“Dopo dieci giorni nello Spazio, ci vorrebbe un bel caffè espresso… ristretto direi”. Questa le parole dell’astronauta Luca Parmitano l’anno scorso, dopo qualche giorno dal suo arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale.  Detto… fatto: con la missione FUTURA il caffè arriverà nello Spazio: sarà uno degli esperimenti che l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti farà a bordo della ISS e nasce da un’idea di due aziende italiane - Argotec e Lavazza - in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana Così il capitano dell’Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti, sarà non solo la prima donna italiana ad andare nello Spazio, ma anche il primo astronauta della storia a bere in orbita un autentico espresso italiano.

Era il 16 luglio 1969 quando Apollo 11 si staccò dal suolo per portare per la prima volta l’uomo sulla luna. Ad annunciare l’allunaggio fu il celebre giornalista Tito Stagno: sua la voce che durante la telecronaca disse la celebre frase «Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!».

Professore ordinario di Fisica Sperimentale dell’Università di Trento, con oltre trent’anni di attività come incaricato dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e collaborazioni scientifiche internazionali: Roberto Battiston, 58 anni, è stato nominato presidente dell’ASI venerdì scorso dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini. Battiston ha scritto diversi libri e svolto prestigiosi incarichi in campo scientifico e aerospaziale: è considerato il “papà” dell’AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), il cacciatore di antimateria da 7 tonnellate, portato in orbita dall’astronauta italiano Roberto Vittori con la missione Shuttle Sts-134 e attualmente agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale.

Per la prima volta l’Italia è al vertice dell’UNOOSA, la struttura dell’ONU responsabile per i programmi di promozione della cooperazione internazionale nel settore spaziale: sarà Simonetta Di Pippo, astrofisica italiana di fama internazionale a guidare importante organismo.

L’UNOOSA ha sede a Vienna e opera principalmente attraverso il COPUOS, il comitato dell'Assemblea Generale per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico. Filippo Formica, Ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite a Vienna, ha sottolineato il valore della nomina della Di Pippo per l'Italia, che “testimonia, una volta di più, che le eccellenze italiane sono fortemente competitive sul piano internazionale”.

L’obiettivo è sviluppare applicazioni per smartphone che impieghino dati di Osservazione della Terra, utilizzando le ampie potenzialità offerte dal sistema satellitare europeo Galileo/EGNOS e del programma di Osservazione della Terra Copernicus: si tratta di Space App Camp 2014, organizzato dallo S2G2M2 (Sustainable Services for GMES and GNSS in Mobile and Mobility).

Per partecipare basta compilare il modulo di registrazione reperibile online entro il 3 marzo e seguire le istruzioni: www.app-camp.eu/pages/registration.php

L'innovativa opportunità per sviluppatori di app interessati a questo particolare settore applicativo, prenderà poi forma presso il centro ESTEC dell’Agenzia Spaziale Europea a Noordwijk, in Olanda, dal 4 al 12 maggio 2014: per 7 giorni, venti sviluppatori selezionati potranno confrontarsi in un’avvincente sfida a colpi di creatività e originalità, in un contesto internazionale.

La premiazione è avvenuta giovedì 30 gennaio a Roma

“Via Lattea su Balanced Rock” è il nome della foto che ha vinto la prima edizione del Premio Italiano di Fotografia Astronomica (PIFA). L’autore dello scatto è Marco Meniero: è stato premiato nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Roma, a Palazzo Ruspoli, giovedì 30 La foto è stata scattata il 10 luglio del 2010 nel Parco Nazionale dello Utah, negli Stati Uniti, con una Canon Eos 5DMKII con EF14 f/2.8 (scatto di 30 secondi con ottica chiusa a f/3.5 e fotoritocco con Photoshop cs6).

Marco Meniero, 41 anni, è un controllore di volo: non è quindi un fotografo professionista, ma un vero appassionato e cultore di fotografia astronomica. Ha collaborato con alcune riviste del settore ed è socio di diverse associazioni di astrofili. “Quando riprendiamo il Cielo, noi ritraiamo noi stessi, o almeno ciò che noi vediamo del contesto rapportato al nostro io. La tecnica fotografica ci fornisce la capacità di estrarre il magico mondo che portiamo dentro”, ha detto Marco Meniero a margine della premiazione, dichiarandosi incuriosito dal cielo e dalle sue costellazioni da sempre, fin da quando era bambino.

La caduta di un grosso meteorite, che si è disintegrato negli strati bassi dell'atmosfera, ha provocato una pioggia di detriti, con esplosioni e scie infuocate in cielo, nella regione di Chelyabinsk, in una zona degli Urali a circa 1.500 chilometri a est di M

I frammenti, spiega il ministero delle Emergenze russo, sono caduti in un'area poco popolata.

Com’è potuto accadere un fenomeno tanto spettacolare quanto preoccupante? “Sulla Terra cadono diverse centinaia di tonnellate di materiale extraterrestre, cioè proveniente dalle altre parti del nostro Sistema Solare – ha detto Barbara Negri, responsabile dell'Esplorazione e Osservazione dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana. “A seconda della grandezza, si possono distinguere in asteroidi (molto grossi) o meteoriti (piccoli). In questo caso, sembrerebbe che sia stato uno sciame meteoritico, non tracciabile come un asteroide”.

Tra venti e settanta milioni di anni fa ha prodotto con un ritmo frenetico nuove stelle, per poi divenire quiescente in epoche più recenti, fino ai giorni nostri. Questa ‘fucina’ si trovava nelle zone centrali della nostra galassia, attorno a un buco nero supermassiccio. Sono queste le conclusioni di uno studio condotto da un team internazionale di astronomi, tra cui Giuseppe Bono dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma e dell’Università  di Roma Tor Vergata e pubblicato oggi sulla rivista Nature.  Determinante è stata la scoperta di tre stelle variabili di tipo Cefeide a solo poche decine di anni luce dal centro della nostra Galassia, la dove mai prima d’ora erano state individuate stelle simili.
“Le stelle Cefeidi classiche sono degli ottimi traccianti delle popolazioni stellari giovani e ne sono già state identificate diverse centinaia nel disco della Via Lattea” commenta Giuseppe Bono. “Queste stelle sono molto popolari in Astronomia perché possiamo determinare la loro distanza e la loro età con una notevole precisione se confrontate con altri gruppi di stelle evolute. La polvere ed il gas interposti tra noi ed il centro  non ci avevano consentito di individuare Cefeidi classiche  in questa regione. Abbiamo allora scandagliato quella zona con strumenti  che osservano nell’infrarosso.  Questo ci ha consentito, per la prima volta, di identificarne tre nel centro della nostra Galassia”.

 

Quando la Walt Disney/Pixar gli ha chiesto di recitare un cameo nella traduzione italiana di Wall-e, l’astronauta Roberto Vittori ha accettato al volo. Il cartone animato campione d'incassi nel 2008, vincitore del Golden Globe come miglior film d'animazione dell'anno e candidato a sei Premi Oscar, è una tenerissima storia d'amore tra il robot-spazzino Wall-e - rimasto solo su una Terra ormai disabitata e ridotta a una gigantesca discarica - e la fascinosa sonda spaziale Eve.

Giovanni F. Bignami compie un anno alla guida dell'Agenzia Spaziale Italiana, un anno che coincide, quasi, con la celebrazione dei venti anni di vita dell'ASI che saranno festeggiati il prossimo 30 maggio in occasione della presentazione del rapporto annuale.

Il mio primo anno in ASI
Dodici mesi di attività nel bilancio del presidente Giovanni F. Bignami
Il 26 aprile ho festeggiato il mio primo anno in ASI. Voglio condividere alcune delle cose fatte, almeno le più importanti, e ringraziare per i numerosi successi che, col lavoro di tutti, ASI ha saputo ottenere in questo anno.

 

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