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Lunedì, 30 Ottobre 2023


Pierce's disease, also known as the "Pierce's vine disease," is one of the most formidable threats to European vineyards. This devastating condition gained notoriety thanks to the pioneering work of American phytopathologist Newton B. Pierce, who identified it in the late 19th century.


The Legacy of Newton B. Pierce
Newton B. Pierce, born in 1849, was a passionate researcher in the field of phytopathology. During his career at the United States Department of Agriculture (USDA) and later at the University of California, Riverside, Pierce dedicated his efforts to studying plant diseases and finding solutions to protect agricultural crops.

Pubblicato in Scienceonline



La malattia di Pierce, nota anche come "malattia della vite di Pierce," è una delle minacce più temibili per le viti d'Europa. Questa devastante condizione ha guadagnato notorietà grazie all'opera pionieristica del fitopatologo americano Newton B. Pierce, che la identificò nel tardo XIX secolo.

L'Eredità di Newton B. Pierce
Newton B. Pierce, nato nel 1849, fu un appassionato ricercatore nel campo della fitopatologia. Durante la sua carriera presso l'United States Department of Agriculture (USDA) e successivamente presso l'Università della California, Riverside, Pierce dedicò il suo impegno a studiare le malattie delle piante e a trovare soluzioni per proteggere le coltivazioni agricole.
Durante il suo lavoro all'USDA, Pierce iniziò a indagare su una misteriosa malattia che stava colpendo le viti della California negli anni '80 del XIX secolo. Questa malattia causava un'ampia gamma di danni, tra cui appassimento delle foglie, ingiallimento, marciume delle radici e morte improvvisa delle viti. Questi sintomi avevano conseguenze gravi, portando a significative perdite nella produzione di uva e alla distruzione di vigneti.

Pubblicato in Ambiente

In addressing the issue of plant viruses and their impact on crops, the article by Ye-Rin Lee and colleagues, published in Horticulture Research in June 2023, provides an in-depth look at how CRISPR/Cas9 technology can be used to confer resistance to Turnip Mosaic Virus (TuMV) in Chinese cabbage (Brassica rapa).

The article begins with an overview of the global challenge of food security, emphasizing the need to double food production in the coming years to meet the growing demand. In this context, viral infections represent a significant threat, with annual yield losses of 10-15% due to these diseases in crops worldwide. Scientific research, therefore, focuses on improving plant resistance to viruses with the goal of developing more resilient crop varieties.

Pubblicato in Scienceonline



Nell'affrontare il problema dei virus delle piante e del loro impatto sulle coltivazioni, l'articolo di Ye-Rin Lee e colleghi, pubblicato su Horticulture Research nel giugno 2023, offre uno sguardo approfondito su come la tecnologia CRISPR/Cas9 possa essere utilizzata per conferire resistenza al virus del mosaico del ravanello (TuMV) nel cavolo cinese (Brassica rapa).

Lo studio inizia con una panoramica del problema globale della sicurezza alimentare, sottolineando la necessità di raddoppiare la produzione alimentare nei prossimi anni per soddisfare la crescente domanda.
In questo contesto, le infezioni virali rappresentano una minaccia significativa, con perdite annuali di resa del 10-15% dovute a queste malattie nelle coltivazioni di tutto il mondo. La ricerca scientifica si concentra quindi su come migliorare la resistenza delle piante ai virus, con l'obiettivo di sviluppare varietà di colture più resistenti.

Pubblicato in Tecnologia
Lunedì, 30 Ottobre 2023 09:11

Intravenous Vitamin C whith Covid-19



In the study titled "Intravenous Vitamin C for Patients Hospitalized With COVID-19: Two Harmonized Randomized Clinical Trials," conducted by Dr. Frank L. van de Veerdonk et al., and published in JAMA on October 25, 2023 (doi: 10.1001/jama.2023.21407), the potential implications of vitamin C use in hospitalized patients with COVID-19 were examined. The study involved two harmonized clinical trials, which enrolled critically ill patients in intensive care units at 90 different sites and non-critically ill patients at 40 sites across four continents.
Participants were randomly assigned to two groups: one group received intravenous vitamin C every 6 hours at a dose of 50 mg/kg of body weight for a total of 96 hours (up to 16 doses). The second group received a placebo or no vitamin C.

Pubblicato in Scienceonline
Lunedì, 30 Ottobre 2023 09:00

Vitamina C Intravenosa e Covid-19



Nel presente studio dal titolo "Intravenous Vitamin C for Patients Hospitalized With COVID-19: Two Harmonized Randomized Clinical Trials," condotto dagli autori Dr. Frank L. van de Veerdonk et al., e pubblicato su JAMA in data 25 ottobre 2023 (doi:10.1001/jama.2023.21407), sono state esaminate le potenziali implicazioni dell'uso della vitamina C nei pazienti ricoverati con COVID-19. Lo studio ha coinvolto due sperimentazioni cliniche armonizzate, che hanno incluso pazienti critici ricoverati in unità di terapia intensiva in 90 siti diversi, nonché pazienti non critici in 40 siti distribuiti in quattro continenti.

Pubblicato in Medicina

 

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