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Martedì, 22 Dicembre 2009 00:00

Mozart dà i numeri

La musica ha a che fare con i numeri? Certo che si, e Mozart ce lo dimostra. Infatti, una delle sue opere più famose, “Le nozze di Figaro”, inizia con le parole (anzi, i numeri): “Cinque, dieci, venti, trenta, trentasei, quarantatre”. Chi canta (o conta) è il protagonista, Figaro, che misura lo spazio per il suo letto nuziale.
Anche nel “Don Giovanni” si conta (e si canta), e a farlo è il servo di Don Giovanni, il dissoluto libertino più famoso della storia dell’opera, Leporello, che rivela a Donna Elvira (la quale pure spasima per il perfido traditore, ma ognuno è libero di farsi del male come vuole) il catalogo amoroso del licenzioso cavaliere di Spagna elencando numericamente le sue conquiste: “In Italia seicento e quaranta, il Almagna duecento e trentuna, cento in Francia, in Turchia novantuna, ma in Ispagna son già mille e tre...”.

Pubblicato in Matematica

L’istituto CNR – IDAC “O.M. Corbino” di Roma, in collaborazione con le Soc. P.M.E. Engeerering S.r.l. ha sviluppato un sistema hardware e software per l’acquisizione e l’analisi di onde piane, nella banda di frequenza degli ultrasuoni, emesse a seguito di sforzi meccanici in strutture rigide, per identificare la perdita delle prestazioni del materiale.

Da anni l’Istituto di Acustica “O.M. Corbino” studia le emissioni acustiche (AE) prodotte dal decadimento dei legami che costituiscono le strutture cristalline dei solidi sottoposti a sforzi. I solidi cristallini sono caratterizzati da una distribuzione regolare delle particelle nello spazio.
La rottura dei legami cristallini produce nella struttura solida un degrado delle caratteristiche di resistenza meccaniche.
Recentemente l’Istituto CNR – IDAC “O.M. Corbino” ha sviluppato un sistema hardware e software che permette di acquisire ed analizzare onde piane, nella banda di frequenza degli ultrasuoni, emesse in seguito a sforzi meccanici di struttura rigide e manufatti. Gli strumenti di controllo sono stati progettati dalla società P.M.E. Engineering Srl di Roma, che ha collaborato sia allo sviluppo del software, sia alle implementazioni della tecnica AE orientata all’industria.

Pubblicato in Tecnologia
Martedì, 22 Dicembre 2009 00:00

Il diamante Beethoven

Una notizia di qualche tempo fa ci metteva al corrente che una ciocca di capelli appartenuti al grande Beethoven era al centro di attente analisi chimiche da parte di una università americana, al fine di poterci dire qualcosa di certo della salute del musicista al momento della morte. Ciò che la ricerca (ancora non del tutto conclusa) ha desunto è una serie di informazioni sul DNA, sull’alimentazione e le medicine che Beethoven assunse nel suo ultimo anno di vita, ma in più quella straordinaria reliquia ha dato la possibilità al mondo moderno di creare qualcosa di diverso, e anche di molto prezioso.

Pubblicato in Tecnologia

Molti pensano che la tecnologia sia il motore e la guida dello sviluppo. Ma è proprio così? Quante volte è il caso a giocare un ruolo determinante nelle grandi innovazioni? Tanto che gli stessi protagonisti non sempre sono in grado di prevedere  le ricadute delle loro scoperte, come nel caso del motore di ricerca Google o del social networking. “Ed è proprio in queste situazioni che diventa prioritario raccontare storie vere, piuttosto che cercare di teorizzare”. E’ quanto sostiene Francesco Antinucci nel suo ultimo libro L’algoritmo al potere. Vita quotidiana  ai tempi di Google (Laterza editori). Antinucci, direttore di ricerca all’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche ha al suo attivo numerose pubblicazioni che affrontano tematiche che riguardano l’apprendimento e la comunicazione in relazione alle tecnologie digitali. In questo volume intende illustrare, attraverso una piacevole trattazione,  alcuni casi esemplificativi di innovazioni,  partendo proprio dal contesto in cui sono nate, fino alle applicazioni inaspettate e sorprendenti che ne sono scaturite e che hanno cambiato il nostro modo di vivere.

Pubblicato in Informatica
Martedì, 22 Dicembre 2009 00:00

Tutti i fotoni vengono al pettine

Ricercatori dell'ICIB e dell'IFN  del CNR  sviluppano un ricevitore a nanofili disposti a pettine in grado di captare piogge di fotoni. Applicazioni  nelle trasmissioni criptate di dati sensibili, nelle futuribili comunicazioni interplanetarie e in proteomica.

Nella società della comunicazione, il flusso di informazioni è sempre più continuo e caotico. E i dati sensibili trasmessi, giocoforza, non sono sempre al riparo da 'occhi' indiscreti. Una soluzione, adottata dalla cosiddetta crittografia quantistica, è farli viaggiare 'a cavallo' di fotoni lungo le autostrade delle fibre ottiche. Ma non è semplice costruire un ricevitore in grado poi di raccoglierli tutti. Attualmente sono allo studio diversi dispositivi sia a semiconduttore che a superconduttore.
Molti problemi tecnici legati a questi ultimi sono stati superati dalla ricerca compiuta dagli studiosi dell'Istituto di Cibernetica “E. Caianiello” del Cnr (ICIB) di Napoli, che hanno realizzato un “pettine” di nanofili in una configurazione speciale che si è mostrato 25 volte più veloce dei rivelatori superconduttori finora sviluppati per la crittografia quantistica. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica internazionale «Superconductors Science and Technology».

Pubblicato in Tecnologia
Martedì, 22 Dicembre 2009 00:00

Una questione di pelle

Una  pelle nuova, nuova  in senso stretto, che permetterebbe agli ustionati di attendere la rigenerazione di quella propria: questa è la grande “invenzione” che arriva dalla Francia alla fine di Novembre.
La pelle definita “usa e getta” è stata creata da  Christine Baldeschi  presso l'INSERM  (Institute for Stem Cell Therapy and Exploration of Monogenic Diseases) presso Evry Cedex .
Il rivestimento del corpo,quello che comunemente chiamiamo pelle, svolge un ruolo importante nella fisiologia umana. La pelle ha  una  funzione protettiva poiché rappresenta una  barriera difensiva tra il corpo e l'ambiente esterno; una funzione sensoriale in quanto sono presenti delle terminazioni nervose, che ricevono e trasferiscono al cervello vari  stimoli  come il calore e il dolore; una funzione escretrice che le consente di eliminare  con il sudore, una certa quantità di sostanze di rifiuto che danneggiano l'organismo ed infine una  funzione di assorbimento e scambio poiché essa  non è completamente impermeabile ai gas, consentendo la traspirazione.

Pubblicato in Medicina
Martedì, 17 Novembre 2009 00:00

Scienzaonline Anno 6° n. 70 Novembre 2009

Scienzaonline Anno 6° n. 70 Novembre 2009

Pubblicato in Numero uscita
Martedì, 17 Novembre 2009 00:00

Angolo UE - Novembre 2009

Informazioni

Fonte CORDIS

1) L'Agenzia esecutiva per la ricerca dell'UE diventa autonoma
Il 15 giugno l'Agenzia esecutiva per la ricerca (REA) si è vista assegnare ufficialmente l'autonomia amministrativa e operativa da parte dell'Unione europea.

La REA ha sede a Bruxelles (Belgio) e sarà la più grande delle sei agenzie esecutive dell'UE esistenti, con un totale di 558 addetti entro il 2013. Gestirà una dotazione di bilancio di 6,5 miliardi di euro, che rappresentano circa il 12% del totale dell'attuale programma quadro per la ricerca dell'UE (7°PQ). Benché il 7° PQ durerà fino al 2013, la REA dovrebbe rimanere attiva fino al 2017 per gestire i progetti finanziati sotto il 7° PQ.

"Siamo pronti e fiduciosi che la REA riuscirà a soddisfare le aspettative della Commissione e della comunità della ricerca," ha detto Graham Stroud, direttore dell'agenzia.

Pubblicato in UE
Martedì, 17 Novembre 2009 00:00

La musica che aiuta i “piccolissimi”

Si sa che una mamma in attesa che ascolta della musica rende felice anche il suo bambino e lo fa crescere più sereno, ma oggi una tale verità diventa ancora più importante grazie ad una nuova ed interessante scoperta dei centri ospedalieri di ricerca canadesi: la musica aiuta i neonati prematuri a crescere e svilupparsi in buona salute.

I ricercatori dell’Università di Alberta, in Canada, hanno infatti notato che i prematuri sottoposti ad un ascolto musicale durante la loro permanenza in incubatrice crescono di peso con più rapidità, sono più tranquilli ed hanno una degenza più breve. La stessa musica ha inoltre degli effetti benefici sulla loro frequenza cardiaca e respiratoria (spesso in una situazione delicata proprio perché insufficiente), così che i piccolissimi pazienti si giovano di una “terapia musicale” indolore ed efficace fin dai primi giorni di vita.

Pubblicato in Medicina
Martedì, 17 Novembre 2009 00:00

Acqua sulla Luna, trovata dalla sonda LCROSS

Finalmente l’acqua sulla Luna è confermata. Negli anni passati si è dato molto scalpore alle notizie: Acqua si! Acqua no!
Ora non ci sono più dubbi, l’acqua, anche se in alcune zone solamente può esistere e conservarsi sulla superficie lunare.
In una entusiastica conferenza stampa tenuta da Antonio Colaprete, scienziato del progetto LCROSS e ricercatore della NASA presso il Centro Ricerche Ames in California, è stato data la notizia e la conferma ufficiale della scoperta dell’acqua sulla Luna.
La sonda LCROSS inviata dalla Nasa ed il suo stadio propulsore hanno impattato sul suolo lunare nel cratere Cabeus, nelle vicinanze del Polo lunare Sud, lo scorso 6 ottobre. Un pennacchio di detriti è stato espulso ad elevata angolazione al di là del bordo del cratere Cabeus, fino alla luce diretta del Sole, mentre un’altra cortina di materiale si è distribuita lateralmente.
“Ci sono parecchie evidenze che mostrano la presenza di acqua in entrambi i pennacchi di materiale creati dalla LCROSS e dallo stadio Centaur” dice Colaprete, “La concentrazione e la distribuzione dell’acqua e di altre sostanze richiede ulteriori analisi, ma possiamo già affermare fin d’ora con certezza che c’è acqua nel cratere Cabeus”.
Dall’istante dell’impatto, il team di scienziati dell’LCROSS ha iniziato l’analisi della montagna di dati che la sonda aveva raccolto e inviato a Terra. Il team si era concentrato nell’analisi dei dati spettrometrici della sonda, che avrebbero fornito i maggiori indizi sulla presenza di acqua. Uno spettrometro infatti aiuta nella determinazione della composizione di un materiale proprio esaminando la luce che questo emette o assorbe.
Esaminando le ben note “firme” spettrali dell’acqua e di altri materiali nel vicino infrarosso e i dati spettrali ottenuti dall’impatto da parte della sonda LCROSS, gli scienziati sono rimasti estasiati dalla perfetta collimazione degli spettri dell’acqua e del ghiaccio.

Pubblicato in Planetologia

Medicina

Paleontologia

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