari e ricercatori provenienti da varie parti d'Italia e dall'estero, e che vanta la presenza di artisti del panorama contemporaneo che lavorano con gli addetti della Palude per la sua valorizzazione e conoscenza. Firmare questa petizione significa agire per la conversione ecologica dei nostri processi di sviluppo a favore di un ritrovato equilibrio tra uomo e natura, essere partecipi di un atto collettivo di amore per habitat ricco di biodiversità nel quale far crescere i nostri figli a contatto di un ambiente salubre e non inquinato.

 

Il link per firmare la petizione: https://www.change.org/p/no-benzina-e-campeggi-alla-palude-di-torre-flavia?recruiter=false&utm_source=share_petition&utm_medium=sms&utm_campaign=psf_combo_share_message&utm_term=share_petition&recruited_by_id=5ade1dc0-0304-11ea-9bb1-8356a3eececc&share_bandit_exp=message-18891103-it-IT&share_bandit_var=v2

Pubblicato in Ambiente

Uno studio internazionale analizza il DNA antico per raccontare 12.000 anni di migrazioni e diversità. La ricerca è stata pubblicata in copertina sul numero di novembre di Science

L’analisi di campioni di DNA umano provenienti da 29 siti archeologici ha rivelato un’ampia varietà genetica a Roma al tempo della sua fondazione, ma anche nei millenni precedenti, confermandola città incrocio di migrazioni e passaggi da ogni angolo del mondo. Diversità e inclusività hanno caratterizzato la millenaria storia di Roma e del suo territorio circostante: questo è quanto emerge dalla ricostruzione genetico-storica, condotta da un team internazionale composto da genetisti, bioinformatici, antropologi, archeologi e storici della Sapienza e delle università di Stanford e di Vienna, oltre ad altre istituzioni italiane. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science, che gli ha dedicato la copertina di novembre.

I dati del DNA antico, ottenuto da 127 individui in 29 siti archeologici di Roma e dintorni, in un periodo compreso tra il Paleolitico Superiore e l’Era Moderna, hanno permesso di descrivere l'origine, i flussi migratori e i cambiamenti che hanno riguardato gli antichi Romani e gli abitanti delle regioni italiane limitrofe nel corso degli ultimi 12.000 anni.

Il quadro emerso dallo studio racconta il divenire della Città Eterna da una nuova prospettiva, confermando quanto è stato appreso fino a oggi dalle fonti, dagli archivi e dalle ricerche antropologiche ed archeologiche, ma aggiungendo nuovi dati e prospettive: ad esempio, circa 8000 anni fa l’area era già popolata da cacciatori-raccoglitori, e si arricchisce della presenza di agricoltori di origine mediorientale (anatolici e sorprendentemente anche iraniani); successivamente, tra 5.000 e 3.000 anni fa, i DNA analizzati restituiscono l’arrivo di popolazioni dalla steppa ucraina. Con la nascita di Roma e il costituirsi dell’Impero Romano, la variabilità genetica cambia e incrementa ulteriormente. Per questo momento, il DNA “legge” arrivi dai diversi territori dell’impero, con una predominanza dalle aree mediterranee orientali e soprattutto dal Vicino Oriente. Gli eventi storici segnati dalla scissione dell’Impero prima e dalla nascita del Sacro Romano Impero comportano un afflusso di ascendenza dall'Europa centrale e settentrionale.

Pubblicato in Paleontologia
Giovedì, 07 Novembre 2019 16:51

Il superbasilico che cresce in fondo al mare

L’Università di Pisa, partner del progetto l’Orto di Nemo, ha condotto le analisi sul basilico coltivato nelle biosfere sottomarine a largo delle coste liguri


Il basilico coltivato nelle biosfere sottomarine dell’Orto di Nemo è più verde, aromatico e ricco di sostanze antiossidanti rispetto a quello che cresce sulla terraferma. La notizia arriva dall’Università di Pisa dove un team di ricercatori ha avuto il compito di valutare la risposta delle piante a condizioni di vita così particolari come quelle in fondo al mare. L’Ateneo pisano è infatti uno dei partner scientifici dell’Orto di Nemo, un progetto partito nel 2012 e promosso da Mestel Safety del gruppo Ocean Reef, una società che si occupa di strumentazioni subacquee, con l’obiettivo di realizzare un sistema alternativo di agricoltura per aree in cui le condizioni economiche o ambientali rendono difficile la crescita di specie vegetali a livello del suolo.


Il basilico studiato è stato coltivato in biosfere di metacrilato di alcuni metri di diametro immerse nel mare tra i 6 e i 10 metri di profondità di fronte a Noli, al largo delle coste liguri. Queste serre sottomarine sono delle specie di mongolfiere trasparenti dove possono crescere, su mensole posizionate all’interno, dalle 65 alle 95 piantine. Riempite di aria, che essendo più leggera si posiziona nella parte superiore spingendo l’acqua sotto, sono strutture ecologiche che non inquinano e non danneggiano il mare, ed autosostenibili. Si alimentano infatti con energia rinnovabile e per quanto riguarda l’irrigazione utilizzano che l’acqua marina che distilla dalle pareti e gocciola sulle piante.

Pubblicato in Ambiente
Mercoledì, 06 Novembre 2019 16:47

Adolescenti in fumo


Quasi 1 milione e 100 mila studenti italiani 15-19enni hanno fumato nel 2018, secondo lo studio nazionale ESPAD®Italia condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr. Il consumo inizia generalmente in età adolescenziale: quasi in 100 mila hanno provato il fumo prima dei 12 anni. Elemento positivo è la minor facilità dichiarata dai ragazzi nel reperire le sigarette, frutto delle campagne di dissuasione e prevenzione. Tuttavia, mentre continuano a diminuire le prevalenze di fumo di sigaretta, cresce l’attrazione di altri consumi della nicotina, come la sigaretta elettronica e quella senza combustione


ESPAD®Italia, la ricerca sui comportamenti d’uso di alcol, tabacco e sostanze illegali nella popolazione studentesca italiana (15-19 anni), condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc), Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari di Pisa, raccoglie i dati dal 1999, un monitoraggio di quasi 20 anni che consente di valutare le variazioni nel tempo delle abitudini dei ragazzi.

A provare il fumo di sigaretta almeno una volta nella vita sono stati, nel 2018, il 56,9% degli studenti, circa un milione e mezzo, con un andamento in calo costante dal 2000, quando rappresentavano il 67,5%. La prevalenza aumenta con l’età mentre, per quanto riguarda il sesso, dopo i 16 anni le femmine mostrano quote più alte dei coetanei, con una forbice che torna ad ampliarsi nel 2018 (55,9% vs 58,0%) dopo la riduzione registrata nel 2011.Se si guarda il fumo nell’ultimo anno, nell’ultima rilevazione la prevalenza si attesta al 40,8%, ovvero quasi 1 milione e 100 mila studenti, sempre con le femmine generalmente in quote più alte.

Pubblicato in Medicina


Il piccolo paziente è stato operato alla colonna vertebrale con barre di accrescimento magnetiche. A 4 mesi dall’operazione il miglioramento è del 50%. È il bimbo più piccolo operato al Bambino Gesù per una scoliosi estrema, 116 gradi a livello toracico, con l’impianto di un sistema di barre di accrescimento magnetiche. A 5 anni non ancora compiuti, Fioel, bimbo albanese affetto dalla Sindrome di Prader Willi, nel giugno scorso è stato sottoposto a un delicato intervento per correggere la deformità della colonna che metteva a rischio la funzione del cuore e dei polmoni. La malattia genetica rara, i problemi cardiaci, la grave scoliosi e l’età, facevano di Fioel un paziente ad altissimo rischio. «Abbiamo ricevuto tanti “no” prima di trovare una soluzione» racconta il papà in una lettera indirizzata all’Ospedale Pediatrico.

«Siamo arrivati sino in Francia, ma la risposta era sempre la stessa: l’intervento è troppo rischioso». Il bambino è stato preso in carico dall’Unità Operativa Complessa di Ortopedia del Bambino Gesù diretta dal prof. Pier Francesco Costici. Il caso è stato sottoposto a una analisi approfondita per verificare la fattibilità di un intervento di alta complessità in cui vanno attentamente valutati i rischi e i possibili benefici. Al termine dell’iter, l’équipe guidata dal dott. Leonardo Oggiano ha eseguito l’operazione. «Non affrontare una scoliosi così grave voleva dire condannare il bambino a una qualità e a un’aspettativa di vita molto bassa. L’unica prospettiva di salute e di crescita era l’intervento» spiega il chirurgo ortopedico Oggiano. «Nonostante la complessità del quadro clinico, abbiamo valutato che ci fossero tutte le premesse per procedere: l’operazione si è svolta senza problemi in meno di 3 ore e il piccolo paziente ha avuto un recupero perfetto». Oggi, a distanza di 4 mesi dall’operazione, la curva scoliotica di Fioel è passata da 116 a 60 gradi.

Pubblicato in Medicina

Medicina

L'Arsenale "rubato": come i batteri hanno imparato a colpire ogni cellula

L'Arsenale "rubato": come i batteri hanno imparato a colpire ogni cellula

03 Febbraio 2026

Uno studio dell'Università di Gerusalemme svela come i microbi abbiano...

Paleontologia

Greci di 430.000 anni fa: scoperti i più antichi utensili manuali in legno

Greci di 430.000 anni fa: scoperti i più antichi utensili manuali in legno

27 Gennaio 2026

Un team internazionale, guidato dalle Università di Tubinga e Reading insieme alla Senckenberg Nature...

Geografia e Storia

Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi

Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi

15 Dicembre 2025

Un team internazionale ha applicato metodologie analitiche portatili avanzate per esaminare in situ le...

Astronomia e Spazio

Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri

Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri

30 Dicembre 2025

Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale: studierà...

Scienze Naturali e Ambiente

Ghiacciai tossici: anche le vette del Monte Rosa contaminate dai PFAS

Ghiacciai tossici: anche le vette del Monte Rosa contaminate dai PFAS

04 Febbraio 2026

Un recente monitoraggio condotto da Greenpeace Italia ha portato alla luce...

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery