I processi psicologici della ricerca scientifica In evidenza

Di Anna Curir
Kim Williams Books editore, Torino
http://www.kimwilliamsbooks.com/titles/monographs/114-i-processi-psicologici-della-scoperta-scientifica.html
In questo libro, che ha come sottotitolo 'L'armoniosa complessita' del mondo', l'autrice mette in evidenza il pensiero che guida e che ha guidato gli scienziati nel loro lavoro. Essendo astronoma, Anna Curir considera soprattutto le grandi figure dell'Astronomia, da Galielo a Hubble, non disdegnando pero' quelle di filosofi e altri studiosi.
Dal libro della Curir apprendiamo come per Lagrange la meccanica analitica non fosse altro che una branca della matematica e che per Galileo la matematica fosse il linguaggio in cui e' scritto il grande libro della Natura.
L'opera (arricchita da una bibliografia molto esauriente) e' disseminata di frasi e punti di vista di diversi studiosi estranei al campo dell'Astronomia, come Bion, Kuhn, Popper e Matte Blanco (lo psicologo matematico dell'inconscio), che mettono in evidenza il loro punto di vista sui processi mentali alla base della scoperta scientifica.  Riguardo alle idee e i pensieri dei grandi studiosi del cielo, possiamo leggere che Keplero intui' la sua terza legge basandosi sui rapporti musicali, e che per la sua teoria cosmologica si rifece al Cosmo dei Pitagorici, ritenuto eterno, sempre uguale a se stesso. E' poi interessante apprendere che il fisico Wolfgang Pauli volesse concepire la materia e la mente come due aspetti complementari della medesima realta'.
In questo flusso di pensieri, una campana diversa e' quella di Boccardi (direttore dell'Osservatorio Astronomico di Torino dal 1903 al 1923), secondo il quale la matematica moderna sarebbe pervasa da un eccesso di astrazione e non sarebbe piu' agganciata alla natura. E' comunque interessante leggere che secondo Boccardi "prima di tutto l'astronomo deve avere una grande curiosita', la piu' nobile delle curiosita': quella che ha per oggetto la ricerca della verita' che riguarda ogetti cosi' lontani come gli astri".  E qui l'autrice sottolinea come la curiosita' sia il motore di qualsiasi vita intellettuale. Lo stesso Einstein disse "Io non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso".
Nel complesso, questo lavoro della Curir riesce, pur nell'affollato panorama editoriale astronomico, a coprire un aspetto ancora inesplorato.  Una sua lettura consapevole da parte dell'appassionato di Astronomia richiede una certa attenzione, in quanto l'autrice, essendo anche psicologa, utilizza in anche il linguaggio specifico di questa disciplina.
Walter Ferreri
Ultima modifica il Venerdì, 04 Ottobre 2013 12:42
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