Un bisturi personalizzato contro l'obesità: ecco la SADI-S, innovativa tecnica di intervento

Policlinico Universitario A. Gemelli 04 Feb 2019
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Quando il sovrappeso è eccessivo e bisogna perdere molti chili, dieta, attività fisica, psicoterapia e farmaci potrebbero non bastare. L’unica soluzione efficace diventa la chirurgia bariatrica, cioè un gruppo di interventi che permettono di ridurre il grave eccesso di peso in modo veloce, progressivo e soprattutto stabile. L’obesità è una condizione patologica cronica, evolutiva e recidivante, a patogenesi complessa, che consiste in un'alterazione della composizione del corpo (eccesso assoluto e relativo di grasso), che peggiora la qualità della vita e provoca complicazioni che possono portare ad una morte prematura. Si tratta di uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Nel 1997, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto ufficialmente l'obesità come un'epidemia globale.

Secondo l’International Obesity Task Force (IOTF), in Europa, il 50% della popolazione è sovrappeso (circa il 20% degli uomini e il 25% delle donne sono obesi). Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia gli obesi sono aumentati del 25% dal 1994 al 2008. Più di un terzo della popolazione adulta (35,6%) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,4%).

 

L'eccesso di peso è più diffuso tra gli uomini rispetto alle donne (sovrappeso: 44,2% vs 27,6%; obesità: 11,3% vs 9,5%) nelle fascia sociale media e in difficoltà economiche. L’Italia, purtroppo, detiene il primato negativo europeo per sovrappeso ed obesità in età infantile/adolescenziale, rispettivamente del 36% e del 15%. La principale causa dell’obesità è l’eccessiva assunzione di cibo altamente energetico per errate abitudini alimentari o per disturbi del comportamento alimentare. L'impatto di fattori genetici, endocrini e metabolici è ritenuto sostanzialmente trascurabile (0,3 - 0,4% delle obesità). Il chirurgo dell'obesità, insieme al paziente, ha la possibilità di scegliere tra varie soluzioni, quella più adatta al singolo caso. La scelta dipende dall'età, dalle aspettative, dalle abitudini e dagli stili di vita.

Il percorso di valutazione è lungo ma fondamentale: un team superspecialistico di internisti, chirurghi e psichiatri seleziona i candidati e indica le soluzioni più adeguate. L’Unità Operativa di Chirurgia Endocrina e Metabolica, diretta dal professor Marco Raffaelli, è una realtà all’avanguardia a livello nazionale. Stiamo parlando di un centro ad alto flusso di pazienti: nel 2018 sono stati operati (con tecniche laparoscopiche) soggetti con obesità patologica, con l’obiettivo per il nuovo anno di trattarne almeno 450. Tra le varie tecniche eseguite, la SADIS (dall’acronimo anglosassone per Single Anastomosis Duodeno-ileal bypass) è forse una delle soluzioni più innovative, interessanti e promettenti. Il gruppo della Fondazione Agostino Gemelli IRCCS è quello con maggiore casistica a livello nazionale: 36 casi trattati con successo in due anni. La SADI-S, nonostante la sua “giovane età”, ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica.

Nata recentemente, si è subito dimostrata una valida alternativa al duodenal switch e alla diversione bilio-pancreatica, presentando una semplificazione della procedura con riduzione dei tempi e delle complicanze. Nonostante non si possano trarre ancora conclusioni definitive (data l’assenza di un follow-up a lungo termine) i risultati in letteratura sono molto incoraggianti in termini di sicurezza, efficacia, perdita di peso, miglioramento/risoluzione delle co-morbidità, vantaggi metabolici e nutrizionali.

“I risultati sono molto incoraggianti anche se manca follow up a lungo termine – spiega il professor Raffaelli -. Attualmente, il nostro orientamento prevede l’esecuzione della SADI-S sia come intervento di revisione in caso di fallimento di sleeve gastrectomy (re-do surgery), sia come intervento di scelta nei pazienti con BMI particolarmente elevato”. La SADI-S è una procedura chirurgica innovativa più semplice e più veloce rispetto alle tecniche da cui deriva (duodenal switch): è un intervento malassorbitivo (fa assimilare meno nutrienti) eseguito in laparoscopia (attraverso piccole incisioni in addome). La SADI-S può essere realizzata sia come primo intervento di chirurgia dell'obesità sia come secondo tempo chirurgico in caso di fallimento di precedente intervento (ad esempio dopo Sleeve Gastrectomy, gastroplastica verticale), inteso sia come insufficiente calo ponderale sia come mancata remissione delle patologie associate (diabete, ipertensione, dislipidemia).

Come già accennato, purtroppo ben il 10% della popolazione italiana (sei milioni di persone circa) risulta obesa. Seicentomila pazienti avrebbero un’indicazione chirurgica: ma, di questi, solo 15mila decidono di sottoporsi ogni anno ad interventi di chirurgia bariatrica per combattere i rischi, in primo luogo del diabete e delle malattie cardiovascolari. A questo proposito è bene forse evidenziare che un obeso ha un’aspettativa di vita inferiore di 10 anni rispetto a quella di un coetaneo con peso normale.

 

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