Ricercatori italiani svelano la vita e la morte di un nuovo dinosauro In evidenza

Secondo leggenda fu il caso ad aiutare i ricercatori nel 1923. La spedizione del naturalista americano Roy Chapman Andrews si era persa in un labirinto di gole scavate dall´erosione nel deserto dell´Asia Centrale, quando decisero di chiedere informazioni a una remota base militare nel bel mezzo del niente. Il fotografo della spedizione, John B. Shackelford, abbastanza annoiato a questo punto, si fermò a osservare il panorama ai bordi di una parete di roccia quando si accorse di alcuni frammenti di ossa che emergono dal sedimento. Dopo brevi scavi emersero intere ossa di dinosauro e di piccoli mammiferi e più sorprendente delle gigantesche uova.
Uova di dinosauro fossili erano molto rare a quei tempi, ma grazie a questa scoperta Andrews sarà in grado di descrivere perfino interi nidi. 
Le uova furono attribuite al dinosauro erbivoro Protoceratops (di cui abbondavano i fossili), mentre a un dinosauro teropode con strano becco (usato probabilmente come uno schiaccianoci) fu attribuito il ruolo di sciacallo, che rubava le gustose uova dai nidi e propriamente fu denominato Oviraptor - ladro di uova. Solo nel 1993 la scoperta di un individuo di dinosauro oviraptoride accovacciato sulle uova rivela che si trattava di uno scambio d'identità: Le uova e i nidi ritrovati nel deserto appartenevano a questa specie!

Varie specie sono state descritte negli ultimi anni in questo gruppo e molti altri fossili hanno avvalorato l´ipotesi che questi dinosauri praticavano una cura del nido, proteggendo le uova deposte in un particolare modo a spirale o cerchio.

Una recente ricerca (ma altrettanto fortunata dal punto dei fossili recuperati) liberamente scaricabile e curata da ricercatori e artisti italiani (FANTI et al. 2012 con tanto di disegni da parte di Marco Auditore) ha pubblicato non solo una nuova specie del genere Nemegtomaia (la buona madre di Nemegt), ma anche interessanti aspetti della tafonomia e geologia dell´area della Mongolia come doveva apparire nel tardo Cretacico.
Entrambi gli esemplari fossili studiati sono stati scoperti nella formazione di Baruungoyot, depositi eolici attribuiti a un ambiente desertico, che si intercala con la formazione di Nemegt, depositi di una piana alluvionale. I resti finora conosciuti di dinosauro oviraptoride sono stati sempre scoperti in sedimenti connessi ad un ambiente secco, per questo la ricostruzione classica che dona l'eternità a tali resti è che questi dinosauri sono accovacciati su una duna desertica e sorpresi da una tempesta di sabbia, che li uccide all´istante e li seppellisce. La scoperta dei due esemplari in vicinanze stratigrafiche con depositi di un ambiente almeno temporaneamente umido fa pensare che il loro habitat era un po' più diverso e ricco ecologicamente di quello finora immaginato.
Inoltre su uno degli esemplari, quello meglio conservato e disposto sul suo nido, sono stati scoperti segni di diverse "ondate" di animali spazzini. Secondo la ricostruzione della storia postmortem, la carcassa fu schiacciata lateralmente dai sedimenti che la ricoprivano in parte. Il dorso esposto attira degli animali spazzini, che asportarono parti della colonna vertebrale e la parte inferiore del corpo. Il cadavere si mummifica in un ambiente secco ed è colonizzato da insetti saprofagi. Alla fine quello che resta è seppellito completamente, fino alla sua scoperta 65 milioni di anni più tardi.

David Bressan


Bibliografia:

AUDITORE, M.; BIAVA, A.; BRUSCHI, A.; MASSAJOLI, M.; PASTORI, F. & VALENZA, E. (2004): Oviraptor. Innocente! Dinosauri - Fossili - Minerali - Preistoria N.5 Luglio-Agosto: 6-15
FANTI, F.; CURRIE, P.J. & BADAMGARAV, D. (2012): New Specimens of Nemegtomaia from the Baruungoyot and Nemegt Formations (Late Cretaceous) of Mongolia. PLoS ONE 7(2): e31330

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Paleofox.com

Ultima modifica il Domenica, 04 Marzo 2012 23:20
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