Ultimi Articoli

MASCHERINE “GENERICHE” (DI COMUNITÀ): IN ARRIVO I RIFERIMENTI SULLE PRESTAZIONI FILTRANTI E I METODI DI PROVA
28 Maggio 2020

Nei prossimi mesi milioni di italiani utilizzeranno le mascherine “generiche”...

Emergenza COVID-19: potenziamento della terapia intensiva del Policlinico Umberto I. Le nuove dotazioni grazie alla raccolta fondi targata Sapienza
28 Maggio 2020

Giovedì 28 maggio è stato presentato presso il Policlinico Umberto...

Sano, 18 anni. Covid-19 gli rovina i polmoni: salvato da un trapianto record al Policlinico di Milano
28 Maggio 2020

Il giovane, senza precedenti patologie, ridotto in fin di vita...

Eseguito il primo trapianto di polmone su un paziente Covid: un successo di tutta la Rete
28 Maggio 2020

E' stato eseguito la scorsa settimana al Policlinico di Milano...

TUMORE DEL POLMONE: PEMBROLIZUMAB IN COMBINAZIONE CON LA CHEMIOTERAPIA HA RIDOTTO IL RISCHIO DI MORTE DEL 44% E A 2 ANNI DIMOSTRA UN BENEFICIO DI SOPRAVVIVENZA A LUNGO TERMINE
28 Maggio 2020

Nell’analisi finale dello studio KEYNOTE-189, pembrolizumab in combinazione con la...

COVID-19, PEDIATRI DI FAMIGLIA: “SCUOLA, ECCO COME RIPARTIRE. 8 BUONE PRATICHE PER TORNARE IN CLASSE IN SICUREZZA”
28 Maggio 2020

Il Presidente FIMP Biasci: “Abbiamo presentato le nostre proposte di...

La sifilide di Maria Salviati (1499-1543), moglie di Giovanni dalle Bande Nere e madre di Cosimo I de’ Medici
28 Maggio 2020

Un segreto lungo cinque secoli svelato dalla Divisione di Paleopatologia...

New algorithm developed that helps curb COVID-19 infection
27 Maggio 2020

One of the most effective measures for containing the transmission...

Piante del Marocco: la Thuya

Veronica Rocco 21 Gen 2009
19072 volte

Una delle piante più diffuse del nord Africa è la Tetraclinis articulata, o ginepro articolato, meglio conosciuta come Thuya [1].  Fa parte della famiglia delle Cupressaceae ed è una conifera sempreverde endemica della regione occidentale del Meditarraneo. E' il simbolo nazionale di Malta, dove è chiamata col nome arabo Arar. Preferisce il clima caldo e asciutto e si adatta bene su tutti i tipi di terreni, da quelli marittimi fino a 1.600 metri di altitudine, l'importante è che sia esposta all'influsso del mare.


In Marocco è presente soprattutto sulla catena montuosa dell’Anti Atlante, sul massiccio dello Djebel Azemour e sull’altipiano del Rif. Di solito cresce vicino ad altre specie endemiche come la Ceratonia siliqua, l'Olea europea, la Phillyrea media, l'Osyris lanceolata, la Pistacia atlantica, il Jasminum fruticans, la Clematis cirrhosa, ma anche piante tipiche della macchia mediterranea come rosmarino, pino d'Aleppo, Argan, lavanda, erica, acacia ed euforbia. E' una delle poche conifere cedue, ossia capaci di rigenerarsi dopo essere state tagliate: una forma di adattamento che la rende preziosa in caso di incendio o di assalti da parte di animali migratori.

La Thuya è una pianta dalle mille risorse: i frutti, i rami e le foglie sono ottimi coloranti naturali impiegati nell'industria conciaria; il legno, molto aromatico, è ricavato dai polloni, escrescenze arboree che si formano alla base del tronco degli esemplari più vecchi. Dalla pianta si ricava anche una resina, la sandracca (in arabo "tiffiza n-âzuka), usata per produrre vernici e lacche e per conservare i dipinti. I polloni forniscono un legno pregiato caratterizzato da scintillanti venature dorate. Per questo motivo è molto apprezzato dagli ebanisti che ne ricavano tavoli, credenze e piccoli oggetti ornamentali. Il legno di Thuya è rinomato fin dall'antichità e pare che i Romani facessero incetta di questo materiale prezioso. Purtroppo lo sfruttamento intensivo della Thuya ha spinto commercianti senza scrupoli a sradicare intere foreste del Maghreb per vendere il legname agli ebanisti d’oltremare. Oggi questa specie arborea è protetta da leggi severe che ne regolano il mercato e vietano l'esportazione del legno.

I principali centri per la lavorazione dei polloni sono Rabat, Algeri e Tunisi, ma la città più rinomata è Essaouira, sulla costa atlantica del Marocco, a 200 Km da Agadir, poiché nel suo entroterra crescono i più begli esemplari  di Thuya. Questa città di mare, con i suoi bianchi bastioni sferzati dal vento e dalle ali di gabbiano, alla fine degli anni’60 ha ospitato pop star del calibro di Jimi Hendrix, Frank Zappa e Leonard Cohen, diventando meta cult di una variopinta comunità hippy. Qui gli artigiani locali, abili cesellatori, usano tecniche di lavorazione del legno d’ispirazione siriana e trasmettono la propria arte di padre in figlio. Per valorizzare la naturale bellezza di questo legno duro e aromatico, dalle tonalità rosse, calde e avvolgenti, aggiungono madreperla, fili d'argento e inserzioni di legno d'ebano e limone. L'ebano, troppo costoso, è spesso rimpiazzato con un legno ricavato dall'acacia gommifera proveniente dal sud-ovest del Marocco.

L'artigianato marocchino utilizza un’ampia varietà di legni: pino, noce, acacia, mandorlo, olivo, tamarindo, sughera, abete della Numidia, ma la Thuya e il cedro del Libano sono la punta di diamante di questo fiorente mercato. La lavorazione della Thuya è un'arte molto antica, ma l'utilizzo dei polloni per creare oggetti ornamentali risale solo al 1924. Tra le lavorazioni più belle ci sono gli strumenti musicali della tradizione maghrebina. Il legno più pregiato della pianta è quello che proviene dalle radici dell'albero; purtroppo, essendo sotto terra, è anche la parte più soggetta a deterioramento a causa della pioggia e dei sassi che provocano fissurazioni e porosità. Gli esemplari integri, però, offrono agli artigiani una magnifica materia prima.
 
Il processo di lavorazione della Thuya è molto delicato e richiede una notevole abilità. Per decorarla l’artigiano spesso inserisce altri legni di forme geometriche diverse. Di solito si utilizza quello di limone, che viene annerito attraverso un particolare processo: dopo averlo tagliato in liste di mezzo centimetro o un centimetro l’una, viene immerso in olio bollente e  lasciato cuocere a fuoco vivace per alcune ore finché non cambia colore sia dentro che fuori. Al termine della lavorazione il legno è pronto per essere pulito e lucidato con una speciale miscela di oli, cere, gommalacca e alcool, che l’artigiano spalma con cura sulla superficie dell’oggetto fino a quando il disegno, le venature e i riflessi dorati della Thuya non risaltano perfettamente.   

Note:
[1] La Tetraclinis articulata (Vahl) Masters 1892 è comunemente conosciuta con il nome di Thuya o Tuya, che però non va confuso con la Thuja (Thuja, L. 1753), un’altra conifera della famiglia delle Cupressaceae, ma diffusa solo in Nord America, Cina e Giappone.

Riferimenti bibliografici
Bellakhdar, Jamal “Le Maghreb a travers ses plantes”, Editions Le Fennec 2003

 

 

Veronica Rocco

Ultima modifica il Lunedì, 31 Agosto 2009 08:17
Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Medicina

MASCHERINE “GENERICHE” (DI COMUNITÀ): IN ARRIVO I RIFERIMENTI SULLE PRESTAZIONI FILTRANTI E I METODI DI PROVA

MASCHERINE “GENERICHE” (DI COMUNITÀ): IN ARRIVO I RIFERIMENTI SULLE PRESTAZIONI FILTRANTI E I METODI DI PROVA

28 Maggio 2020

Nei prossimi mesi milioni di italiani utilizzeranno le mascherine “generiche”...

Paleontologia

Quando gli elefanti popolavano il Nord Europa

Quando gli elefanti popolavano il Nord Europa

25 Maggio 2020

Il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza ha partecipato al ritrovamento di uno scheletro...

Geografia e Storia

EcoSismaBonus e Geotermia nel Decreto Rilancio: geologi soddisfatti, ora necessaria normativa nazionale

EcoSismaBonus e Geotermia nel Decreto Rilancio: geologi soddisfatti, ora necessaria normativa nazionale

27 Maggio 2020

"Esprimiamo soddisfazione per le previsioni nel Decreto Rilancio delle nuove misure per l'EcoSismaBonus e,...

Astronomia e Spazio

Fotografato il getto relativistico prodotto dalla sorgente GW170817

Fotografato il getto relativistico prodotto dalla sorgente GW170817

22 Febbraio 2019

Un team internazionale di ricercatori ha analizzato dati provenienti da 33...

Scienze Naturali e Ambiente

Studiare la biodiversità del Mediterraneo senza nuocere a balene e delfini

Studiare la biodiversità del Mediterraneo senza nuocere a balene e delfini

27 Maggio 2020

Si chiama "Tutti pazzi per il Mediterraneo! – MeD for Med"...

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery