Microbiota: scoperto il batterio "regista" che trasforma i nutrienti in difese metaboliche

Luisa Salviati 27 Gen 2026


Una coalizione internazionale di ricercatori, con un importante contributo italiano (Cnr-Ispaam, Università di Tor Vergata e IRCCS Neuromed), ha individuato in un particolare abitante del nostro intestino, il Dysosmobacter welbionis, un potenziale alleato rivoluzionario contro le malattie del metabolismo.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Gut, rivela che questo batterio possiede una capacità unica: converte il mio-inositolo (una sostanza presente in legumi, cereali e frutta) in acido butirrico, una molecola fondamentale per proteggere il fegato e regolare il metabolismo.

Una via metabolica mai vista prima
Fino ad oggi si sapeva che alcuni batteri potessero trasformare il mio-inositolo in acido acetico o propionico. Tuttavia, il Dysosmobacter welbionis è il primo a mostrare una "corsia preferenziale" che porta direttamente alla produzione di acido butirrico.

Questa scoperta è considerata una svolta perché:

Protezione epatica: La presenza del batterio è massiccia nei soggetti sani, mentre scarseggia in chi soffre di fegato grasso (steatosi) o fibrosi epatica.

Azione contro il diabete: Test condotti su modelli animali hanno dimostrato che la somministrazione di questo batterio migliora sensibilmente i livelli di glucosio nel sangue e le funzioni del fegato.

Efficacia del mio-inositolo: Cambia la prospettiva su come questa sostanza (spesso usata come integratore) interagisce con il nostro organismo attraverso il microbiota.

Verso i probiotici di "nuova generazione"
Il ricercatore Andrea Scaloni (Cnr-Ispaam) sottolinea come il Dysosmobacter welbionis sia il candidato perfetto per creare farmaci biologici o integratori avanzati. Questi nuovi probiotici potrebbero essere impiegati per gestire e prevenire condizioni croniche come:

Obesità

Diabete di tipo 2

Steatosi epatica (fegato grasso)

"Lo studio ha confermato che questo batterio possiede una via metabolica unica, differenziandosi da tutti gli altri ospiti dell'intestino," spiega Antonio Dario Troise, coordinatore per il Cnr-Ispaam. "La sua assenza è un segnale tipico di disfunzione metabolica."

Un successo della cooperazione europea
La ricerca, guidata dalle istituzioni belghe (Università di Louvain e WEL Research Institute), ha visto la collaborazione di centri d'eccellenza in tutto il continente, dalla Francia alla Germania, fino al Regno Unito e alla Spagna, confermando l'importanza della rete scientifica europea nello studio del metagenoma umano.

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery