Appena se lo sono trovato di fronte, sugli schermi del centro ESTEC dell’Agenzia Spaziale Europea di Darmstadt, lo hanno subito definito un “diamante”. Qualcun altro, meno poetico, ci ha visto solo un grosso sasso di forma vagamente triangolare. Ma sono comunque immagini storiche quelle che la sonda ESA Rosetta (partita nel 2004 per esplorare i confini del sistema solare) ci ha mandato il 5 settembre, dopo uno storico incontro ravvicinato con l’asteroide (2867) Steins.

In questo articolo si esaminano le conseguenze che avrebbe avuto la Terra se non
ci fosse stata la Luna. Come si è formata la Luna ? Quale sarebbe stato l'ambiente
Terra senza la presenza del nostro satellite naturale ? Può la Luna avere contribuito
allo sviluppo della vita sulla Terra ? Quali sono gli effetti che la Luna determina
sul nostro pianeta ? Quale sarà l'evoluzione del sistema Terra-Luna ? A queste e ad
altre domande cercheremo di dare una risposta.

 

Sonda su MarteChe il genere umano finirà prima o poi su Marte è inevitabile. Non è certo l'esser comodo o utile quello che spinge gente dotata di spirito di avventura a raggiungere un determinato luogo.  L'Antartide è meno gradevole di Marte, il monte Everest non è un luogo di villeggiatura e le isole Kerguelen non scherzano neppur loro. Inoltre, per quanto oggi lo spirito di avventura appaia profondamente addormentato, non credo che sarà sempre così. E' per  spirito di avventura allo stato istintivo che alcune Tupaie abbandonarono gli alberi su cui abitavano venti milioni anni fa e s esero a scorrazzare  nelle praterie, vivendo arrischiatamente, acquistando la posizione eretta, ed infine producendo la gloriosa specie umana.
Dunque su Marte si andrà. Ma quando?

Il piede sulla Luna dell'astronauta AldrinQuando l’uomo posò il piede sulla luna, mi sembrò strano. Non emozionante, non suggestivo: solo strano. Non mi sembrò un miracolo, ma una sfida. Forse perfino uno sfregio. Quell’impronta pesante, quella polvere sollevata come aria secca, quei gesti goffi: niente riusciva ad affascinarmi.
Tutti i miei compagni di classe lo erano, anche tutte le suore del convento delle Figlie della Misericordia dove mi trovavo. Ricordo anche un’immagine del Papa, Paolo VI, che alzava le mani esultando. Avevo nove anni allora. “Siamo arrivati sulla luna”, sentivo esultare intorno.

Luna e modulo lunareVenti luglio del 1969. La data che segna un prima e un dopo nell'esplorazione umana dello spazio. A dire il vero, in Italia era ormai il 21, le 4 del mattino del 21, quando Neil Armstrong faceva quell’ormai proverbiale piccolo, grande passo che cambiava per sempre la storia umana. Una diretta-tour de force di oltre 25 ore, prima volta nella storia della RAI aveva tenuto inchiodati tutti gli italiani davanti al televisore, seguendo momento per momento la missione Apollo 11, fino all’allunaggio (avvenuto sei ore prima, alle 22 circa ora italiana) e la discesa di Armstrong e Aldrin sul suolo lunare.

Tra loro anche alcuni spettatori decisamente interessati: alcuni già interpreti dell'avventura spaziale del nostro paese, o che ne sarebbero diventati protagonisti negli anni a venire. Per loro, ripensare lo sbarco sulla Luna a quaranta anni di distanza significa rivivere un momento che ha influenzato profondamente la loro vita professionale, e che ha finito per influenzare, per quanto indirettamente, il corso stesso delle attività spaziale italiane.

L'eredità della Luna

21 Lug 2009 Scritto da

La Terra fotografata dalla LunaIl 4 ottobre 1957 un oggetto di produzione terrestre orbitava per la prima volta al di fuori dell’atmosfera del pianeta Terra, dodici anni dopo,il 20 luglio del 1969,  un uomo, George Armstrong, posava per primo il piede su un corpo celeste che non fosse il pianeta che aveva dato i natali al genere umano, la Luna. Due momenti fondamentali di un’era che oggi è denominata l’era spaziale. Oggi, 52 anni dopo lo Sputnik, si riconosce a questa era di aver prodotto un balzo in avanti all’umanità non già eguale, ma superiore, all’evoluzione che il genere umano aveva conosciuto nei 500 anni precedenti. Quelli per intenderci della fine del geocentrismo con la rivoluzione copernicana, con l’avvento dell’astronomia grazie a Galileo,ma anche agli studi di Leonardo, la rivoluzione industriale, gli avanzamenti nello studio della medicina grazie a Pasteur e Fleming, allo studio dell’atomo e delle regole dell’universo grazie ad Einstein  e Fermi.

“It’s down, baby, it’s down!” è il grido di gioia lanciato da uno dei tecnici della sala di controllo di Pasadena al momento della ricezione del primo segnale dal suolo di Marte inviato dalla sonda Phoenix. I timori di un fallimento erano tanti, non a caso la scelta del nome: Phoenix è la fenice risorta dalla ceneri dei fallimenti del Mars Climate Orbiter e del Mars Polar Lander; ma la sonda c’è l’ha fatta, dopo circa dieci mesi di viaggio e 680 milioni di km, è sbarcata in prossimità della calotta del Polo Nord di Marte e per la prima volta esplorerà la zona artica del Pianeta Rosso alla ricerca, probabilmente solo fossili, di vita unicellulare.

 

Nei giorni scorsi è stata divulgata la notizia che probabilmente è stato trovato il primo cratere da impatto italiano o quello che ne rimane. Dopo la scoperta di un lago con una forma particolare nei monti abruzzesi (Secinaro – Monte Sirente) che pare sia più il risultato di un raro evento geologico definito mud-vulcano, ora si affaccia la scoperta di una forma geomorfologia nell’appennino meridionale.

Il dott. Giuseppe Francione, geologo e docente di Scienze Naturali, studiando una zona particolare dei Monti Alburni, Appennino Meridionale, riscontra una particolare geomorfologia di un pendio, più precisamente una monoclinale posta a 40-45 gradi di pendenza media.
Su questa pendenza si possono notare delle forme particolari, anelli concentrici, che sembrano perfettamente il risultato di un impatto, quindi quello che rimane deve essere un cratere da impatto.

E’ piena estate nell’emisfero sud della luna di Nettuno, Tritone, come dimostra la prima analisi in assoluto ad infrarossi fin qui effettuata. Usando il VLT dell’ESO il team europeo di osservazione ha scoperto monossido di Carbonio e fatto una prima rilevazione di Metano nella sottile atmosfera di Tritone. Queste osservazioni rivelano che lo spessore dell’atmosfera varia stagionalmente aumentando nelle stagioni calde.

“Abbiamo trovato una evidenza reale di come il Sole faccia sentire la sua presenza su Tritone anche se così lontano. Questa fredda luna, a dire il vero, ha le stagioni come noi le abbiamo sulla terra, solo che cambiano molto più lentamente, “ dice Emmanuel Lellouch, primo autore della pubblicazione che riporta questa scoperta in Astronomy & Astrophysics.

Su Tritone, dove la temperatura media è di circa -235 gradi è attualmente estate nell’emisfero sud e inverno in quello nord. Come l’emisfero sud di Tritone aumenta di temperatura, un sottile strato di azoto ghiacciato, metano e monossido di carbonio sublima in gas, inspessendo la fredda atmosfera con l’avanzare della stagione durante l’orbita di Nettuno intorno al Sole lunga 165 anni. Una stagione che su Tritone dura almeno 40 anni e Tritone ha passato il solstizio d’estate nel suo emisfero sud nel 2000.

Non c’è tre senza quattro: il 25 ottobre l’“occhio spaziale” FM4 lascerà la superficie del nostro pianeta per aggiungersi agli altri tre satelliti gemelli che compongono la Costellazione radar in banda X di COSMO-SkyMed.

Il più importante programma italiano di Osservazione della Terra giunge così con successo al completamento ad appena tre anni di distanza dal lancio del primo segmento, effettuato nel giugno del 2007 dalla base militare di Vandenberg in California (la stessa da cui FM4 lascerà il nostro pianeta). COSMO-SkyMed 4, integrando in orbita i tre omologhi già operativi, permetterà alla Costellazione di funzionare sfruttando pienamente le proprie potenzialità. Così configurato l’occhio radar della Costellazione, concepita per funzionare in modo duale (per usi sia civili che militari) ricoprirà un ruolo di sempre maggiore importanza nella protezione dell’ambiente, nella prevenzione di catastrofi naturali e in generale nella gestione di ogni tematica inerente la sicurezza del territorio.

 

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