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Luglio 2020

 



Microbiome in Antarctic marine invertebrate may hold key to anticancer compound

Could the cure for melanoma -- the most dangerous type of skin cancer -- be a compound derived from a marine invertebrate that lives at the bottom of the ocean? National Science Foundation-funded scientists led by Alison Murray of the Desert Research Institute in Reno, Nevada, think so. They're looking to the microbiome of an Antarctic ascidian called Synoicum adareanum to better understand the possibilities for development of a melanoma-specific drug.

Pubblicato in Scienceonline



A new study published inThe Journal of Physiology has shown that misfolded protein build-up in the gut could contribute to the development of Alzheimer’s-like symptoms in mice. This could suggest a new treatment approach for Alzheimer’s disease that would target the gut before symptoms of cognitive deficits appear in patients.

As these proteins were found in the gut, which is a window to the world, this suggests environmental factors might be contributing to cognitive deficits seen in Alzheimer’s disease and other conditions.

The misfolded protein, known to be involved in Alzheimer’s disease, called beta amyloid, was injected into the guts of mice and travelled to the “gut-brain" (the nervous system in our gut),and alsoto the brain.

If some of the beta amyloid build up in thecentral nervous system (brain and spinal cord)isoriginatingfrom theoutside the brain(peripheral nervous system), reducing the amount that makes it to the brain, or trapping the protein in theperiphery may delay the onset ofAlzheimer’s disease. This treatment would begin before any signs of dementia appear in the patient.

Pubblicato in Scienceonline



Non solo Oceani, dove la plastica è presente nel 70% al 90% dei rifiuti in mare: la firma ‘indelebile’ di questo materiale, che ci accompagna massivamente dagli anni ’50, è stata trovata persino nelle rocce come elemento stratigrafico distintivo di un’epoca geologica che ormai viene definita Antropocene.
Lo denuncia il WWF nella seconda puntata del suo report “Plastica-una storia infinita”, lanciata nell’ambito della campagna GenerAzioneMare e che marcherà settimanalmente questo argomento anche con eventi di pulizia sul territorio.

Nel report si segnala un recente studio[1] che dimostra come i processi geologici abbiano iniziato a incorporare in rocce litoranee la plastica finita in mare: la presenza della plastica è evidente nei depositi terrestri, e sta diventando tale anche nei depositi sedimentari marini sia di acque profonde che poco profonde. Lo studio ci dice quindi che la plastica è ormai diventata un ‘tecnofossile’ ed è destinata a restare negli strati geologici al pari di ciò che oggi osserviamo nei sedimenti come testimonianza delle ere passate, dalle ammoniti ai resti di mammut.

Pubblicato in Ambiente

 

Un nuovo studio internazionale coordinato dal Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza e sostenuto anche da Fondazione AIRC, ha fatto luce sullo spettro dei tumori che insorgono negli uomini con mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista JAMA Oncology.


Le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 rappresentano un rilevante esempio di medicina di genere, pur essendo ereditate in ugual misura dai due sessi. Il loro ruolo nella suscettibilità alle forme ereditarie di neoplasie prettamente femminili, come tumori della mammella e dell’ovaio, è ben conosciuto ed è entrato di routine nella pratica clinica; al contrario, l’impatto sul rischio oncologico delle stesse mutazioni nei soggetti di sesso maschile è meno noto.

Pubblicato in Genetica

Il fascio di luce incidente è convertito in un fascio interno di polaritoni che è deviato dalla curvatura geometrica nello spazio delle bande energetiche del sistema, prima di essere riemesso come fotoni. Questa deviazione è simile a quella causata dal campo magnetico su elettroni in movimento, pur avendo i polaritoni carica elettrica totale nulla. Cnr-Nanotec

 

I ricercatori del Cnr-Nanotec di Lecce hanno dimostrato in un lavoro pubblicato su Nature che un fotone devia lateralmente dalla sua traiettoria dovuta alla curvatura topologica della sua dispersione energetica, come se rotolando lungo un pendio sentisse il vento soffiare in direzioni opposte a seconda della sua polarizzazione

È noto che gli elettroni sono trascinati lungo la direzione di un campo elettrico che agisce sulla loro carica, mentre un campo magnetico li devia lateralmente rispetto alla loro traiettoria (effetto Hall). Nel caso per esempio dei cristalli, però, le proprietà geometriche e più precisamente topologiche delle bande energetiche (bande elettroniche, la gamma di energie e di velocità che un elettrone può assumere all’interno di un materiale) influiscono sul moto stesso degli elettroni, permettendo l’osservazione di effetti altrimenti inspiegabili come l’effetto Hall anomalo, in cui la traiettoria di un elettrone viene deviata lateralmente, come se ci fosse un “campo magnetico artificiale”.

Tuttavia, la topologia è fondamentale non solo per la dinamica elettronica, ma anche per la propagazione della luce: in strutture fotoniche, molti effetti sono dovuti proprio alla topologia delle bande energetiche dei fotoni. Ad esempio, sono basati sulla topologia gli isolatori micro-ottici, dispositivi chiave per la realizzazione di circuiti fotonici integrati, e i laser topologici, la cui stabilità è garantita dalla “protezione topologica” dei cosiddetti “edge states”.

Pubblicato in Fisica

Con una nota del 26 giugno scorso il Ministero dell'Istruzione ha emanato le linee guida per la ripresa delle lezioni per il prossimo anno scolastico, per un ritorno alla normalità e quindi alle lezioni in aula. A tal riguardo la Ministra Lucia Azzolina ha chiarito come fronteggiare la nuova necessità di distanziamento tra gli alunni, mediante il coinvolgimento degli enti locali che saranno chiamati a collaborare mettendo a disposizione edifici scolastici dismessi in seguito al dimensionamento della rete scolastica, o altre strutture in cui poter ospitare gli alunni, visto che le aule, nella maggior parte dei casi, risultano insufficienti a garantire le distanze minime richieste dall'emergenza sanitaria.

Pubblicato in Geologia

Nanoparticelle di ossido di ferro

 

Un recente studio condotto nell'ambito del progetto Nano-analytics for Pharmaceutics guidato da Aden Hodzic (CERIC-ERIC), in una collaborazione con i ricercatori dell'UCL – University College London, Maximilian Besenhard, Kim Than, e Asterios Gavriilidis, ha fatto luce su nuovi metodi per la sintesi di nanoparticelle di ossido di ferro. I risultati aiuteranno a migliorare la futura formulazione e somministrazione di farmaci per più efficaci diagnosi e trattamenti dei tumori.

Grazie alla loro biodegradabilità e bassa tossicità, le nano-particelle di ossido di ferro (IONP) sono considerate uno dei nanomateriali principali in campo biomedico. Le loro caratteristiche morfologiche ne consentono l'uso in sistemi di somministrazione di farmaci, come anche in tecnologie per la diagnosi e il trattamento di tumori. Ad esempio, possono essere utilizzate come agente di contrasto per la risonanza magnetica (MRI), strumento diagnostico ampiamente diffuso in oncologia clinica.

Pubblicato in Medicina

Oggi il WWF Italia ha inviato una diffida formale al Presidente della Provincia Autonoma di Trento (PAT), Maurizio Fugatti, chiedendo la revoca dell’ordinanza “intervento di monitoraggio, identificazione e rimozione di un orso pericoloso per l’incolumità e la sicurezza pubblica” del 24/06/2020, emessa in seguito al noto episodio dell’incidente avvenuto tra due uomini e un orso sul Monte Peller (TN).

L’Associazione sottolinea come le cause dell’accaduto non siano ancora del tutto chiare, e le informazioni attualmente in possesso delle Autorità non possano ritenersi sufficienti a motivare (dopo il suo riconoscimento e identificazione) l’abbattimento dell’orso, la misura di gestione più estrema prevista dal PACOBACE (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali).

Pubblicato in Ambiente


Quali sono i meccanismi neurali che consentono di sentirci responsabili delle nostre azioni? Li rivela lo studio dal titolo “How the effects of actions become our own” realizzato da un gruppo di ricercatori coordinato da Eraldo Paulesu e condotto da Laura Zapparoli e Silvia Seghezzi (rispettivamente assegnista e dottoranda di ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca) in collaborazione con l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi (Gruppo San Donato), presso il quale i ricercatori studiano la fisiologia e i disturbi del movimento.

La ricerca è appena stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Science Advances.

Sebbene gran parte del funzionamento del nostro sistema motorio avvenga automaticamente, noi "sappiamo" di essere attori del nostro comportamento. Inoltre, prevediamo e siamo consapevoli delle conseguenze delle azioni che pianifichiamo, con riferimento ai nostri obiettivi. La sensazione di controllare volontariamente le nostre azioni e, attraverso esse, gli eventi nel mondo esterno è il cosiddetto "senso di agentività”, una componente cruciale del monitoraggio dell'azione e della consapevolezza di sé.

Pubblicato in Etica

 


L’iniziativa “Women’s Europe. Voices in Times of Covid” è sostenuta dal progetto ELaN coordinato dall’Università di Pisa


È partita in tutta Europa la campagna “Women’s Europe. Voices in Times of Covid”, un’iniziativa di sensibilizzazione sulle conseguenze di genere della crisi generata dall’emergenza Coronavirus. La campagna è sostenuta dal progetto “European Law and Gender” coordinato da Elettra Stradella, docente di diritto pubblico comparato del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Si tratta quattro brevi video disponibili sul sito del progetto ELaN in cui si compie una analisi di genere della crisi, denunciando il rischio di escludere la parità di genere dalle politiche di interventi in epoca post-Covid e, più in generale, portando all’attenzione l’importanza di sviluppare un programma di ripresa in grado di cambiare lo stato delle cose, anche attraverso un nuovo contratto sociale.

Pubblicato in Medicina
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