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Uno studio dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del Cnr di Napoli, pubblicato su New Phytologist, propone un nuovo modello per il funzionamento del nodulo azoto-fissatore, l’organo radicale che nelle colture leguminose permette la conversione dell’azoto atmosferico in nutrienti utilizzabili dalle piante, rendendo i terreni agricoli più fertili

 

Pubblicato dalla rivista New Phytologist, uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Ibbr) coordinato da Maurizio Chiurazzi ha consentito di identificare un nuovo meccanismo di controllo per il corretto funzionamento del nodulo azoto-fissatore nelle piante leguminose. Il nodulo azoto-fissatore si forma grazie all’interazione tra le colture leguminose e il rizobio, un batterio che vive nei terreni e che può stabilire una simbiosi con le leguminose. Insediandosi nei noduli radicali della pianta, il rizobio permette la formazione di questo nuovo organo in grado di ridurre l’azoto atmosferico in nutrienti per la pianta.

Pubblicato in Ambiente


Study provides critical data for sea turtle conservation and population recovery

 

While it's only about a 10-kilometer stretch, Juno Beach is home to one of the largest aggregations of nesting green sea turtles (Chelonia mydas) in Florida and is one of the highest-density nesting beaches in the state. Although this high-profile turtle population has routinely been monitored for nest counts since 1989, an in-depth health assessment of these turtles has never been conducted.

Researchers from Florida Atlantic University's Harbor Branch Oceanographic Institute and Loggerhead Marinelife Center have conducted the most comprehensive health assessment for a green turtle rookery in the world to date. Findings from the study provide critical insights into various aspects of physiology, biology, and herpesvirus epidemiology of this nesting population and are especially timely as the world observes "Sea Turtle Day."

Pubblicato in Scienceonline


La conferma in uno studio internazionale guidato in Italia dal Policlinico di Milano pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine. I pazienti con gruppo 0, invece, sembrano più protetti dagli effetti del coronavirus. La ricerca, effettuata su pazienti italiani e spagnoli, permetterà di prevedere su quali persone sono più probabili eventuali complicazioni e migliorerà le strategie per la prevenzione, per trattamenti mirati e per vaccini più efficaci.

Le persone con il gruppo sanguigno A hanno maggiori probabilità di sviluppare sintomi più gravi di Covid-19. A confermarlo è una ricerca scientifica internazionale pubblicata sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine che ha coinvolto centri di ricerca italiani, norvegesi, tedeschi e spagnoli. In Italia lo studio è stato coordinato dal Policlinico di Milano e ha coinvolto anche l'Istituto Clinico Humanitas e l'Ospedale San Gerardo di Monza. Gli scienziati hanno preso in esame 1.600 pazienti di Italia e Spagna, i due Paesi più colpiti dall'emergenza coronavirus, scoprendo tra le altre cose che il gruppo sanguigno 0 sarebbe associato a sintomi più lievi: informazioni preziose, che consentiranno ai medici di prevedere per tempo eventuali complicazioni e che potranno migliorare le possibilità di cura sui pazienti positivi al virus Sars-CoV-2.

Pubblicato in Medicina

Uno studio, frutto della collaborazione tra l’Istituto di fisica applicata “Nello Carrara” del Cnr e l’Università di Pisa, ha evidenziato come il “machine learning”, che utilizza gli algoritmi per l’analisi delle immagini cliniche, può essere utilizzato anche per modificarle, creando i cosiddetti “attacchi avversi”, in grado di ingannare gli stessi sistemi di analisi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging del gruppo Springer Nature

Un articolo, pubblicato sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging del gruppo Springer Nature da Andrea Barucci dell’Istituto di fisica applicata “Nello Carrara” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifac) e dal radiologo dell’Università di Pisa Emanuele Neri, analizza attraverso lo strumento del machine learning[1] la possibilità di modificare le immagini radiologiche, pilotando l’esito di una diagnosi. Un rischio che solo lo studio dell’Intelligenza artificiale (Ai) può consentire di fronteggiare, sventando errori o azioni compiute in malafede.

Pubblicato in Tecnologia


Il progetto “STORM, STudio OsseRvazionale sulla storia naturale dei pazienti ospedalizzati per Sars-Cov-2” alla base di una importante ricerca pubblicata oggi sul New England Journal of Medicine, la più importante rivista medico-scientifica del mondo (DOI: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2020283). Frutto di una collaborazione internazionale tra centri di ricerca clinica italiani e spagnoli – Italia e Spagna, sono due tra le nazioni più colpite duramente dall’emergenza COVID-19 – e genetisti tedeschi e norvegesi. Tra questi l’Università di Milano-Bicocca, in sinergia con l’ASST di Monza, ha avuto un ruolo fondamentale contribuendo con STORM, il super-archivio dei dati clinici, diagnostici, terapeutici e dei campioni biologici relativi ai pazienti COVID-19 ricoverati presso l'Ospedale San Gerardo di Monza e presso l'Ospedale di Desio, coordinato da Paolo Bonfanti, professore associato di Malattie Infettive.

Pubblicato in Medicina


Lo studio, pubblicato sul Journal of American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus, è il primo di oftalmologia pediatrica sul Coronavirus

Il rischio di contagio attraverso le lacrime dei bambini esiste ma è molto basso. Lo dimostra uno studio del Bambino Gesù pubblicato sulla rivista scientifica Journal of American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus. La ricerca è stata condotta tra marzo e aprile nei bambini ricoverati presso il Centro Covid di Palidoro. È la prima pubblicazione internazionale in campo oftalmologico dedicata al Coronavirus in età pediatrica.

Pubblicato in Medicina

 


Publication highlights process for yielding array of human antibodies that target protein on virus

 

Researchers at the University of Maryland School of Medicine (UMSOM) evaluated several human antibodies to determine the most potent combination to be mixed in a cocktail and used as a promising anti-viral therapy against the virus that causes COVID-19. Their research, conducted in collaboration with scientists at Regeneron Pharmaceuticals, was published today in the journal Science. The study demonstrates the rapid process of isolating, testing and mass-producing antibody therapies against any infectious disease by using both genetically engineered mice and plasma from recovered COVID-19 patients.

The antibody cocktail evaluated by UMSOM researchers will be used to treat COVID-19 patients in a clinical trial that was launched last week. The study was funded by Regeneron, a biotechnology company based in Tarrytown, New York.

Antibodies are proteins the immune system naturally makes in response to foreign invaders like viruses and bacteria. Antibody therapies were first tried in the late 19th century when researchers used a serum derived from the blood of infected animals to treat diphtheria.

Pubblicato in Scienceonline

A lump of coal weathering out from Siberian flood basalts in a quarry near the town of Ust Ilimsk Credit:  Scott Simper

 

A team of researchers led by Arizona State University (ASU) School of Earth and Space Exploration professor Lindy Elkins-Tanton has provided the first ever direct evidence that extensive coal burning in Siberia is a cause of the Permo-Triassic Extinction, the Earth's most severe extinction event. The results of their study have been recently published in the journal Geology.

For this study, the international team led by Elkins-Tanton focused on the volcaniclastic rocks (rocks created by explosive volcanic eruptions) of the Siberian Traps, a region of volcanic rock in Russia. The massive eruptive event that formed the traps is one of the largest known volcanic events in the last 500 million years. The eruptions continued for roughly two million years and spanned the Permian-Triassic boundary. Today, the area is covered by about three million square miles of basaltic rock.

This is ideal ground for researchers seeking an understanding of the Permo-Triassic extinction event, which affected all life on Earth approximately 252 million years ago. During this event, up to 96% of all marine species and 70% of terrestrial vertebrate species became extinct.

Pubblicato in Scienceonline


OHSU algorithm could be useful in maintaining safe levels of glucose

Researchers and physicians at Oregon Health & Science University, using artificial intelligence and automated monitoring, have designed a method to help people with type 1 diabetes better manage their glucose levels.

The research was published in the journal Nature Metabolism.

"Our system design is unique," said lead author Nichole Tyler, an M.D.-Ph.D. student in the OHSU School of Medicine. "We designed the AI algorithm entirely using a mathematical simulator, and yet when the algorithm was validated on real-world data from people with type 1 diabetes at OHSU, it generated recommendations that were highly similar to recommendations from endocrinologists."

That's significant because the people with diabetes typically go three to six months between appointments with their endocrinologist.

In that time, they can be at risk of dangerous complications if glucose levels in their blood rise too high or fall too low. People with type 1 diabetes do not produce their own insulin, so they must take it continuously through the day using an insulin pump or through multiple daily injections. The algorithm developed by OHSU scientists uses data collected from a continuous glucose monitor and wireless insulin pens to provide guidance on adjustments.

Pubblicato in Scienceonline

 

25 giugno dalle ore 10:00 alle 12.30

Il Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con l'Ordine dei Geologi della Regione Calabria, organizza il 25 giugno dalle ore 10 alle 12.30 il Convegno online "Caratterizzazione, Progettazione ed Esecuzione di interventi di risanamento ambientale e discariche abusive: aspetti giuridici e tecnici".

Al centro del convegno ci saranno i temi dello smaltimento illecito di rifiuti, spesso pericolosi e della lotta alle discariche abusive su tutto il territorio nazionale, in particolar modo si prenderà in considerazione la questione dei rifiuti speciali abbandonati in Calabria. Tra i punti che saranno affrontati anche la messa in sicurezza e la bonifica dei siti inquinati oltre che il risanamento ambientale di aree particolarmente degradate. Inoltre si parlerà anche del ruolo, delle funzioni e della gestione degli appalti nelle gare di lavori pubblici.

Pubblicato in Geologia

Medicina

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