- Un territorio polverizzato - Se oltre alla espansione urbana consideriamo le infrastrutture, scopriamo che la quota di territorio che si può considerare completamente artificializzato nel nostro Paese sale dal 7% al 10% e che aver investito prevalentemente nella realizzazione di strade e autostrade ha favorito la diffusione di una peculiare patologia nazionale: la polverizzazione dell’edificato, a bassa densità, in aree molto vaste (sprinkling), facilitata dallo squilibrio in favore della mobilità su gomma (l’Italia è seconda solo al Lussemburgo nella classifica europea della motorizzazione privata: con 608 veicoli per 1000 abitanti).
- Isole di Natura - Una patologia quella dello sprinkling che, come viene ricordato nel Report WWF, incide sulla rete ecologica e contribuisce alla insularizzazione degli habitat naturali più preziosi del nostro Paese. Nella fascia di 1 km in immediata adiacenza ai Siti di Interesse Comunitari, negli ultimi 50 anni, l’urbanizzazione è salita da 84mila ettari a 300mila ettari, con un incremento medio su scala nazionale del 260%, dilapidando così il nostro capitale naturale.
Consiglio Nazionale dei Geologi: recepite le nostre istanze e ascoltate le Regioni coinvolte dal sisma
È stato firmato lo scorso giovedì 22 giugno a Roma il “Protocollo d’intesa recante i criteri generali e requisiti minimi per l’iscrizione nell’Elenco speciale dei professionisti abilitati di cui all’articolo 34, commi 1, 2, 5 e 7, Decreto Legge 17 ottobre 2016, n. 189, schema di contratto tipo, censimento dei danni ed istituzione dell’Osservatorio della ricostruzione” tra la Rete Professioni Tecniche e il Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. Il nuovo Protocollo è stato aggiornato anche alla luce del decreto “Sisma 2” che ha accolto molte delle proposte avanzate in precedenza dalla Rete.

Una autentica dichiarazione d'amore nei confronti del nostro Paese e dei cittadini italiani.
Questo l'esplicito messaggio della mostra fotografica inaugurata il 30 marzo presso il Museo di Roma in Trastevere ed intitolata "Io amo l'Italia".
Autore degli scatti è Leonard Freed, noto ed apprezzato fotografo newyorkese venuto a mancare nel novembre del 2006.
L'esposizione è stata realizzata con il supporto organizzativo di "Zètema progetto cultura" ed è promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune e dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali.
Nato nel 1929 a Brooklin in una famiglia ebrea di origine russa, Leonard Freed a diciannove anni si iscrive ad una scuola di pittura e disegno ma già nel 1952, durante il suo primo viaggio in Europa, il suo interesse si sposta sulla fotografia, mezzo attraverso il quale soddisfa il desiderio di conoscere il mondo e se stesso. Durante il viaggio nel vecchio continente Freed attraversa l'Italia e ne rimane letteralmente folgorato.
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