NASA e IKI progettano i prossimi passi di Venera D, la missione spaziale deputata all'esplorazione ddi Venere, pronta a volare nel 2026. L'obiettivo sarà studiare il suo clima grazie all'uso di un orbiter, un lander e un veicolo che plani nell'atmosfera.

Washington e Mosca fanno rotta su Venere. L’Agenzia spaziale americana e la IKI - Russian Academy of Sciences’ Space Research Institute – sono a lavoro per stilare l’agenda dei prossimi appuntamenti con lo spazio: il primo obiettivo condiviso sarà definire i prossimi passi per lo sviluppo della missione Venera D – la prima sonda con destinazione Venere progettata per essere lanciata nel 2026 dalla Russia ed erede della generazione delle Venera, spedite dalla vecchia Unione Sovietica.

 

Uno studio condotto sulla base delle rilevazioni dell'osservatorio ESO VLT, svela che nelle galassie più distanti e antiche la materia oscura scarseggia mentre la fa da padrona nei dintorni della Via Lattea. La ricerca si basa sul calcolo delle velocità di rotazione.

Quanto “pesa” la materia oscura ai confini del cielo? Meno del previsto, a quanto sembra. Un gruppo internazionale di ricerca, guidato da Reinhard Genzel del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics, ha utilizzato gli strumenti KMOS and SINFONI istallati sul Very Large Telescope dell’ESO per misurare la velocità di rotazione di sei galassie massive e brillanti nell’Universo remoto, a caccia di indizi sulla misteriosa componente di cui si fa un gran parlare… ma che nessuno ha mai visto. A differenza infatti della cosiddetta materia normale - composta da stelle scintillanti, gas incandescente e polvere – l’elusiva materia oscura non è facile da individuare: non emette o assorbe né riflette luce e la sua presenza può essere presunta solo a partire dagli effetti gravitazionali che genera sugli oggetti che circonda.

 

Il concorso “Cassini Scientist for a Day” è una gara internazionale, indetta dalla NASA e promossa in europa dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), rivolta ai ragazzi di scuole medie e superiori. Ogni anno i ragazzi hanno la possibilità di avvicinarsi al lavoro dello scienziato studiando tre immagini prodotte dalla missione Cassini, che si trova in orbita attorno a Saturno dal luglio del 2004.

Gli studenti sono invitati a produrre un elaborato di massimo 500 parole (in italiano o in inglese), spiegando quale dei tre obiettivi scientifici otterrà secondo loro i risultati più interessanti e perché.

PER SAPERNE DI PIÙ, VISITA LA PAGINA DEL CONCORSO, E CONSULTA IL REGOLAMENTO.

https://cassinisfditaly.wordpress.com/

 

Rappresentazione artistica del sistema formato da Trappist-1 e i suoi sette pianeti rocciosi.


Grazie a un’intensa campagna osservativa, condotta con telescopi terrestri e spaziali, un team internazionale di ricercatori ha scoperto che la stella Trappist-1 ospita almeno sette pianeti, tutti di dimensioni simili alla Terra. I dati mostrano che, potenzialmente, sono tutti e sette in grado di ospitare acqua allo stato liquido. Sale a sette il conto dei pianeti terrestri in orbita attorno a Trappist-1, la nana rossa ad appena 40 anni luce da noi. È passato poco più di un anno dall’annuncio della scoperta di tre pianeti di dimensioni simili alla Terra in orbita attorno a questa stella fredda e di piccola taglia, e oggi, grazie a uno studio condotto con telescopi terrestri e spaziali, scopriamo che la nostra “vicina” di casa ospita un sistema planetario molto più ricco del previsto.

 

Lo strumento a raggi X e ultravioletti, imbarcato sul satellite geostazionario GOES-16 della NASA, ha seguito il brillamento del 21 gennaio scorso. I suoi dati, elaborati dal centro di meteorologia spaziale americana, saranno utili per migliorare la nostra conoscenza delle attività solari e mettere in atto strategie di prevenzione

 

Stando ai dati raccolti dalla sonda MESSENGER i depositi d'acqua ghiacciata nascosti nelle profondità dei crateri di Mercurio proverrebbero dalle comete nate nella cintura di Kuiper. Il liquido si sarebbe solidificato con le basse temperature raggiungendo uno spessore di 50 metri

La camera in luce visibile a bordo di Juno ha raccolto dati nel corso del terzo flyby. Le informazioni collezionate sono state elaborate in un'immagine che mostra il pianeta che sorge dal buio, con le sue tempeste ovali e la Grande Macchia Rossa

Il gigante gassoso Giove simile a una luna che emerge dal buio cosmico sfoggiando il suo primo quarto. È ancora lui il soggetto in primo piano delle cartoline dallo spazio firmate JunoCam, la camera operante nella luce visibile a bordo della missione NASA Juno.
Il nuovo scatto è stato realizzato dallo scienziato in erba Roman Tkachenko sulla base dei dati raccolti dalla sonda americana durante un sorvolo ravvicinato. A rendere riconoscibile il profilo del quinto pianeta del Sistema Solare, la Grande Macchia Rossa – il longevo anticiclone che spazza la superficie aliena da 300 anni almeno - e un 'filo di perle ovali', le spaventose tempeste che si abbattono nell’emisfero meridionale ruotando in senso antiorario.

Il sistema binario della famiglia dei polari intermedi fa registrare un comportamento anomalo: stop ai rifornimenti di gas dalla prima stella alla nana bianca sua compagna e "trend" di luce negativo
“Rifornimenti” interrotti nel cielo dell’Acquario.

C’era una volta una strana coppia stellare chiusa in un sistema binario, composta da una nana bianca e da una compagna "generosa", che inviava gas alla prima nutrendola e agevolandone i processi di accrescimento. I due soggetti dello studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Notre Dame, sono due astri che abitano nella nostra galassia a 500 anni luce dalla Terra, in corrispondenza della costellazione dell’Acquario: racchiuse in un sistema binario di tipo polare intermedio noto come FO Aquarii, le due stelle hanno fatto registrare un comportamento anomalo.

Il riconoscimento è stato assegnato nel corso di "Luce e innovazione" il simposio di Edison Open 4EXPO dedicato alla luce in campo scientifico, tecnologico e artistico. All'evento interviene il Premio Nobel per la Fisica Serge Haroche.
Nell'Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce, Nazzareno  Mandolesi, Jean-Loup Puget e Jan Tauber, ricevono il Premio Europeo per la Fisica EPS-Edison-Volta per aver osservato la prima luce emessa dall'universo. I tre scienziati sono i leader scientifici della missione Planck dell'European Space Agency (ESA) che ha studiato la radiazione cosmica di fondo, permettendo di ottenere una mappa precisa e dettagliata dell'universo appena nato, risalendo a oltre 13 miliardi di anni fa.

Torna il contest e la protagonista rimane sempre lei, la Luna in versione “super”.

Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre saremo spettatori del terzo appuntamento dell’anno con la Super Luna. In più, questa volta, il nostro Satellite offrirà una spettacolare eclissi totale ben  visibile dall’Europa, buona parte delle Americhe e da parte dell’Africa.

 

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